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Mobili in legno e aria secca dei riscaldamenti: evitare le crepe

Aggiornato il 26 ottobre 20264 capitoli
Perché l'aria secca dei riscaldamenti fa ritirare e fessurare il legno (foto Comò Olivieri Ginevra)

Foto: Comò Olivieri Ginevra

Perché l'aria secca dei riscaldamenti fa ritirare e fessurare il legno

I mobili in legno e l'aria secca dei riscaldamenti convivono male perché il legno resta un materiale igroscopico anche a decenni di distanza dalla lavorazione: scambia umidità con l'ambiente, la assorbe quando l'aria è umida e la cede quando si asciuga. Quando accendi i termosifoni la temperatura sale e l'umidità relativa scende, a volte molto sotto i valori ai quali il mobile si era stabilizzato in estate. Le fibre perdono acqua, il legno si ritira e il movimento non è uniforme: si contrae più in larghezza che in lunghezza, e dove è vincolato da viti, incastri o pannelli incollati la tensione si scarica aprendo una fessura. Per questo nelle prime settimane di stagione noti un'anta che si disallinea, un piano di tavolo con una linea sottile lungo la venatura, un cassetto che scorre più largo del solito. Non tutto però è un danno: molti movimenti sono stagionali e si richiudono quando l'umidità dell'aria risale in primavera. Imparare a distinguere il ritiro fisiologico dalla spaccatura che si allarga di anno in anno ti risparmia interventi inutili e ti dice su quali pezzi conviene agire subito.

Dove mettere i mobili: distanza da termosifoni, sole e pareti

Il primo accorgimento non costa nulla ed è la collocazione. Allontana i mobili in legno, soprattutto quelli in massello, dalle fonti di calore diretto: un cassettone appoggiato sopra un radiatore o una libreria a filo di una stufa riceve un flusso d'aria calda e asciutta su una sola faccia, e un ritiro asimmetrico è la condizione che apre i giunti e imbarca le ante. Se lo spazio non lascia alternative, una mensola deviatrice sopra il termosifone o una schermatura leggera aiuta a dirottare la colonna d'aria calda verso il centro della stanza. La stessa logica vale per il sole invernale che entra basso dalle finestre e per le bocchette di un impianto ad aria: scolorimenti e fessurazioni partono quasi sempre dal lato esposto. Tieni i mobili scostati di qualche centimetro dalla parete, così l'aria circola anche dietro e non si crea una differenza di umidità tra retro e fronte; l'accorgimento serve in particolare nelle case nuove o appena intonacate, dove i muri cedono ancora umidità di costruzione. Nei primi giorni dopo il montaggio di un pezzo nuovo lascia aperti sportelli e cassetti, in modo che tutte le parti raggiungano insieme lo stesso punto di equilibrio.

Umidità e temperatura da tenere in casa d'inverno

Sistemata la posizione, lavora sull'aria. Per i mobili in legno la fascia indicata è un'umidità relativa tra il 40 e il 60 per cento con una temperatura ambiente tra i 18 e i 23 gradi circa; sui pezzi antichi o in essenze pregiate conviene stare più al centro, intorno al 45-55 per cento. Un igrometro lasciato nella stanza con l'arredo più delicato ti dice se il problema esiste davvero, perché senza una misura si interviene a sensazione e d'inverno la sensazione sbaglia in entrambe le direzioni. Se il valore scende sotto il 40 per cento, prova ad abbassare di un grado la temperatura e aggiungi umidità in modo graduale, con un umidificatore regolato su quella fascia oppure con vasche d'acqua e panni umidi vicino ai radiatori, che rendono meno ma non chiedono manutenzione. Evita i rialzi rapidi: un salto brusco gonfia le fibre superficiali più del cuore del legno e può far staccare impiallacciature e finiture. Arieggia comunque qualche minuto al giorno, perché aria ferma e troppo umida porta condensa sulle pareti fredde e guai peggiori di una fessura.

Finitura, giunzioni e fessure: cosa fare prima e dopo

La manutenzione periodica rallenta la velocità con cui il legno cede umidità, perché una superficie protetta scambia più lentamente con l'aria secca. Controlla quindi lo stato della finitura: i mobili trattati a olio o a cera chiedono un ravvivo stagionale con prodotto adatto all'essenza e alla tinta, mentre su vernici e lacche basta un panno in microfibra appena inumidito, senza detergenti aggressivi né spray multiuso che a lungo andare opacizzano. Prima dell'inverno dai un giro alle giunzioni: viti allentate, spine e tasselli che ballano dicono che il mobile ha già lavorato, e serrare con misura evita che il movimento successivo trasformi un gioco in una spaccatura. Se una fessura si è aperta, aspetta la fine della stagione di riscaldamento prima di chiuderla: molte si richiudono da sole e uno stucco inserito a legno ritirato resta in evidenza o salta a primavera. Per quelle che restano usa uno stucco per legno nella tonalità giusta, oppure un listello ricavato dalla stessa essenza sulle fenditure larghe, carteggiando a grana fine nel senso della venatura. Quando la spaccatura attraversa un elemento portante, una gamba o un traverso, fermati e fai valutare il pezzo da un restauratore.

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