Partire in autunno: punti di vista e ossatura del giardino d'inverno
Un giardino d'inverno, inteso come spazio all'aperto e non come veranda vetrata, si progetta proprio in autunno, quando le fioriture estive sono finite e ciò che resta è la struttura vera del terreno: i volumi, i vuoti, i percorsi. Prima di scegliere una sola pianta, valuta da dove guarderai il giardino nei mesi freddi. Quasi sempre lo osserverai dalla finestra della cucina, dal soggiorno o dal vialetto d'ingresso, perché fuori si esce poco. Sono questi i punti di vista da cui l'aiuola deve funzionare, non il prato visto dal fondo. Da lì traccia su un foglio le linee principali e individua due o tre punti focali, come un arbusto da corteccia in asse con la portafinestra o un gruppo di bacche accanto al cancello. L'autunno è anche la stagione giusta per la messa a dimora di alberi e arbusti a foglia caduca e di molti sempreverdi, perché il terreno è ancora tiepido e le piogge aiutano le radici ad attecchire prima del gelo. Così la primavera successiva le piante partono già ambientate e il disegno pensato in autunno si vede davvero.
I sempreverdi danno la struttura: forme, volumi e contrasti
Riprendendo quei punti focali, i sempreverdi sono l'ossatura che tiene in piedi la composizione quando tutto il resto è spoglio. Non servono in grande quantità: un giardino fatto solo di verde scuro risulta pesante e monotono, mentre pochi esemplari ben collocati fanno da sfondo e da quinta per bacche e rami colorati. Scegli forme diverse tra loro, per esempio una conifera nana a cono, un tasso o un bosso potati a sfera e un arbusto a portamento morbido come la skimmia o il viburno tino, così che l'occhio percepisca volumi distinti anche con la luce bassa. Valuta anche la tonalità del fogliame: il verde quasi nero del tasso e dell'agrifoglio fa risaltare qualsiasi colore gli stia davanti, mentre le conifere glauche o dorate alleggeriscono le zone in ombra. Se il tuo terreno è argilloso e tende a ristagnare, lascia perdere molte conifere e orientati su agrifoglio, mahonia o aucuba, che tollerano meglio l'umidità. Ricorda infine che le piante sempreverdi a chioma compatta trattengono la neve e disegnano sagome pulite, un effetto che da solo giustifica la loro presenza.
Bacche colorate: agrifoglio, skimmia, nandina e melo da fiore
Davanti alla quinta di sempreverdi trovano posto gli arbusti da bacca, che portano il colore tra novembre e febbraio. L'agrifoglio è il più noto, ma fruttifica solo sulle piante femmina e solo se nelle vicinanze c'è un esemplare maschio che le impollini: chiedilo in vivaio al momento dell'acquisto, altrimenti rischi un bel cespuglio senza una sola bacca. La skimmia segue la stessa logica, con il vantaggio di restare bassa e di gradire la mezz'ombra. Dove c'è più sole funzionano bene la nandina, con grappoli rossi che durano a lungo, la callicarpa dalle bacche viola e il melo da fiore, i cui piccoli frutti restano sui rami anche dopo la caduta delle foglie. Disponi queste piante in gruppi di tre o cinque invece che singolarmente, perché una macchia di colore si vede dalla finestra mentre un esemplare isolato si perde. Tieni presente che le bacche di agrifoglio e skimmia non sono commestibili, quindi se hai bambini piccoli collocale lontano dalle zone di gioco. Merli e altri uccelli invece le consumano volentieri nel corso dell'inverno: è un valore in più per il giardino, anche se lo spettacolo può accorciarsi.
Cortecce e rami colorati: cornioli, betulle e aceri con la luce giusta
L'ultimo strato del giardino d'inverno è quello delle cortecce e dei rami, che molti trascurano e che invece dura per tutta la stagione. I cornioli da ramo, come il corniolo bianco e il corniolo sanguigno nelle varietà a rami rossi, arancio o gialli, danno il massimo sui getti giovani: per questo si potano quasi alla base a fine inverno, così da ottenere ogni anno rami nuovi e più accesi. Piantali dove il sole basso del mattino o del pomeriggio li colpisce di taglio, con un sempreverde scuro alle spalle, e il colore sembrerà illuminato dall'interno. Se hai spazio per un albero, le betulle dal tronco bianco, l'acero grigio con la corteccia che si sfalda in riccioli color cannella e il ciliegio tibetano, lucido e rossastro, sono i soggetti da mettere in asse con la vista principale. Evita di circondarli con piante alte che ne coprano il fusto: un tappeto basso di ellebori o una pacciamatura di corteccia di pino lascia il tronco in vista e protegge le radici dal gelo. Con questa sequenza di sempreverdi, bacche e cortecce il giardino ha qualcosa da mostrare in ogni settimana dell'inverno, anche quando il resto è fermo.





