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Giardinaggio · Tecnica potatura

Potare le ortensie in autunno o aspettare la primavera

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Perché l'ortensia comune non va potata in autunno

Perché l'ortensia comune non va potata in autunno

La tentazione di potare le ortensie in autunno nasce quando i fiori sbiadiscono e la pianta sembra solo un cespuglio di rami nudi e corimbi secchi. Prima di prendere le cesoie, però, ti conviene sapere come fiorisce l'ortensia più diffusa nei giardini italiani, quella a pallone della specie macrophylla: produce i fiori sul legno dell'anno precedente, cioè sui rami che si sono formati durante l'estate appena trascorsa. Le gemme a fiore della prossima stagione sono già presenti in cima a quegli stessi rami fin da ottobre e novembre. Se li accorci adesso, elimini proprio la parte che avrebbe fiorito l'anno dopo e ottieni una pianta vigorosa ma muta per un'intera stagione, un errore che in vivaio viene raccontato molto spesso. C'è anche una seconda ragione per aspettare: le infiorescenze secche lasciate sulla pianta fanno da riparo alle gemme sottostanti durante le gelate, mentre un taglio fresco a ridosso dell'inverno espone il legno a freddo e umidità. Per questo la regola generale, per l'ortensia comune, è rimandare la potatura vera a fine inverno e limitarsi in autunno a pochi interventi di pulizia.

Cosa puoi fare comunque in autunno: pulizia leggera e cure di stagione

Aspettare non significa lasciare la pianta completamente a sé stessa fino a marzo. In autunno puoi togliere senza rischi tutto ciò che è già morto: rami secchi, spezzati dal vento o chiaramente malati, da recidere alla base con cesoie pulite. Disinfetta le lame con alcol prima di iniziare, perché i tagli sono una via d'ingresso per funghi e marciumi, ed esegui ogni taglio in obliquo, così l'acqua di pioggia e rugiada scivola via invece di ristagnare sulla ferita. Se vivi in una zona a clima mite, dove le gelate sono rare, puoi anche accorciare i corimbi sfioriti fino a un paio di gemme robuste subito sotto il fiore; dove invece l'inverno è rigido, lasciali al loro posto e rimanda. Dopo la pulizia riduci le irrigazioni, perché la pianta ha meno massa verde e le temperature sono più basse, e non preoccuparti se tra fine ottobre e inizio novembre perde tutte le foglie: l'ortensia è caducifoglia e riparte normalmente alla ripresa vegetativa.

La potatura vera a fine inverno: quando e come tagliare

Il momento giusto per la potatura di formazione e ringiovanimento dell'ortensia comune arriva a fine inverno, di solito a marzo, quando il rischio di gelate forti è passato ma la pianta non ha ancora ripreso a vegetare. Inizia dai corimbi secchi rimasti: tagliali appena sopra la prima coppia di gemme ben gonfie e sane che trovi scendendo lungo il ramo. Poi elimina i rami deboli e sottili, quelli che si incrociano e quelli cresciuti verso l'interno, perché sottraggono luce e aria al resto della chioma senza fiorire bene. Su una pianta di almeno tre anni, recidi alla base un quarto o al massimo un terzo dei getti più vecchi e malandati, riconoscibili dal legno grigio e screpolato: questo stimola nuovi getti basali vigorosi, che non fioriranno nella stessa stagione ma garantiscono il ricambio negli anni successivi. Prima di tagliare conta i germogli verdi alla base del cespuglio: se ne vedi già tre o quattro, puoi procedere con più decisione. Resta comunque entro circa un terzo della massa totale in un anno, perché togliere metà pianta in un solo intervento la stressa inutilmente.

Paniculata, arborescens e rifiorenti: quando la regola cambia

La regola di aspettare la primavera vale per l'ortensia a pallone, ma non per tutte le ortensie, quindi prima di decidere verifica quale specie hai in giardino. L'ortensia paniculata, con le infiorescenze a cono che da bianche virano al rosa, e l'ortensia arborescens, dai grandi fiori sferici bianchi, fioriscono sul legno nuovo, cioè sui getti che spuntano in primavera. Per loro una potatura decisa a fine inverno non toglie fiori: puoi accorciare in modo deciso i rami dell'anno precedente lasciando qualche coppia di gemme e la pianta risponde con getti robusti e fiori più grandi in estate. Anche per queste, però, l'autunno non è il momento migliore, perché il taglio tardivo lascia ferite aperte sull'inverno senza portare vantaggi. Se la tua ortensia è una varietà rifiorente, che fiorisce sia sul legno vecchio sia su quello nuovo, un errore di tempismo è meno grave, perché la pianta recupera almeno in parte la fioritura sui getti primaverili. Nel dubbio, il comportamento più prudente resta limitarti in autunno alla pulizia e rimandare i tagli importanti a fine inverno: con l'ortensia comune eviti di perdere la fioritura, con le altre non perdi nulla.

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