Casapratica.org · guide e consigli pratici
Materiali da costruzione · Antinfortunistica

Lavorare in giardino con il freddo: guanti e abbigliamento protettivo

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché il freddo cambia il modo di lavorare in giardino

Perché il freddo cambia il modo di lavorare in giardino

Lavorare in giardino con il freddo non è solo una questione di comodità. Quando la temperatura scende, le dita perdono sensibilità e la presa sugli attrezzi diventa meno sicura, i tempi di reazione si allungano e cala l'attenzione: proprio le condizioni in cui una cesoia o un seghetto possono scappare di mano. A questo si aggiunge il terreno autunnale, spesso fradicio, con foglie bagnate, residui di potatura e superfici scivolose, mentre gli attrezzi metallici lasciati fuori sottraggono calore alle mani al primo contatto. Prima di iniziare le pulizie delle aiuole o la messa a dimora dei bulbi, valuta quindi tre fattori insieme: la temperatura, il vento e l'umidità. Una giornata a pochi gradi sopra lo zero con vento e pioggerella raffredda il corpo molto più di una mattina serena e asciutta. Considera anche quanto ti muoverai: vangare scalda in fretta, mentre il rinvaso o la legatura delle piante tengono fermi a lungo. Da queste valutazioni dipende la scelta dei guanti e dell'abbigliamento che vedremo nei paragrafi successivi.

Guanti antifreddo: cosa dice la sigla EN 511 e come scegliere la misura

I guanti da giardinaggio comuni, in tessuto sottile o con il solo palmo spalmato, non bastano per lavorare in giardino con il freddo: isolano poco e, una volta bagnati, raffreddano ancora di più. Cerca invece guanti dichiarati antifreddo, riconoscibili dal pittogramma con il fiocco di neve e dalla sigla EN 511, la norma europea che valuta la protezione dalle basse temperature. Sotto il simbolo trovi tre cifre: la prima indica la resistenza al freddo trasmesso dall'aria, la seconda quella al freddo da contatto con oggetti gelidi, la terza l'impermeabilità all'acqua. Per potature e pulizie autunnali ti interessano soprattutto la seconda e la terza, perché toccherai spesso attrezzi metallici e materiale bagnato. Nella pratica funzionano bene i guanti con fodera interna in pile o acrilico e rivestimento esterno in nitrile o lattice, che tiene fuori l'acqua e garantisce presa anche su manici umidi. Un polsino lungo evita che il freddo entri dal polso. Fai attenzione alla taglia: un guanto troppo stretto comprime la circolazione e fa sentire più freddo, uno troppo largo riduce il controllo sulle cesoie. Dato che la fodera occupa spazio, spesso conviene provare una misura in più rispetto al guanto estivo.

Vestirsi a strati per non sudare e non raffreddarsi

Per il corpo la regola che seguono i professionisti che lavorano all'aperto è la modularità: più strati leggeri valgono più di un unico capo pesante, perché puoi togliere o aggiungere qualcosa man mano che l'attività e la temperatura cambiano. Il primo strato, a contatto con la pelle, deve essere traspirante e asciugarsi in fretta, come una maglia tecnica o in lana merino; evita il cotone, che assorbe il sudore e resta umido, raffreddando il corpo appena ti fermi. Il secondo strato, in pile o maglia foderata, trattiene il calore. Il terzo, all'esterno, deve fermare vento e pioggia: una giacca impermeabile e antivento, meglio se con cappuccio e polsini regolabili. Quando lavori in giardino con il freddo e cominci a scaldarti, non aspettare di sudare copiosamente: apri la giacca o togli lo strato intermedio prima che gli indumenti si inumidiscano, perché un capo bagnato dall'interno perde gran parte della sua capacità isolante. Per questo sono comodi i capi con maniche staccabili o i gilet imbottiti, che lasciano libere le braccia nei movimenti ampi della potatura. Scegli pantaloni robusti e idrorepellenti, con ginocchia rinforzate se prevedi di inginocchiarti spesso.

Testa, piedi e ginocchia: le protezioni che si dimenticano

Mani e torace sono i primi pensieri, ma gran parte del calore si perde dalla testa e la fatica arriva da piedi e ginocchia. Un berretto in pile o un passamontagna leggero, da abbassare quando il vento si alza, fa una differenza immediata sulla sensazione di freddo generale. Ai piedi servono scarponcini o stivali impermeabili con suola scolpita antiscivolo, abbinati a calze tecniche o in lana che allontanano l'umidità: su prato bagnato e vialetti coperti di foglie una suola liscia scivola con facilità. Se gli stivali in gomma sono comodi per il fango, ricorda che isolano poco e richiedono una calza più spessa. Per i lavori a terra, come la pulizia delle bordure o la messa a dimora dei bulbi, usa ginocchiere imbottite o un cuscino da giardinaggio: la terra umida e il cemento freddo sottraggono calore alle articolazioni e, alla lunga, favoriscono dolori e infiammazioni. Organizza infine il lavoro a blocchi: fai pause al coperto, tieni un paio di guanti di ricambio asciutti e, se avverti dita intorpidite o brividi, fermati e rientra a scaldarti. Lavorare in giardino con il freddo in sicurezza significa soprattutto saper riconoscere questi segnali in tempo.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche