Perché il lucernario gocciola proprio con il freddo
Il lucernario è quasi sempre la superficie più fredda di una mansarda: è inclinato, guarda il cielo notturno e sta nel punto più alto, dove si raccoglie l'aria calda e umida prodotta da chi vive in casa. Quando quest'aria tocca il vetro freddo scende sotto il punto di rugiada, cioè la temperatura alla quale non riesce più a trattenere il vapore, e il vapore torna acqua. Su una finestra verticale la condensa resta per lo più sul vetro; su un lucernario le gocce scivolano lungo la lastra inclinata, si raccolgono sul bordo inferiore del telaio e da lì cadono sul pavimento o sul letto. Per questo il gocciolio si nota soprattutto al mattino, dopo le notti serene e fredde di novembre. Prima di cercare un rimedio, verifica che si tratti davvero di condensa e non di un'infiltrazione. La condensa compare dall'interno, vela il vetro in modo uniforme o nella parte bassa, è acqua pulita e si forma anche con il tetto asciutto. Un'infiltrazione arriva dopo la pioggia o con la neve che si scioglie, lascia aloni giallastri sul soffitto intorno al foro e bagna il cartongesso del vano più del vetro. Distinguere i due casi ti evita di far sigillare un lucernario che in realtà tiene benissimo.
Le cause: troppa umidità, vetro datato e vano senza isolamento
Il primo responsabile è l'umidità dell'aria. Una mansarda è spesso camera da letto o studio: il respiro notturno di due persone, una doccia nel bagno attiguo, i panni stesi ad asciugare o le pentole in cucina caricano l'aria di vapore che, con le finestre chiuse per il freddo, non ha modo di uscire. Un semplice igrometro ti dice subito se l'umidità relativa supera il 60 per cento circa, soglia oltre la quale la condensa sul lucernario diventa quasi inevitabile. La seconda causa è il vetro stesso. Un lucernario con vetro singolo, o con una vetrocamera di vent'anni fa senza trattamento basso emissivo, ha una faccia interna molto più fredda di un vetro moderno e si appanna con un'umidità che un serramento recente sopporterebbe senza problemi. Se la velatura compare tra le due lastre e non si asciuga passando un panno, la guarnizione della vetrocamera ha ceduto e il vetro va sostituito. Conta poi il contorno: il telaio e il raccordo con il manto di copertura sono ponti termici, e se le spalle del vano interno non sono state isolate, la zona intorno al lucernario resta fredda e la condensa si forma anche sul cartongesso. Una tenda oscurante tenuta chiusa tutta la notte peggiora le cose, perché impedisce all'aria calda della stanza di raggiungere il vetro.
Cosa fare subito: aria, calore sul vetro e canale di raccolta pulito
La mossa più efficace non costa nulla: apri il lucernario, o la finestra della mansarda, per pochi minuti due o tre volte al giorno, meglio se insieme a una finestra del piano di sotto per creare corrente. In pochi minuti l'aria umida esce e le pareti non fanno in tempo a raffreddarsi, quindi la stanza torna calda in fretta. Evita invece di lasciare l'anta a vasistas per ore, perché disperdi calore senza rinnovare davvero l'aria. Se stendi la biancheria in mansarda spostala altrove o usa un deumidificatore, e dopo la doccia tieni chiusa la porta del bagno con l'aspiratore acceso. Aiuta anche far arrivare calore al vetro: alza la tenda oscurante appena sveglio, non coprire il termosifone sotto il lucernario con mobili o cassettiere e, se il radiatore è lontano, valuta un piccolo convettore sotto l'apertura nelle settimane più fredde. Molti lucernari hanno sul traverso inferiore una canalina che raccoglie le gocce e le smaltisce: pulisci i suoi fori con uno stuzzicadenti, perché polvere e insetti li otturano e l'acqua trabocca in casa. Al mattino asciuga il vetro con un panno, così non alimenti la muffa sulle guarnizioni.
Interventi definitivi: vetro basso emissivo, bordo caldo e vano isolato
Se la condensa torna ogni mattina nonostante l'aria e il calore, il problema è il lucernario stesso e conviene intervenire sui materiali. La soluzione con il miglior rapporto tra spesa e risultato è spesso la sostituzione del solo vetro, mantenendo il telaio: una vetrocamera basso emissiva con intercapedine riempita di gas argon tiene la faccia interna molto più vicina alla temperatura della stanza, e la canalina distanziatrice a bordo caldo elimina la striscia fredda lungo il perimetro dove le gocce compaiono per prime. Quando è il contorno a essere freddo, agisci sul vano. Il raccordo tra telaio e tetto si completa con un kit di isolamento perimetrale, un collare coibente posato sotto le tegole, e le spalle interne vanno rivestite con pannelli isolanti prima del cartongesso, con la spalla inferiore verticale e quella superiore orizzontale, così l'aria calda circola davanti al vetro. Se il lucernario è vecchio, con telaio deformato o guarnizioni screpolate, la sostituzione completa è la strada giusta: scegli un modello con apertura a bilico e, se la mansarda non ha altre aperture, valuta un aeratore integrato nel telaio, che tiene bassa l'umidità anche di notte senza aprire nulla.





