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Cassonetti delle tapparelle: come isolarli dagli spifferi

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Perché il cassonetto disperde calore e come riconoscere gli spifferi

Perché il cassonetto disperde calore e come riconoscere gli spifferi

Il cassonetto della tapparella è una cavità posta sopra la finestra, in contatto diretto con l'esterno attraverso la fessura da cui scorre il telo. Nelle case costruite fino agli anni Settanta e mai riqualificate è quasi sempre in legno sottile o in laterizio nudo, senza alcuno strato isolante, e per questo diventa il punto da cui entra più aria fredda, anche quando vetri e ante sono nuovi e ben chiusi. Prima di intervenire conviene distinguere due problemi che spesso convivono: lo spiffero vero e proprio, cioè aria che passa da una fuga, e il ponte termico, cioè una superficie che si raffredda perché le pareti del vano non sono coibentate. La guarnizione risolve il primo, il pannello isolante il secondo, e in molti cassonetti servono entrambi. Per capire con quale dei due hai a che fare, scegli una giornata ventosa e avvicina il dorso della mano al perimetro del coperchio d'ispezione e al foro della cinghia, senza usare fiamme. Se avverti un filo d'aria, cerca la fuga lungo le fughe tra pannello e muro; se senti soltanto una superficie fredda, il problema prevalente è la scarsa coibentazione. Un altro indizio è la cinghia stessa: se d'inverno la trovi gelida o leggermente umida, l'aria esterna circola liberamente nel vano. Se invece gli spifferi arrivano da finestre e cassonetti installati da poco, il difetto è quasi certamente nella posa e vale la pena segnalarlo a chi ha eseguito il lavoro.

Aprire il vano in sicurezza e controllarne lo stato

Riconosciuto il problema, abbassa completamente la tapparella: con il telo quasi tutto fuori dal vano puoi vedere lo spazio che resta libero attorno al rullo e misurare quanto isolante potrai inserire. Se la tapparella è motorizzata, togli alimentazione dal quadro elettrico prima di aprire, perché nel cassonetto passano cavi e morsetti e non basta spegnere dal telecomando. Il coperchio d'ispezione si smonta in modi diversi a seconda del modello: alcuni sono avvitati, altri scorrono in una guida, altri ancora hanno chiusure a scatto; osserva bene prima di forzare e scatta una foto dell'insieme, così al momento di richiudere saprai dove va ogni pezzo. Con il vano aperto controlla le pareti e la parte alta: cerca macchie di umidità, muffa, intonaco friabile, cavi non protetti e segni di sfregamento del telo. Se trovi tracce di acqua o il cassonetto è bagnato, non coprirlo con l'isolante, perché nasconderesti il problema e favoriresti la muffa: prima occorre eliminare l'infiltrazione, poi si coibenta. Verifica anche che il rullo e la puleggia della cinghia girino liberamente e che la tapparella non tocchi le pareti, perché quello è lo spazio che dovrai rispettare quando posi i pannelli.

Posare i pannelli isolanti senza bloccare il telo

L'isolamento del cassonetto non consiste nel riempirlo, ma nel creare uno strato continuo sulle superfici ferme lasciando libera tutta la meccanica. Per questo i materiali più adatti sono i pannelli flessibili in polietilene espanso o in poliuretano, spesso accoppiati a un foglio di alluminio, con spessori attorno a 15-20 mm: si tagliano con il cutter, si adattano alle irregolarità del muro e non temono l'umidità. Prima di tagliare, riavvolgi la tapparella e misura larghezza, altezza e profondità del vano con il telo arrotolato, ricordando che il rullo pieno è più ingombrante di quello vuoto: lascia almeno 2-3 cm di aria tra l'isolante e la tapparella avvolta, altrimenti il telo sfrega, si consuma e la cinghia fatica. Servono di norma tre pezzi: uno per il fondo, uno per la parete posteriore e la parte alta, uno per l'interno del coperchio d'ispezione. Fissali con l'adesivo già presente sul pannello o con un collante idoneo e sigilla ogni giunzione con nastro adesivo in alluminio, perché le fughe tra pannelli vanificano gran parte del lavoro. Se usi pannelli con faccia riflettente, rivolgi il lato lucido verso la stanza. Tieni la schiuma poliuretanica a bassa espansione solo per le fessure tra muratura e cassonetto, mai vicino al rullo o ai cavi, e dosala con cautela perché continua a gonfiarsi per qualche minuto.

Sigillare coperchio e foro della cinghia, poi verificare il risultato

Coibentate le pareti, resta da chiudere i passaggi d'aria che i pannelli non possono coprire. Il primo è il perimetro del coperchio d'ispezione: applica una guarnizione adesiva in gomma o in schiuma lungo il bordo di appoggio, scegliendola di spessore proporzionato al gioco esistente, in modo che il pannello si chiuda ancora senza forzare ma comprima la guarnizione. Il secondo è il foro di passaggio della cinghia: qui si monta un passacinghia con spazzolino parafreddo o una guarnizione specifica, che lascia scorrere la cinghia e frena l'aria. Se l'avvolgitore è vecchio e lasco, sostituirlo con un modello a chiusura ermetica chiude anche quella fessura. Rimonta il coperchio, ridai corrente se c'è il motore e aziona la tapparella per tutta la corsa, ascoltando eventuali sfregamenti: se senti attriti, riapri e riduci lo spessore nel punto critico. Infine ripeti la prova della mano nella prima giornata ventosa. Il risultato lo noti subito nella zona sotto la finestra, meno fredda e senza correnti, e nel tempo sulla bolletta del riscaldamento, perché l'aria calda non esce più dal vano. Ricorda che la sigillatura non deve essere definitiva: lascia il coperchio apribile, così in futuro potrai sostituire la cinghia o intervenire sul motore senza rompere nulla.

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