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Mattonelle del balcone che si sollevano con il gelo: cause e riparazione

Aggiornato il 03 novembre 20264 capitoli
Perché il gelo stacca le mattonelle del balcone: acqua, ghiaccio e movimenti

Perché il gelo stacca le mattonelle del balcone: acqua, ghiaccio e movimenti

Le mattonelle del balcone si sollevano con il gelo quasi sempre per lo stesso motivo: l'acqua è entrata sotto la superficie e, gelando, ha aumentato di volume. Il ghiaccio occupa circa il nove per cento di spazio in più rispetto all'acqua liquida e questa spinta, ripetuta a ogni ciclo di gelo e disgelo, basta a staccare la colla dal massetto e a far scoppiare le piastrelle più fragili. L'acqua entra da fughe screpolate, da microfessure nello smalto, da un giunto perimetrale mancante lungo la parete o da una pendenza insufficiente che lascia ristagni vicino alla soglia o al bordo. Al danno del ghiaccio si somma la dilatazione termica: in una giornata d'inverno il pavimento esterno può passare dal sole diretto a temperature sotto zero nel giro di poche ore, e se mancano giunti elastici le tensioni si scaricano sul punto più debole, cioè sul bordo di una piastrella o su un angolo. Contano anche i materiali: una monocottura porosa o un cotto non trattato assorbono acqua e si sfaldano, mentre un gres porcellanato dichiarato ingelivo resiste perché quasi non assorbe. Capire quale di queste cause agisce sul tuo balcone ti evita di rifare una riparazione che altrimenti durerebbe una sola stagione.

Come riconoscere il distacco prima che le piastrelle si rompano

Il primo segnale arriva spesso dal suono: cammina sul balcone e batti le piastrelle con il manico di un cacciavite o con le nocche. Dove la posa è sana il rumore è pieno, dove la colla si è staccata il suono è vuoto, come di una scatola. Segna con un gesso tutte le zone che suonano a vuoto, perché il distacco è quasi sempre più esteso della sola piastrella che vedi alzata. Controlla poi le fughe: se sono crepate, scavate o mancano del tutto, l'acqua ha già una via per scendere sotto la posa. Un piccolo gradino tra due elementi, una fuga che si apre dopo una notte di gelo o una piastrella che oscilla sotto il piede confermano che il problema è in corso. Fai anche una prova con un secchio d'acqua in una giornata senza gelo: versala sul pavimento e osserva se scorre verso il gocciolatoio o lo scarico oppure se si ferma in pozze. Guarda il sottobalcone e il frontalino: macchie scure, efflorescenze bianche o intonaco che si stacca indicano che l'acqua attraversa tutto il pacchetto e che la guaina impermeabile non lavora più. Distinguere un distacco locale da un'infiltrazione diffusa decide quanto lavoro ti aspetta.

Riparazione delle piastrelle staccate: rimozione, colla e fughe per esterno

Se il distacco riguarda poche mattonelle del balcone e il massetto sotto è asciutto e compatto, puoi intervenire sulla zona. Rimuovi le piastrelle sollevate con scalpello e mazzuolo partendo dalla fuga, senza fare leva sugli elementi sani, e asporta tutta la vecchia colla fino ad arrivare al massetto pulito. Se il massetto si sbriciola o resta umido, fermati: incollare sopra un supporto marcio significa rifare il lavoro alla prossima gelata. Per la posa usa una colla cementizia per esterni di classe C2 con buona deformabilità (sigla S1 sulla confezione), stesa sia sul fondo sia sul retro della piastrella, la cosiddetta doppia spalmatura, per non lasciare vuoti in cui l'acqua possa raccogliersi. Lavora con temperature sopra i cinque gradi circa, su supporto non gelato, e rispetta i tempi di asciugatura indicati dal produttore prima di stuccare. Chiudi le fughe con uno stucco cementizio per esterni o epossidico, e lungo le pareti e in corrispondenza della soglia lascia un giunto elastico sigillato con un prodotto che resti morbido. Una riparazione fatta con questi materiali regge ai cicli di gelo invece di cedere di nuovo.

Quando conviene rifare il pavimento e come evitare nuovi sollevamenti

Se le zone che suonano a vuoto coprono una buona parte della superficie, se l'acqua passa nel sottobalcone o se il rivestimento è stato posato senza giunti e senza pendenza, la riparazione a toppe non basta. Conviene rimuovere il pavimento, controllare il massetto e rifare l'impermeabilizzazione con una guaina o una membrana liquida risvoltata sulle pareti e raccordata al gocciolatoio, dando al nuovo massetto una pendenza verso l'esterno di circa l'uno o due per cento. Scegli piastrelle dichiarate ingelive e a basso assorbimento, come il gres porcellanato, con superficie antiscivolo, e chiedi al posatore giunti di frazionamento elastici ogni pochi metri oltre a quello perimetrale. Anche il miglior pavimento ha bisogno di qualche attenzione in autunno: libera lo scarico e il gocciolatoio dalle foglie, controlla le fughe e rinnova le sigillature screpolate prima dei primi geli, e solleva i vasi con piedini perché l'acqua non ristagni sotto. Pochi minuti di controllo ogni anno ti risparmiano la demolizione di un pavimento intero.

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