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Sostituire una tegola rotta: guida passo passo

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Scegliere la tegola sostitutiva e la sicurezza

La tegola giusta e la sicurezza prima di salire

Sostituire una tegola rotta comincia da terra, con il pezzo di ricambio già in mano. Porta con te quella danneggiata come campione, perché formati e sagome cambiano da produttore a produttore: una portoghese non si incastra al posto di una marsigliese, né un coppo al posto di una tegola piana. Se la copertura ha qualche decennio il modello può essere fuori produzione; in quel caso fatti consigliare dal rivenditore un formato compatibile, oppure recupera un elemento sano da una falda poco visibile e metti il pezzo nuovo lì, dove la differenza di tonalità non si nota. I laterizi invecchiano con il sole e il muschio, e un elemento appena cotto resta più acceso per qualche stagione. La sicurezza merita la stessa cura. Appoggia la scala su una base solida e legala al canale di gronda o a un punto fisso, fatti assistere da una seconda persona e cammina su una tavola di ripartizione invece di calpestare direttamente il manto, perché le tegole si spezzano sotto il peso del tallone. Se la falda è ripida, umida o più alta di un primo piano, il lavoro in quota richiede imbracatura e un ancoraggio affidabile: quando non li hai, lascia perdere il fai da te e chiama un lattoniere o un'impresa attrezzata.

Rimuovere la tegola rotta senza danneggiare le vicine

Arrivato sul punto danneggiato, l'obiettivo è liberare la sede senza rompere nulla intorno. Solleva di qualche centimetro le tegole che si sovrappongono a quella da togliere usando la cazzuola come leva, oppure infila due cunei di legno per tenerle alzate e avere entrambe le mani libere. Se l'elemento è inchiodato, estrai i chiodi con un levachiodi sottile tenendo la lama piatta, così non buchi il telo sottotegola o la guaina bituminosa che corre sotto il manto. Le tegole con linguetta di aggancio vanno invece scalzate verso l'alto e sfilate con un movimento controllato: gli elementi adiacenti, dopo anni di gelo e sole, sono più fragili di quanto sembrino. Con la sede vuota approfitta per guardare cosa c'è sotto, perché una tegola rotta raramente è l'unico problema. Se il telo impermeabile è lacerato, applica una pezza di membrana sovrapposta ai bordi e sigillala con nastro butilico, altrimenti l'acqua continuerà a passare anche con il laterizio nuovo al suo posto. Controlla poi i listelli portategola: se il legno è scuro, spugnoso o cede alla pressione del cacciavite va sostituito con un correntino trattato con impregnante. Togli infine i residui di malta vecchia con lo scalpello, perché un solo grumo manda la tegola fuori piano e apre uno spiraglio alla pioggia battente.

Posizionare e fissare il pezzo nuovo

A questo punto il montaggio è la parte più rapida. Fai scivolare la tegola nuova sotto quella sovrastante, accompagnandola con la cazzuola fino a sentire l'appoggio sul listello, e controlla che il bordo sia in linea con gli elementi della stessa fila: un pezzo arretrato riduce la sovrapposizione e manda l'acqua dove non deve andare. Guarda la posa anche di sbieco, contro luce, perché dall'alto le differenze di quota si notano poco. Se la casa è esposta al vento o la pendenza è accentuata, non affidarti al solo incastro: fissa l'elemento con un gancio ferma-tegola in acciaio inossidabile o con un chiodo zincato piantato nel listello, senza forzare perché il laterizio si crepa con poco. Riporta poi al loro posto le tegole che avevi sollevato, premendole fino a riportarle in piano, e ripulisci la malta in eccesso sui bordi: gli accumuli trattengono acqua e in inverno il gelo li fa saltare.

Controlli finali e manutenzione prima delle piogge

Prima di richiudere il cantiere, scendi e osserva la falda dal cortile o dalla strada: un elemento sporgente o una fila che perde l'allineamento si vede meglio da lontano che a mezzo metro di distanza. Entra poi nel sottotetto a luci spente e cerca punti di luce o macchie di umidità sul solaio; dopo la prima pioggia abbondante ripeti il controllo, è la verifica più onesta del lavoro fatto. Se trovi ancora tracce di infiltrazione, il problema sta altrove, spesso nelle converse a contatto con il camino o nei colmi scuciti. Visto che sei salito, dedica mezz'ora al resto della copertura: tegole crepate o spostate dal vento, muschio che trattiene l'acqua, gronde e pluviali ostruiti dalle foglie. È il momento giusto, perché le piogge di ottobre e le gelate che seguono allargano ogni microfessura. Quando gli elementi ammalorati sono molti e sparsi su più falde, sostituire una tegola rotta alla volta diventa una rincorsa: in quel caso fai valutare una revisione completa del manto a un tecnico, che può dirti se conviene ancora riparare.

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