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Cartongesso ammuffito per l'umidità: come ripararlo

Aggiornato il 04 novembre 20264 capitoli
Capire se la muffa è solo in superficie o la lastra è compromessa

Capire se la muffa è solo in superficie o la lastra è compromessa

La muffa che compare sul cartongesso nei mesi freddi ha quasi sempre la stessa origine: l'aria calda e umida della stanza incontra una superficie fredda, di solito una parete che dà all'esterno o un angolo alto poco raggiunto dal riscaldamento, e vi deposita condensa. La carta che riveste la lastra assorbe quell'acqua e, se resta bagnata a lungo, diventa un supporto su cui le spore attecchiscono. Per questo il cartongesso ammuffito si trova tipicamente negli angoli in alto, dietro gli armadi addossati ai muri perimetrali e accanto alle finestre. Prima di decidere come intervenire, valuta quanto in profondità è arrivato il danno. Premi la zona macchiata con il palmo: se la lastra è compatta e la macchia resta in superficie, basterà una pulizia seguita da una nuova finitura. Se invece il cartone si sfalda, la superficie cede o senti il gesso che si sbriciola, l'anima della lastra si è impregnata e va tagliata via. Osserva anche l'estensione: una chiazza contenuta, indicativamente sotto il metro quadrato, si risolve da soli, mentre macchie diffuse o che ritornano dopo pochi giorni meritano la visita di un tecnico, perché spesso nascondono umidità dietro la lastra.

Pulire la muffa superficiale senza spargere le spore

Se la lastra è sana, lavora con guanti, occhiali e una mascherina filtrante, tieni la finestra aperta e sposta o copri i mobili. Non spazzolare mai la macchia a secco: solleveresti le spore nell'aria e le depositeresti sul resto della stanza. Inumidisci un panno con un prodotto antimuffa per interni, oppure con una soluzione a base di acqua ossigenata, e tampona la zona partendo dai bordi verso il centro, così da non allargare la chiazza. Risciacqua con un panno pulito appena umido, perché il cartongesso non sopporta l'acqua abbondante. Lascia asciugare completamente, se serve con un ventilatore o un deumidificatore acceso per qualche ora, poi passa un primer isolante antimuffa prima di ridipingere. Senza questo strato la macchia tende a riaffiorare attraverso la pittura nuova. Sulle pareti perimetrali scegli una pittura traspirante con additivo antimuffa: lascia respirare il supporto e rende più difficile un nuovo attecchimento. Con una sola giornata di lavoro la parete torna uniforme e meglio protetta per i mesi freddi successivi.

Sostituire la parte di lastra impregnata e rifinire la toppa

Quando il cartone è marcio, la riparazione passa dalla sostituzione della porzione danneggiata. Segna con la matita un rettangolo che superi di qualche centimetro la zona compromessa e, con un seghetto a punta o un cutter, taglia fino a trovare i montanti su entrambi i lati: la toppa dovrà appoggiare su di essi per essere avvitata. Rimuovi la lastra, controlla l'isolante nell'intercapedine e butta via quello bagnato, perché la lana trattiene l'acqua per settimane. Lascia asciugare la struttura metallica e il muro retrostante prima di richiudere, altrimenti la muffa ripartirà dall'interno. Taglia un pezzo di lastra nuova delle stesse dimensioni; se la parete è perimetrale, preferisci una lastra idrorepellente, quella verde, che regge meglio la condensa ricorrente. Fissala ai montanti con viti per cartongesso a distanza regolare, circa ogni venticinque centimetri, smussa leggermente i bordi del taglio, applica il nastro di giunzione in fibra sulle linee di contatto e stucca in due o tre mani sottili, lasciando asciugare ciascuna. Carteggia con grana fine, spolvera, dai il primer e ridipingi un'area più ampia della toppa, così non resterà un'ombra visibile sulla parete.

Evitare che la muffa torni al prossimo inverno

Ripulire e rattoppare serve a poco se la condensa invernale continua a formarsi. Il primo correttivo è il ricambio d'aria: apri le finestre completamente per pochi minuti più volte al giorno, soprattutto dopo la doccia e mentre cucini, invece di lasciare uno spiraglio per ore che raffredda i muri. Evita di stendere il bucato in casa senza un deumidificatore acceso e tieni il riscaldamento costante anziché a intermittenza, perché le pareti fredde al mattino sono proprio quelle che si bagnano. Scosta armadi e letti di qualche centimetro dai muri perimetrali, così l'aria circola dietro e l'umidità non ristagna. Un igrometro ti aiuta a controllare che l'umidità relativa non resti a lungo sopra il 65 per cento circa, la soglia oltre la quale la muffa trova le condizioni per crescere. Se le macchie ricompaiono comunque nello stesso punto, la parete è troppo fredda e il problema va affrontato dall'isolamento: una controparete coibentata o un intervento sul ponte termico risolvono ciò che pulizia e pittura possono solo rimandare.

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