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Solare termico in inverno: quanta acqua calda produce

Aggiornato il 02 novembre 20264 capitoli
Perché con le giornate corte i collettori producono meno calore

Perché con le giornate corte i collettori producono meno calore

Il solare termico in inverno lavora con un sole che resta sopra l'orizzonte per poche ore e si alza poco. Le giornate corte riducono il tempo utile in cui il collettore riceve luce, e il sole basso costringe i raggi ad attraversare uno strato più spesso di atmosfera, che ne disperde una parte prima che arrivino sul tetto. A questo si aggiungono nuvole e nebbie, frequenti nei mesi centrali della stagione fredda, che tagliano la radiazione diretta. Non significa però che l'impianto si fermi. Il collettore sfrutta anche la radiazione diffusa, quella che arriva da tutto il cielo quando è coperto, e quindi continua a scaldare il fluido termovettore, anche se con una resa più bassa. Conta molto anche dove ti trovi: in Sicilia l'energia solare che arriva in un anno su un metro quadro è circa 1.700 kWh, mentre a Bolzano si ferma intorno a 1.200 kWh, e il divario pesa soprattutto da novembre a febbraio. Se conosci questi limiti, puoi aspettarti dall'impianto quello che può dare davvero e regolare di conseguenza le tue abitudini.

Quanta acqua calda aspettarsi davvero tra novembre e febbraio

Nelle settimane più corte dell'anno la produzione di acqua calda del solare termico va letta in gradi guadagnati più che in litri pronti per la doccia. L'acqua dell'acquedotto entra nel bollitore intorno ai 10 °C e, in una giornata invernale media, i collettori riescono a portarla a circa 25-30 °C. Non basta per lavarsi, perché una doccia richiede 37-42 °C, ma il generatore principale, sia esso una caldaia a condensazione o una pompa di calore, deve coprire solo i gradi mancanti e consuma meno di quanto farebbe partendo da acqua fredda. Nelle giornate limpide e fredde, tipiche dell'alta pressione invernale, l'accumulo può salire oltre questi valori e in alcune ore coprire da solo il fabbisogno di una famiglia piccola; nelle giornate grigie e nebbiose il contributo si riduce a un preriscaldamento modesto. Nel bilancio di stagione, un impianto ben dimensionato copre una quota importante dell'acqua calda sanitaria da marzo a ottobre e una quota minore ma non trascurabile nei mesi freddi. Valuta quindi il risultato sull'anno intero: è lì che il risparmio sul gas diventa evidente.

Collettori piani o sottovuoto e dimensione dell'accumulo

Quanto l'impianto produce in inverno dipende anche da come è costruito. I collettori piani vetrati sono i più diffusi e funzionano bene dove gli inverni sono miti, ma disperdono parte del calore verso l'aria fredda che li circonda. I collettori a tubi sottovuoto isolano l'assorbitore con il vuoto spinto tra due pareti di vetro, quindi perdono pochissimo calore anche con temperature esterne molto basse e mantengono una resa migliore nelle giornate corte e fredde del Nord o della montagna. Se abiti in una zona con inverni rigidi e cielo spesso coperto, il sottovuoto è la scelta da valutare con l'installatore; se vivi al Sud, un buon collettore piano è spesso sufficiente. Il serbatoio conta quanto il pannello. Per una famiglia di tre persone bastano di solito circa 5 metri quadri di collettori e un accumulo di qualche centinaio di litri; i kit a circolazione naturale hanno bollitori da 150 a 300 litri. Un accumulo ben coibentato trattiene il calore raccolto nelle poche ore di sole e lo rende disponibile alla sera, quando serve, e ti evita di sovradimensionare i pannelli, che in estate produrrebbero più di quanto puoi consumare.

Come far rendere di più l'impianto nelle giornate più corte

Con poche ore di luce ogni dettaglio dell'installazione pesa. L'inclinazione dei collettori favorisce il sole basso dell'inverno quando è più ripida di quella che massimizza la resa estiva, quindi se stai progettando ora chiedi all'installatore di tenerne conto; su un impianto esistente verifica almeno che nessun comignolo, albero o edificio faccia ombra nelle ore centrali, le uniche davvero produttive a dicembre. Dopo una nevicata togli la neve dal vetro con una scopa morbida, senza raschiare, perché finché resta coperto il collettore non lavora. Controlla ogni autunno che il fluido termovettore abbia una percentuale di antigelo adeguata alla tua zona: se gela, il circuito si danneggia. Sposta i consumi più grandi, come docce e lavatrice con acqua calda, nel tardo pomeriggio e alla sera, quando l'accumulo ha raccolto quello che il sole ha dato. Infine imposta la centralina perché la caldaia integri solo quando il bollitore non arriva alla temperatura richiesta, non a orari fissi: così sfrutti fino in fondo anche i pochi gradi delle giornate corte.

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