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Cucire un paraspifferi per porte: cartamodello e imbottitura

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Le misure della porta e il disegno del cartamodello

Le misure della porta e il disegno del cartamodello

Prima di prendere ago e filo, misura con il metro la larghezza dell'anta, perché il paraspifferi deve coprire tutta la luce della porta senza incastrarsi contro gli stipiti quando la apri e la chiudi. Su quella misura costruisci il cartamodello: un rettangolo lungo quanto l'anta più 1,5 cm di margine di cucitura per lato, e largo circa 22-25 cm, che una volta cucito e rivoltato dà un rotolo abbastanza spesso da schiacciarsi bene contro il pavimento. Se preferisci estremità piatte e ordinate, disegna anche due cerchi di circa 10 cm di diametro che chiuderanno i lati come due fondelli. Per una porta interna puoi prevedere la versione doppia, quella che scorre insieme all'anta: il cartamodello diventa un unico rettangolo più lungo, con due tubi da imbottire e in mezzo una fascia piatta larga quanto lo spessore della porta, misurato anche questo con il metro. Riporta tutto su carta da pacco o su un vecchio quotidiano, segna a matita il dritto filo e i margini, e conserva il cartamodello: ti servirà per rifare il paraspifferi in un altro tessuto l'inverno successivo.

Quale tessuto scegliere e come tagliarlo seguendo il cartamodello

Con il cartamodello pronto passa alla stoffa. Un paraspifferi lavora a terra, viene calpestato di sfuggita e raccoglie polvere, quindi scegli un tessuto a trama fitta e resistente: un cotone pesante tipo tela o canvas, il velluto a coste, il denim di un vecchio jeans o il feltro, che isola bene e non sfilaccia nemmeno se lo lasci a vivo. Le stoffe leggere o elasticizzate, come le magliette, vanno bene solo per la fodera interna, non per l'esterno. Se il locale è umido, per esempio un ingresso dove arrivano le scarpe bagnate, evita la lana che trattiene l'acqua e preferisci un cotone lavabile in lavatrice. Appoggia il cartamodello sulla stoffa seguendo il dritto filo, cioè parallelo alla cimosa, così il tubo non si torce dopo la prima cucitura; fermalo con gli spilli, traccia il contorno con il gessetto da sarta e taglia con le forbici da tessuto, mai con quelle da carta che lo sfrangiano. Ti conviene tagliare anche una seconda striscia in un cotone qualsiasi, un po' più stretta: sarà il sacchetto interno che tiene l'imbottitura separata dalla fodera e che ti permetterà di lavare solo l'esterno.

L'imbottitura: materiali, peso e quanto riempire

La scelta dell'imbottitura decide se il paraspifferi fa davvero il suo lavoro. Per fermare l'aria serve un rotolo che resti aderente al pavimento, quindi un po' di peso aiuta: riso, legumi secchi o sabbia asciutta sono i riempimenti classici, da chiudere sempre nel sacchetto interno e, se usi la sabbia, in un doppio strato di stoffa a trama fitta perché non filtri. L'ovatta sintetica, i ritagli di tessuto, i vecchi calzini e la gommapiuma a pezzetti danno invece un rotolo morbido e leggero, che isola bene ma tende a spostarsi se la porta viene aperta spesso. Per un paraspifferi da porta conviene spesso una combinazione mista: un'anima pesante di riso o sabbia sul fondo e uno strato di ovatta tutto intorno, che arrotonda la forma e la rende gradevole al tatto. Riempi senza esagerare. Un salsicciotto imbottito fino a diventare rigido non segue le piccole irregolarità del pavimento e lascia passare l'aria proprio dove dovrebbe fermarla, quindi lascia un margine di spazio che gli permetta di piegarsi e distribuisci il contenuto in modo uniforme massaggiandolo lungo tutta la lunghezza. Se scegli riso o legumi, ricorda che attirano l'umidità: tienili asciutti e, se noti odori o macchie, sostituiscili.

Cucitura, chiusura e manutenzione a fine stagione

Piega la striscia a metà nel senso della lunghezza con il dritto del tessuto all'interno, ferma con gli spilli e cuci il lato lungo e una delle due estremità a punto dritto, tenendo il margine di 1,5 cm che hai segnato sul cartamodello. Se hai disegnato i fondelli rotondi, cucili ora sulle estremità, imbastendoli a mano prima di passare in macchina perché la curva tende a scappare sotto il piedino. Rivolta il tubo sul dritto aiutandoti con un bastone o con un tubo di cartone, infila il sacchetto già imbottito e chiudi l'ultima estremità. Per questa chiusura vale la pena di non accontentarsi di una cucitura fissa: una striscia di velcro, due bottoni a pressione o una cerniera cucita sull'ultimo tratto ti permettono di sfilare l'imbottitura e lavare la fodera in lavatrice quando si sporca. Se preferisci una finitura invisibile, chiudi a mano con il punto nascosto, infilando l'ago alternativamente nelle due pieghe. Quando arriva la primavera svuota il paraspifferi, lava la fodera, lascia asciugare bene il riempimento o buttalo se si è inumidito, e ripiega tutto insieme al cartamodello: a ottobre avrai il lavoro già mezzo fatto.

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