Quale legno di recupero scegliere per un portalegna da usare in casa
Un portalegna da interno sta accanto alla stufa o al camino, in un ambiente riscaldato e vissuto, quindi il legno di recupero va selezionato con più attenzione rispetto a quello che useresti per una legnaia esterna. I pallet sono la risorsa più comune, ma non sono tutti uguali: controlla il marchio impresso sui blocchetti, perché la sigla HT indica un trattamento termico innocuo, mentre la sigla MB segnala una fumigazione chimica che è meglio non portare in soggiorno. Scarta anche i bancali macchiati di olio o di sostanze sconosciute, e quelli con le tavole spaccate lungo le venature, che reggono male le viti. Vanno bene anche le cassette della frutta in legno di pioppo, le assi di una vecchia mensola, i montanti di un letto smontato o le doghe di una rete. Verifica che il legno sia asciutto e privo di fori di tarlo con rosume fresco: se ne trovi, meglio lasciare quel pezzo fuori casa. Evita infine le tavole verniciate di cui non conosci la provenienza, perché carteggiandole libereresti polveri che non vuoi respirare; se cerchi un aspetto rustico, scegli pezzi al naturale, dove la patina del tempo resta a vista e diventa parte del progetto.
Misure e struttura: dimensionare il portalegna sui ceppi e sullo spazio
Prima di tagliare, misura i ceppi che bruci davvero: la legna per stufa viene di solito spaccata in pezzi da circa 25 o 33 centimetri, quella per camino può arrivare a 50. La profondità interna del portalegna deve superare di qualche centimetro la lunghezza dei ceppi, così li appoggi in orizzontale, con il taglio a vista, e li sfili uno alla volta senza far crollare la catasta. Per l'altezza, ragiona sulla scorta che ti serve: un contenitore che tiene la legna per due o tre giorni basta in un soggiorno, mentre in una casa riscaldata solo a legna conviene qualcosa di più capiente, affiancato da una legnaia esterna o in garage da cui attingere. La struttura più semplice e stabile è una scatola aperta sul davanti: due fianchi pieni, un fondo, uno schienale e una traversa alta che irrigidisce l'insieme. Con due pallet puoi ricavare i fianchi dalle tavole smontate e usare i blocchetti come piedini, che sollevano il fondo da terra e lasciano circolare l'aria sotto la legna. Se il locale è piccolo, valuta una versione stretta e alta, da appoggiare alla parete e fissare con una staffa al muro perché non si ribalti quando i ceppi sono impilati in alto; se invece devi spostarlo per caricarlo, quattro ruote piroettanti con freno rendono il trasporto meno faticoso.
Assemblaggio con viti e colla: una struttura che regge il peso della legna
La legna pesa più di quanto sembri, e un portalegna da interno carico può arrivare a diverse decine di chili, quindi le giunzioni vanno fatte con cura. Smonta i pallet con un piede di porco e un martello, lavorando sui chiodi e non sulle tavole, poi togli ogni chiodo rimasto e controlla con la mano prima di segare, per non rovinare la lama. Squadra le tavole con la sega circolare o a mano e preforale sempre prima di avvitare: il legno vecchio è secco e si spacca facilmente vicino ai bordi. Usa viti per legno abbastanza lunghe da affondare bene nel pezzo sottostante senza spuntare dall'altra parte, e aggiungi un filo di colla vinilica sulle superfici a contatto, che irrigidisce l'insieme più delle sole viti. Il fondo merita un pannello di compensato o di multistrato di recupero, anche sottile, avvitato sopra le traverse: raccoglie segatura, cortecce e frammenti che altrimenti finiscono sul pavimento. Verifica la squadratura con una squadra da falegname a ogni passaggio e, alla fine, carteggia bordi e spigoli con una grana media e poi fine, soprattutto nei punti che tocchi quando prendi la legna. Una struttura ben squadrata e senza schegge si usa volentieri ogni giorno, anche a mani nude.
Finitura naturale e posizione sicura accanto a stufa o camino
Per la finitura, su un portalegna da interno evita vernici e smalti coprenti: a contatto con la legna si graffiano in fretta e nascondono le venature che rendono interessante il recupero. Meglio un olio per legno o una cera naturale, stesi con un panno in due mani leggere, che proteggono dalla polvere e lasciano respirare le fibre; se il legno è molto scuro o macchiato, una carteggiatura più energica prima dell'olio uniforma la superficie senza cancellarne il carattere. Lascia asciugare bene prima di caricare la legna, così i ceppi non si attaccano e non lasciano aloni. La posizione conta quanto la costruzione. Il portalegna va collocato fuori dalla zona davanti alla bocca del camino o allo sportello della stufa, dove possono cadere braci e scintille, e a una distanza dalle superfici calde non inferiore a quella indicata nel libretto dell'apparecchio per i materiali combustibili. Non appoggiarlo mai al corpo della stufa né sotto il canale da fumo. Carica solo legna asciutta e stagionata, con umidità intorno al 20 per cento o meno, e tieni in casa solo la scorta di qualche giorno: il resto resta nella legnaia ventilata, e il soggiorno guadagna ordine e sicurezza.





