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Proteggere i tubi esterni dal gelo: guida pratica

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Perché i tubi esterni gelano e dove l'impianto è più fragile

Perché i tubi esterni gelano e dove l'impianto è più fragile

Proteggere i tubi esterni dal gelo significa prima di tutto capire che cosa succede dentro la tubazione quando la temperatura scende sotto lo zero. L'acqua, passando allo stato solido, aumenta di volume di circa il nove per cento e spinge sulle pareti del tubo con una pressione che il materiale non è fatto per sopportare. La crepa può aprirsi anche a qualche metro dal tratto ghiacciato, perché è l'acqua ancora liquida, intrappolata tra il tappo di ghiaccio e il rubinetto chiuso, a finire in pressione; per questo spesso la perdita si scopre solo al disgelo, quando l'acqua riprende a scorrere dal punto rotto. I tratti più fragili sono quelli che perdono calore più in fretta: le tubazioni a vista su pareti esposte a nord, i rubinetti a muro del giardino e del terrazzo, le linee dell'irrigazione fuori terra, il contatore nel pozzetto o nella nicchia esterna e i giunti dove la coibentazione si interrompe. Fai un giro di controllo in autunno, con la luce del giorno, e segna i punti dove il tubo è scoperto, dove il rivestimento è sbriciolato dal sole e dove un tubo di gomma è rimasto attaccato al rubinetto: sono i primi da sistemare.

Chiudere l'intercettazione e svuotare le linee prima del freddo

Il modo più sicuro per evitare danni è togliere l'acqua dai tratti esposti: dove non c'è acqua, il ghiaccio non si forma. Nelle case indipendenti e in molti condomini con giardino esiste una valvola di intercettazione interna, spesso in cantina, in garage o nel locale tecnico, che alimenta soltanto i rubinetti esterni. Chiudila, poi apri il rubinetto esterno e lascialo aperto finché smette di uscire acqua, così la linea si svuota per gravità e la poca acqua residua ha spazio per dilatarsi senza spingere sul tubo. Se la valvola è dotata di rubinetto di scarico, aprilo per far uscire anche l'acqua rimasta nel tratto a monte. Per l'impianto di irrigazione segui la sequenza indicata dal costruttore della centralina: in genere si chiude l'alimentazione, si aprono le elettrovalvole in manuale e si svuotano i tubi dai punti di scarico più bassi. Stacca i tubi da giardino, svuotali e riponili al coperto, e togli anche i raccordi rapidi e le lance, che trattengono acqua nelle camere interne. Tutto questo è reversibile e gratuito, e ti permette di affrontare le prime gelate con la parte più vulnerabile dell'impianto già in sicurezza.

Guaine isolanti, nastri e cappucci: come rivestire tubi, rubinetti e contatore

Dove la tubazione deve restare in esercizio anche d'inverno, perché alimenta un lavatoio, una caldaia esterna o una fontana, la coibentazione diventa la protezione principale. Il materiale più pratico è la guaina in polietilene espanso a celle chiuse, venduta in barre già tagliate per il lungo e in diversi diametri interni: scegli quello corrispondente al tubo, in modo che lo avvolga senza giochi, e preferisci gli spessori maggiori per i tratti più esposti. Chiudi il taglio con nastro per esterni e sigilla con cura i raccordi tra una barra e l'altra, le curve e i punti dove il tubo entra nel muro: una fessura di pochi centimetri lascia passare il freddo e vanifica il resto del lavoro. Se la guaina resta al sole e alla pioggia, proteggila con un rivestimento in alluminio o in PVC: il polietilene si degrada con i raggi ultravioletti e, impregnandosi d'acqua, perde potere isolante. Per i rubinetti a muro esistono i cappucci antigelo in materiale espanso che si infilano in pochi secondi; in mancanza, avvolgi il rubinetto con uno strato di isolante fissato con nastro. Il contatore nel pozzetto va coperto con un pannello di polistirene o con isolante asciutto, mai con stracci che si inzuppano e gelano a loro volta, e verifica che il coperchio chiuda bene.

Seconde case, cavi scaldanti e cosa fare se un tubo è già gelato

Se la casa resta vuota per settimane, o si trova in una zona dove le gelate sono frequenti, svuotamento e coibentazione possono non bastare. In questi casi valuta un cavo scaldante autoregolante da posare lungo il tubo sotto la guaina, con termostato che lo accende solo quando serve; su modelli e posa trovi già una guida dedicata su questo sito. Per i tratti che restano alimentati esiste anche la valvola antigelo, che apre un piccolo scarico quando l'acqua nel tubo si avvicina allo zero e lo richiude al rialzo della temperatura. Il liquido antigelo ha senso solo nei circuiti chiusi, come riscaldamento o solare termico, mai nelle linee di acqua potabile o di irrigazione. Se al mattino il rubinetto esterno non dà acqua, è probabile che un tratto sia ghiacciato. Aprilo per dare sfogo alla pressione, chiudi l'intercettazione se sospetti una rottura e scalda il tubo con gradualità, partendo dal lato del rubinetto, con un asciugacapelli o con panni imbevuti di acqua calda. Non usare fiamme libere o cannelli: oltre al rischio di incendio, lo sbalzo termico può spaccare il tubo e fondere la guaina. Se il tubo in plastica presenta rigonfiamenti, o se al disgelo compaiono perdite, chiama l'idraulico prima di riaprire l'acqua.

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