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Pannelli riflettenti dietro i termosifoni: servono davvero

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Perché il muro dietro al termosifone si prende parte del calore

Perché il muro dietro al termosifone si prende parte del calore

Un termosifone appeso a una parete che dà sull'esterno scalda la stanza, ma scalda anche il muro che ha alle spalle. Una parte del calore arriva per irraggiamento direttamente sulla superficie retrostante e un'altra passa per conduzione attraverso la muratura, che se è poco isolata la cede fuori. In pratica una quota dell'energia pagata in bolletta finisce a riscaldare l'edificio invece dell'aria che respiri. I pannelli riflettenti dietro i termosifoni nascono per ridurre proprio questa perdita: sono fogli sottili, di solito in polietilene espanso o poliuretano accoppiato a una lamina di alluminio, che si fissano sulla parete nello spazio tra muro e radiatore. Il principio è doppio. La faccia in alluminio rimanda verso la stanza la radiazione termica che altrimenti verrebbe assorbita dal muro freddo, mentre lo strato espanso rallenta il passaggio del calore per conduzione. Non aggiungono calore e non rendono più potente l'impianto, ma spostano verso l'interno una quota di energia che oggi perdi: per questo l'ambiente arriva a temperatura un po' prima e la caldaia lavora qualche minuto in meno.

Quando servono davvero e che risparmio aspettarsi

La risposta onesta è che dipende dalla parete. Se il radiatore è montato su un muro perimetrale di una casa datata, senza cappotto e magari esposto a nord, la differenza si sente: chi li ha installati riferisce stanze più calde di circa uno o due gradi a parità di impostazione e un numero minore di accensioni della caldaia, con stime di risparmio sul riscaldamento che arrivano fino a circa il dieci per cento nei casi più favorevoli. Il beneficio è più evidente con i vecchi radiatori in ghisa e nelle stanze dove il muro al tatto resta freddo anche a impianto acceso. Se invece il termosifone sta su una parete interna, che confina con un'altra stanza riscaldata, il pannello riflettente ha poco da riflettere e il guadagno è trascurabile. Lo stesso vale per le case recenti con pareti ben coibentate, dove la dispersione attraverso il muro è già bassa. Valuta quindi radiatore per radiatore e concentra la spesa su quelli che danno sull'esterno: è un intervento che costa poco, si fa in un pomeriggio e si somma agli altri accorgimenti, come le valvole termostatiche e una temperatura di esercizio ragionevole, senza aspettarti però un crollo della bolletta da solo.

Quale pannello scegliere: materiale, spessore e finitura

Non tutti i fogli argentati lavorano allo stesso modo. Un semplice foglio di alluminio riflette ma non isola, quindi orientati su un prodotto accoppiato: lamina riflettente su uno strato di polietilene espanso o poliuretano. Lo spessore in commercio va da circa due millimetri fino a qualche centimetro; sotto i tre o quattro millimetri l'isolamento è modesto, mentre salendo di spessore cresce il risparmio ma cresce anche l'ingombro, e dietro un termosifone ravvicinato al muro lo spazio è quello che è. Una superficie goffrata, cioè leggermente bugnata, gestisce meglio l'eventuale condensa che si forma su una parete fredda. Per l'aspetto, esistono versioni bianche alluminizzate che si notano meno del classico grigio metallizzato, con una riflettività appena inferiore ma più accettabile in soggiorno. Scegli il formato in base ai radiatori: i rotoli si tagliano su misura e vanno bene per elementi di dimensioni diverse, i pannelli riflettenti preformati fanno risparmiare tempo se i termosifoni sono tutti uguali. Il fissaggio avviene con biadesivo, nastro apposito o calamite, queste ultime comode se vuoi poterli togliere a fine stagione.

Come posarli senza annullare il beneficio

L'errore più comune è anche quello che azzera il risultato: appoggiare il pannello sul termosifone o infilarlo tra gli elementi. Così non riflette verso la stanza, ostacola la convezione dell'aria che deve salire tra radiatore e muro e si rovina in fretta con il calore diretto. Il pannello riflettente va sul muro, dietro al radiatore, con il lato lucido rivolto verso il termosifone e con una fessura d'aria tra i due, perché è proprio quell'intercapedine che fa lavorare la lamina. Misura l'ingombro del radiatore e taglia il pannello appena più piccolo, in modo che resti nascosto alla vista e non copra valvola, detentore, cioè il rubinetto di ritorno in basso, e staffe. Prima di incollare, lascia raffreddare il termosifone, pulisci la parete da polvere e grasso e verifica che non ci siano tracce di umidità, altrimenti l'adesivo cede in pochi giorni. Se lo spazio dietro è stretto, infila il foglio dall'alto arrotolato e stendilo con una stecca o un righello lungo, evitando pieghe e bolle che riducono la superficie riflettente. Con le calamite la posa è reversibile e puoi togliere i pannelli in primavera; con il biadesivo controlla a ogni accensione autunnale che gli angoli non si siano scollati, così il guadagno dura per tutta la stagione.

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