Da dove perde davvero: valvola, detentore o sfiato
Prima di prendere in mano una chiave, asciuga bene il termosifone che perde dalla valvola e appoggia un foglio di carta assorbente sotto ogni attacco: in pochi minuti la macchia ti dirà da dove arriva l'acqua. I punti sospetti sono tre. Il primo è la valvola di intercettazione, il rubinetto con la manopola o con la testa termostatica che regola l'acqua in entrata: può gocciolare dal bocchettone che la unisce al radiatore, dal raccordo verso il tubo oppure da sotto la manopola, dove l'asta esce dal corpo attraverso il premistoppa. Il secondo è il detentore, la valvola gemella senza manopola e chiusa da un cappuccio, montata sull'attacco di ritorno: anche qui le perdite partono quasi sempre dai raccordi. Il terzo è la valvolina di sfiato in alto, che trafila quando la guarnizione interna è consumata o quando resta leggermente aperta. Distinguere i casi conta perché l'intervento cambia molto: un bocchettone allentato si sistema senza svuotare nulla, mentre una valvola che perde dal corpo va sostituita e richiede di scaricare il radiatore. Se la goccia compare solo a impianto caldo, dipende spesso da una guarnizione indurita che cede con la dilatazione del metallo.
Perdita dal raccordo o da sotto la manopola: stringere con misura
Se la carta si bagna in corrispondenza del bocchettone o del raccordo al tubo, il rimedio è spesso una semplice registrazione. Chiudi la valvola ruotando la manopola fino in fondo, poi stringi il dado con una chiave a rullino, tenendo fermo il corpo della valvola con una seconda chiave per non scaricare la torsione sul tubo: procedi per piccole frazioni di giro, perché forzare un attacco in ottone può spaccarlo o rovinare la filettatura. Asciuga e aspetta qualche ora prima di dichiararti soddisfatto. Quando la perdita arriva da sotto la manopola, l'acqua passa dal premistoppa, cioè la tenuta attorno all'asta. Sulle valvole più datate c'è un piccolo dado che si può serrare leggermente; su quelle moderne la tenuta è affidata a un O-ring e, se è usurato, l'unica strada è sostituire la parte interna o l'intera valvola. Se dopo aver stretto la goccia continua, non insistere: il raccordo va smontato e rifatto con una guarnizione nuova o con canapa e pasta sigillante, operazione che richiede di chiudere anche il detentore e scaricare il radiatore.
Sostituire la valvola che perde dal corpo o dallo sfiato
Se la valvola di intercettazione perde dal corpo, o la valvolina di sfiato gocciola anche dopo averla chiusa a fondo, la sostituzione è la sola soluzione duratura. Spegni la caldaia, chiudi valvola e detentore, poi prepara una bacinella bassa e degli stracci, perché a valvole chiuse il radiatore resta comunque pieno. Per lo sfiato il lavoro è rapido: la valvolina si svita dal tappo con una chiave e quella nuova si riavvita con un giro di nastro in teflon sul filetto; l'acqua esce solo dal foro superiore e, con il detentore chiuso, ne perdi pochissima. Per la valvola di intercettazione devi invece svuotare il radiatore, aprendo lo sfiato e allentando piano il bocchettone. A radiatore vuoto svita la vecchia valvola dal tubo, pulisci la filettatura e monta la nuova con canapa e pasta sigillante o con nastro, scegliendo un modello con lo stesso attacco del precedente e controllando che il codolo entri dritto nel radiatore. Riapri prima il detentore e poi la valvola, sfiata l'aria e guarda il manometro della caldaia: lo svuotamento fa calare la pressione, che va riportata al valore indicato dal costruttore. Lavora a impianto freddo, perché l'acqua del circuito può ustionare.
Quando chiamare il tecnico e come limitare i danni nel frattempo
Ci sono situazioni in cui conviene fermarsi. Se il radiatore è servito da un impianto centralizzato condominiale, non puoi svuotarlo da solo: la pressione del circuito è gestita altrove e l'intervento va concordato con l'amministratore o con il manutentore. Lo stesso vale se la perdita viene da una crepa del radiatore o del tubo nel muro, se la valvola è bloccata dal calcare e non chiude più, o se dopo la riparazione la pressione della caldaia continua a scendere, segno che l'acqua esce da un altro punto dell'impianto. Nell'attesa, con i riscaldamenti accesi, riduci il danno: chiudi valvola e detentore del radiatore che perde, così il resto della casa continua a scaldarsi, metti sotto una bacinella e proteggi il parquet con un telo. Evita i sigillanti liquidi da versare nell'impianto senza il parere del tecnico, perché possono depositarsi nello scambiatore della caldaia. Controlla il manometro ogni giorno e, se cala, rabbocca dal rubinetto di carico seguendo le indicazioni del costruttore. Arriverai alla visita del tecnico con il pavimento asciutto e la caldaia ancora in funzione.





