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Stufa a legna: come regolare l'aria per una fiamma pulita

Aggiornato il 13 ottobre 20264 capitoli
Aria primaria, secondaria e terziaria: cosa regolano davvero

Aria primaria, secondaria e terziaria: cosa regolano davvero

Conviene capire da dove entra l'aria nella stufa a legna e che cosa fa in ciascun punto. L'aria primaria arriva da sotto, attraverso la griglia o il cassetto cenere, e alimenta il letto di braci: è quella che serve soprattutto all'accensione e quando devi far ripartire un fuoco stanco. L'aria secondaria entra dall'alto, scendendo lungo il vetro, e serve a bruciare i gas che la legna libera mentre si scalda; per questo i tecnici la chiamano anche aria pulisci-vetro, perché tiene il fumo lontano dalla superficie e la mantiene trasparente. Molti modelli recenti hanno anche un'aria terziaria, che entra nel fondo del focolare da piccoli fori e brucia i gas residui prima che escano dal tubo. Regolare l'aria vuol dire dosare questi flussi a seconda della fase in cui si trova il fuoco. Se ne dai poca, la combustione resta incompleta: la fiamma si fa scura e pigra, dal comignolo esce fumo denso e nella canna fumaria si depositano fuliggine e creosoto, oltre a formarsi monossido di carbonio. Se ne dai troppa, la legna brucia in fretta e gran parte del calore se ne va nel camino. Il punto giusto cambia con la legna, con la stagione e con il tiraggio della tua canna fumaria, quindi vale la pena imparare a leggere i segnali invece di affidarsi a una posizione fissa delle leve.

All'accensione: tutta l'aria aperta e un controllo al tiraggio

Alla riaccensione, dopo mesi di fermo o anche solo dopo una notte, la canna fumaria è fredda e il tiraggio è debole. Prima ancora di preparare la legna, apri lo sportello e senti se dalla stufa esce un soffio di aria fredda: se succede, il tiraggio si è invertito e accendere così riempirebbe la stanza di fumo. Puoi neutralizzare il problema aprendo per qualche minuto la finestra più vicina, ma considera che è un rimedio momentaneo; se si ripete spesso, fai verificare la canna fumaria da uno spazzacamino. Quando il tiraggio è regolare, apri al massimo la valvola dell'aria primaria e, se la stufa a legna ha un deviatore dei fumi o un registro di bypass, mettilo in posizione di tiraggio diretto. Prepara una base di due o tre ciocchi medi, sopra appoggia legnetti sottili e un accendifuoco naturale, e accendi dall'alto: la fiamma scende lentamente, scalda il tubo e crea tiraggio senza produrre il fumo bianco delle accensioni dal basso. Se il cassetto della cenere può restare socchiuso, fallo solo in questi primi minuti e mai a regime, perché l'aria che entra da sotto senza controllo surriscalda la griglia. Tieni tutta l'aria aperta finché i ciocchi non sono ben avvolti dalla fiamma e il vetro comincia a scaldarsi.

A regime: leggere la fiamma e il vetro per trovare la posizione giusta

Dopo dieci o quindici minuti il fuoco è vivo e puoi iniziare a chiudere progressivamente l'aria primaria, lasciando lavorare la secondaria. La fiamma ti dice se stai esagerando: una combustione pulita ha fiamme vivaci, chiare, che si muovono con calma e lambiscono i ciocchi senza ruggire. Se la fiamma diventa corta, rumorosa e quasi bianca e la legna si consuma in fretta, c'è troppa aria e stai mandando calore nel camino. Se invece la fiamma si fa arancione scuro, lenta, con lingue che sembrano spegnersi, e il vetro si annerisce in basso, l'aria è troppo poca e la combustione è incompleta. Un'altra verifica semplice la fai dall'esterno: con una stufa a legna regolata bene, dal comignolo dovrebbe uscire poco o nulla di visibile, al massimo un velo trasparente che trema per il calore. Un fumo grigio o nero significa che stai bruciando male, per aria insufficiente o per legna umida. Procedi a piccoli passi, aspetta qualche minuto dopo ogni spostamento della leva e osserva come risponde il fuoco, perché la stufa ha una certa inerzia. Quando aggiungi legna, riapri un po' l'aria per i primi minuti e poi torna alla posizione di crociera: così ogni carica parte con una fiamma pulita e il vetro resta trasparente molto più a lungo.

Gli errori che sporcano la canna fumaria e fanno consumare di più

L'errore più comune è chiudere quasi del tutto l'aria per far durare la carica tutta la notte. La legna si consuma piano, ma a bassa temperatura e senza ossigeno: produce poco calore, molto fumo e uno strato di creosoto che può prendere fuoco nella canna fumaria. Meglio una carica un po' più piccola bruciata con l'aria regolata correttamente e, se ti serve calore prolungato, scegli ciocchi di essenze dure e compatte, che tengono la brace più a lungo senza soffocare il fuoco. Il secondo fattore è la legna stessa: anche con l'aria della stufa a legna regolata alla perfezione, ciocchi con umidità sopra il venti per cento sfrigolano, fanno fiamma scura e sporcano il vetro, perché gran parte dell'energia se ne va a far evaporare acqua. Verifica poi che la presa d'aria esterna, se la stufa ne ha una, non sia ostruita da foglie o chiusa per sbaglio: nelle case ben isolate senza ricambio dedicato il fuoco può restare senza ossigeno anche con le leve tutte aperte, e una cappa da cucina accesa nello stesso ambiente peggiora la situazione. Se nonostante le regolazioni il fumo torna in stanza o la fiamma resta pigra, non insistere: fai pulire la canna fumaria e controllare il tiraggio da uno spazzacamino, che spesso risolve con un intervento quello che nessuna leva può correggere.

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