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Servitù prediali

Aggiornato il 08 marzo 20162 capitoli5 domande frequenti
l'accesso al fondo è indispensabile

Servitù prediali e diritti reali di proprietà

Il codice civile, all'art. 1027, definisce le servitù prediali come un gravame su un fondo privato a vantaggio del diritto di godimento del fondo confinante. La tutela della proprietà privata nel nostro sistema giuridico trova la sua massima espressione nell'art.832 dello stesso codice e nell'art.42 della Costituzione, e si coniuga con questa attenuazione di un diritto reale poiché nel nostro ordinamento, i diritti di proprietà si inseriscono come un insieme armonico nel contesto sociale e devono convivere in modo paritetico con gli altrui diritti. Del resto, se è vero che il diritto romano non conosceva le servitù prediali era perchè lo Stato stesso divideva i terreni e all'atto della spartizione provvedeva a lasciare una striscia di terra tra un confine e l'altro in modo da consentire ad ognuno il libero passaggio verso il proprio fondo, è anche vero che quando si rendeva necessario (nel caso di successive divisioni) veniva istituita una sorta di comproprietà sulla zona di passaggio.

Servitù di passaggio coattive con obbligo d'indennizzo

Le servitù prediali non sono limitate al diritto di passaggio sulla proprietà altrui per raggiungere il proprio fondo confinante privo di accessi. Servitù di passaggio possono costituirsi anche in favore di Enti che forniscono servizi di pubblica utilità. Nel primo caso, si parla di servitù volontarie e la legge stabilisce i presupposti perché esse vengano costituite, mentre, nel secondo caso, non si limita a prevederle ma le impone. Si tratta delle servitù di appoggio e infissione di chiusa, di quelle che prevedono il passaggio di acquedotti e gasdotti, e il passaggio coattivo di linee telefoniche, funicolari e elettrodotti. In questi casi il proprietario del fondo deve mantenere le opere e consentire che il proprio fondo sia occupato per tutto il tempo neccessario alla posa in opera, dal personale e dai materiali da costruzione. Alla parte asservente è fatto obbligo di condurre le proprie opere in modo da arrecare il minor disagio possibile e di versare un'indennità al proprietario.

Domande frequenti

  • Cosa sono esattamente le servitù prediali e quali effetti hanno sulla mia proprietà?
    Le servitù prediali sono dei gravami imposti su un fondo (detto 'servente') a vantaggio di un altro fondo confinante (detto 'dominante'). Non si riferiscono alle persone, ma ai terreni stessi. Questo significa che il tuo diritto di proprietà viene limitato: ad esempio, non puoi impedire al vicino di transitare sul tuo terreno se esiste una servitù di passaggio. È una compressione legale del tuo diritto di godimento necessaria per permettere al fondo confinante di essere utilizzato correttamente. La servitù rimane legata al terreno anche in caso di vendita.
  • Qual è la differenza tra servitù volontaria e coattiva?
    La servitù volontaria nasce da un accordo tra i proprietari dei due fondi o da un titolo giuridico (come un contratto o testamento); entrambe le parti accettano liberamente il gravame. Al contrario, la servitù coattiva è imposta dalla legge senza necessità di consenso. Questa si applica quando è indispensabile per garantire l'accesso a un fondo altrimenti isolato o per far passare infrastrutture pubbliche (come acquedotti, gasdotti o linee elettriche). In questi casi, il proprietario del fondo servente non può rifiutarsi, ma ha diritto a un indennizzo per il danno subito.
  • Ho un fondo senza accesso pubblico: posso pretendere una servitù di passaggio coattiva?
    Sì, se il tuo fondo è intercluso, cioè non ha alcun accesso diretto alla strada pubblica o ne ha solo uno insufficiente o troppo oneroso, hai diritto a ottenere una servitù di passaggio coattiva sul fondo confinante. La legge impone al vicino di concedere il transito. Tuttavia, devi scegliere il percorso che arrechi il minore disagio possibile al fondo servente e devi corrispondere un'indennità equa al proprietario. Non basta voler passare; bisogna dimostrare che non esistono altre vie ragionevoli per raggiungere la tua proprietà.
  • Devo pagare un'indennità se installano cavi o tubazioni sul mio terreno?
    Assolutamente sì. Quando si tratta di servitù coattive per opere di pubblica utilità, come il passaggio di acquedotti, gasdotti, linee telefoniche o elettrodotti, il proprietario del fondo servente ha l'obbligo di consentire l'occupazione temporanea o permanente del suolo. In cambio, riceve un'indennità economica che risarcisce il valore della porzione di terreno utilizzata e il disturbo causato. L'Ente o l'azienda installatrice deve inoltre eseguire i lavori causando il minimo disagio possibile e mantenere le opere in sicurezza.
  • Chi deve mantenere e riparare le opere realizzate per la servitù?
    La regola generale varia in base al tipo di servitù e agli accordi specifici, ma spesso l'onere della manutenzione grava sul titolare del beneficio (il fondo dominante) per le opere necessarie al suo uso, oppure viene ripartita. Tuttavia, per le servitù coattive di pubblica utilità (come cavi o tubi), la responsabilità della manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere spetta solitamente all'Ente o all'azienda che le ha installate. Il proprietario del fondo servente non deve intervenire sulle infrastrutture, ma deve solo tollerarne la presenza e non ostacolarne l'accesso per le manutenzioni periodiche.

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