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Parquet e riscaldamento: come evitare fessure con l'aria secca

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché il parquet si ritira quando accendi i termosifoni

Perché il parquet si ritira quando accendi i termosifoni

Il legno del parquet è un materiale igroscopico: scambia umidità con l'aria che lo circonda e cerca in continuazione un equilibrio con l'ambiente. Finché le condizioni della stanza restano stabili, le doghe mantengono le loro dimensioni; quando accendi il riscaldamento, invece, l'aria fredda che entra dall'esterno viene scaldata e la sua umidità relativa crolla, in alcuni casi sotto il 30 per cento. A quel punto il legno cede acqua all'aria, le fibre si contraggono e tra una doga e l'altra si aprono le fessure che in estate non c'erano. Il fenomeno è più marcato con un impianto acceso molte ore al giorno e negli ambienti dove nessuno pensa a reintegrare l'umidità. Non si tratta quasi mai di un difetto di posa: è il comportamento naturale del legno, che in primavera, con l'aria di nuovo più umida, tende a riassorbire acqua e a richiudere buona parte delle fughe. Capire questo meccanismo ti aiuta a intervenire sulla causa, cioè l'aria secca, invece di rincorrere ogni singola fessura.

Umidità relativa e temperatura: i valori da tenere sotto controllo

Il modo più efficace per evitare fessure nel parquet è tenere l'aria della casa entro valori che il legno sopporta bene. Un piccolo igrometro, da posare in ogni stanza con il pavimento in legno, ti dice subito se stai andando fuori strada: la fascia di sicurezza indicata di norma per i pavimenti in legno è un'umidità relativa compresa all'incirca tra il 45 e il 60 per cento, con una temperatura intorno ai 20 gradi. Sotto questa soglia il legno comincia a cedere umidità, e più a lungo resta in quelle condizioni più la contrazione diventa visibile. Per riportare l'umidità nella fascia giusta puoi partire dai rimedi più semplici, come le vaschette evaporanti agganciate ai termosifoni, da riempire con regolarità, o qualche pianta da interno nelle stanze più secche. Se l'igrometro resta ostinatamente basso, valuta un umidificatore con igrostato, che si spegne da solo al raggiungimento del valore impostato e ti evita l'eccesso opposto, cioè un'aria troppo umida che fa gonfiare le doghe. Controlla il valore anche di notte: è spesso nelle ore in cui l'impianto lavora di più che l'aria diventa più secca.

Accensione graduale e abitudini quotidiane che proteggono le doghe

Oltre all'umidità conta il modo in cui scaldi la casa. Il legno soffre soprattutto gli sbalzi, quindi all'inizio della stagione alza la temperatura un po' per volta, nell'arco di qualche giorno, invece di passare in poche ore da casa fredda a casa calda; allo stesso modo evita di spegnere del tutto l'impianto quando sei via per poi riaccenderlo al massimo. Una temperatura costante e moderata, anche di notte, stressa le doghe molto meno di un riscaldamento acceso e spento in continuazione. Fai attenzione anche ai punti in cui il calore si concentra. Un tappeto spesso davanti al termosifone o una stufa appoggiata direttamente sul pavimento creano zone più calde e asciutte del resto della stanza, dove le fessure compaiono per prime: sposta i tappeti di tanto in tanto e tieni le fonti di calore dirette a distanza dal legno. Se hai il riscaldamento a pavimento, rispetta la temperatura massima di mandata indicata dal posatore. Per la pulizia usa solo un panno ben strizzato, perché l'acqua in eccesso non compensa l'aria secca e crea zone a umidità diversa che deformano le doghe. Se il tuo parquet è oliato, una ravvivatura all'olio a inizio inverno aiuta le fibre a restare elastiche.

Fessure già aperte: quando aspettare e quando intervenire

Se qualche fessura si è già aperta, la prima cosa da fare è non intervenire subito con stucchi o resine. Le fughe che compaiono in inverno sono in gran parte stagionali: con la fine del riscaldamento e l'aria più umida della primavera il legno riassorbe acqua e le richiude da solo, mentre un riempimento fatto nel momento di massimo ritiro verrebbe schiacciato dalle doghe che tornano a dilatarsi e finirebbe per sgretolarsi o, peggio, per sollevarle. Nel frattempo tieni le fughe pulite con l'aspirapolvere, perché lo sporco che vi si deposita impedisce alle doghe di richiudersi completamente. Valuta un intervento solo se le fessure restano aperte anche in estate, se sono larghe in modo evidente o se noti crepe sulla superficie delle doghe e non soltanto tra una tavola e l'altra: in questi casi è utile far controllare il pavimento da un posatore, che può stuccare le fughe con un impasto a base di polvere dello stesso legno oppure sostituire le doghe compromesse. Se l'igrometro ti conferma che l'aria è rimasta secca per tutta la stagione, il problema si ripresenterà ogni inverno finché non correggi l'umidità: per questo vale la pena sistemare prima l'ambiente e poi il pavimento.

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