Perché la pulizia delle grondaie va fatta prima delle piogge autunnali
Tra ottobre e novembre le grondaie raccolgono molto più di quello per cui sono state dimensionate: foglie, aghi di conifera, semi, muschio staccato dal manto di copertura e il pulviscolo che l'acqua trascina giù dalle tegole. Questo materiale si compatta, forma un tappo all'imbocco del pluviale e l'acqua, senza sfogo, tracima oltre il bordo esterno della lattoneria. Il risultato si legge sulla facciata, con aloni di umidità e intonaco che si sfarina, e sul sottogronda, che resta bagnato molto più a lungo del dovuto. C'è poi la questione del gelo. L'acqua ferma dentro un canale ostruito congela, aumenta di volume e spinge sui giunti, che con il tempo si aprono; il peso del fogliame zuppo, intanto, piega le staffe e fa perdere al canale la leggera pendenza verso lo scarico. Occuparti della pulizia delle grondaie quando la stagione è ancora mite ti permette di lavorare all'asciutto, di vedere bene i difetti e di arrivare alle piogge insistenti con il drenaggio libero, evitando ripristini che costano molto più di una mattinata di manutenzione.
Scala, guanti e appoggi: lavorare in sicurezza sul canale di gronda
Prima di appoggiare la scala, pensa a come starai in piedi per una mezz'ora buona con le mani occupate. Serve una scala in buone condizioni, meglio se doppia a cavalletto quando il terreno lo consente, oppure a sfilo con base allargata e piedini antiscivolo se devi raggiungere il primo piano. Appoggiala su un piano compatto, mai su terra smossa o su assi di fortuna, inclinata di circa un quarto dell'altezza che copre e sporgente oltre il punto di arrivo, così hai una presa sicura quando sali e scendi. Se qualcuno può tenere la base, tanto meglio. Il resto dell'attrezzatura per la pulizia delle grondaie è semplice: guanti da lavoro resistenti ai tagli, perché nel fango trovi spesso schegge di tegola e viti arrugginite, una paletta sagomata o una spatola di plastica che segue la curva del canale senza rigare la lamiera, un secchio da agganciare al piolo e un tubo da giardino con lancia regolabile per il risciacquo. Aggiungi scarpe con suola scolpita e occhiali se lavori con vento. Sopra i due metri sei a tutti gli effetti in quota: se la copertura è alta, in forte pendenza o scomoda da raggiungere, non insistere e fai intervenire una ditta attrezzata con trabattello o piattaforma aerea.
I passaggi della pulizia, dal canale di gronda ai pluviali
Con l'attrezzatura pronta, parti da un'ispezione a vista lungo tutto lo sviluppo del canale per capire dove il materiale si è fermato: di norma nei tratti meno inclinati e all'imbocco dei pluviali. Rimuovi a mano il grosso, cioè foglie compattate, rametti e resti di nidi, e mettilo direttamente nel secchio invece di buttarlo giù, così non ti ritrovi a ripulire aiuole e marciapiede. Poi passa la paletta sul fondo per staccare sabbia e muschio aderenti, lavorando sempre verso il punto di scarico. Tolto il materiale solido, apri l'acqua e risciacqua partendo dal punto più lontano, tenendo d'occhio come defluisce: se il livello sale e ristagna, l'ostruzione è nel tubo di discesa. In quel caso smonta il gomito o il bocchettone, se è accessibile, e infila una sonda flessibile dall'alto, oppure manda acqua dal basso per spingere fuori il tappo. Approfitta del canale pulito per controllare quello che di solito non si vede: giunti che si stanno aprendo, staffe piegate o allentate, tratti che hanno perso la pendenza e punti di ruggine sulla lamiera zincata. Sono indicazioni preziose, perché ti dicono quali pezzi sistemare finché il tempo lo permette.
Parafoglie e controlli per diradare gli interventi futuri
I controlli fatti durante la pulizia diventano utili se li traduci in qualche accorgimento per l'anno prossimo. Se hai pini, betulle o un tiglio a ridosso della falda, valuta i parafoglie: griglie e profili in alluminio, rete metallica o in plastica che si appoggiano sul canale e lasciano passare l'acqua trattenendo il fogliame. Non ti esentano dalle verifiche, perché gli aghi di conifera passano comunque e il pulviscolo si deposita sopra la griglia, però riducono gli accumuli e spesso fanno bastare un intervento in primavera. Utile anche il parafoglie a cestello all'imbocco di ogni pluviale, che è il punto a intasarsi per primo. Annota infine la data e le condizioni che hai riscontrato, così l'anno successivo sai già quali tratti guardare per primi. Se hai trovato ruggine diffusa, giunti aperti o staffe che cedono, programma la sostituzione prima del freddo: lavorare sulla lattoneria con il tempo buono è molto più semplice che rincorrere un'infiltrazione a dicembre.





