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Controllo del tetto prima dell'inverno: cosa verificare

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Ispezione visiva del manto di copertura

Ispezione visiva del manto: cosa si vede già da terra

Il controllo del tetto prima dell'inverno comincia da terra, con un binocolo o affacciandosi da un abbaino o da una finestra alta: senza salire noti già molto. Guarda falda per falda e cerca tegole o coppi spezzati, elementi scivolati verso la gronda, file disallineate dopo una raffica forte. Un pezzo mancante lascia scoperto lo strato sottostante, che non è nato per restare esposto a pioggia e raggi solari e in poche settimane si degrada. Passa poi ai punti dove il manto si interrompe, perché sono quelli che danno più grattacapi: il colmo, i displuvi, le converse metalliche attorno al camino e ai lucernari, le scossaline di bordo. Se la malta del colmo è polverosa o i sigilli sono screpolati, l'acqua spinta dal vento entra anche senza una rottura vistosa. Fotografa quello che vedi con lo zoom del telefono e confronta le immagini anno dopo anno: è il modo più semplice per capire se una tegola si sta davvero muovendo o era già così. Al termine avrai un elenco preciso dei punti da sistemare, utile anche per chiedere un preventivo sensato a chi dovrà intervenire.

Grondaie e pluviali: la pulizia da fare prima delle gelate

Dalla copertura scendi al sistema di raccolta, che in autunno è il primo a mettersi in difficoltà. Foglie, aghi di pino e muschio si accumulano nel canale di gronda e nei bocchettoni, l'acqua ristagna e quando gela aumenta di volume: la lattoneria si deforma, le giunzioni si aprono, i ganci cedono sotto il peso. Svuota il canale a mano con i guanti, poi versa un secchio d'acqua e osserva dove finisce. Il pluviale deve scaricare libero e portare l'acqua lontano dal piede della muratura, non a filo di facciata. Controlla anche la pendenza verso il discendente e lo stato dei giunti, perché un gocciolamento sempre nello stesso punto nasce di solito lì. Se la casa è circondata da alberi, valuta i parafoglie a rete o i cestelli sul bocchettone: non eliminano la pulizia, ma la riducono a una verifica veloce. Una gronda che lavora bene ti risparmia le macchie di umidità alla base dei muri e quelle infiltrazioni laterali che vengono spesso scambiate per perdite dal manto, allungando inutilmente la ricerca del guasto.

Guaine e impermeabilizzazioni: dove cedono di solito

Sotto le tegole c'è lo strato che trattiene davvero l'acqua, e cambia a seconda di come è costruito il tetto: una guaina bituminosa posata sul tavolato nelle coperture più vecchie, una membrana traspirante sottotegola in quelle ventilate, un manto sintetico continuo sulle parti piane e sui terrazzi. Se hai accesso dal sottotetto, controlla l'intradosso con una torcia tenuta radente, che mette in evidenza i difetti: bolle, strappi, sormonti scollati e chiodature scoperte sono i punti da cui parte il problema. Le giunture soffrono perché tra il gelo notturno e il sole del pomeriggio il materiale si dilata e si ritira ogni giorno, e il bitume invecchiato perde elasticità. Macchie scure sul tavolato, legno che si sfoglia o efflorescenze biancastre dicono che l'acqua ha già superato la barriera. Su un tratto limitato e asciutto puoi rinnovare un sormonto con nastro o sigillante compatibile con il materiale esistente, ma non insistere con i rappezzi su una guaina cotta in modo diffuso: in quel caso conviene programmare il rifacimento del pacchetto nella stagione buona, anziché spendere due volte. Agire in autunno costa comunque meno che rifare soffitti e tinteggiature a gennaio, e tiene asciutto l'isolante, che bagnato perde buona parte del suo potere coibente.

Controlli dal sottotetto e regole per salire in sicurezza

I segnali più onesti arrivano dall'interno, perché un'infiltrazione lenta si legge nel sottotetto molto prima di comparire sul soffitto dell'ultimo piano. Entra con una torcia, possibilmente durante una giornata di pioggia, e cerca aloni concentrici attorno ai chiodi, travi con venature scure, odore di muffa stagnante, luce che filtra dove non dovrebbe. Controlla gli appoggi delle travi sul muro perimetrale e le teste degli arcarecci, perché è lì che il legno marcisce per primo: se la lama di un coltello entra nella fibra senza sforzo, fai valutare il punto a un tecnico. Verifica anche che le aperture di ventilazione non siano tappate da nidi o da isolante spostato, perché senza ricambio d'aria la condensa produce danni simili a quelli di una perdita. Sulla copertura sali solo se serve davvero, con tempo asciutto, calzature adatte, imbracatura ancorata a un punto sicuro e scala legata in testa; molte abitazioni hanno già una linea vita predisposta, controlla se c'è e in che stato è. Con falde ripide, coperture alte, lastre fragili o un tetto su cui non hai mai messo piede, lascia l'ispezione a un professionista attrezzato con cestello o trabattello: in mezza giornata ti dice cosa può aspettare la primavera e cosa va sistemato prima delle gelate.

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