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Successione necessaria

Aggiornato il 01 marzo 20162 capitoli5 domande frequenti
Diritto

La successione necessaria

La successione necessaria riguarda le quote del patrimonio del de cuius, che devono essere destinate ai congiunti stretti. Quindi, queste saranno le quote che devono andare ai successori, con o senza la presenza di un testamento. Così tutte le regole che appartengono alla successione necessaria devono essere rispettate; in caso di violazione, sarà giustificata l'azione degli eredi necessari contro gli eredi testamentari. Infatti, se nel testamento viene inserita la clausola di diseredazione, i soggetti non scritti nel testamento non saranno più considerati eredi legittimi. In effetti, sono proprio gli eredi legittimi che vanterebbero qualcosa nella ripartizione dei beni. Ma questa clausola diventa nulla se va a ledere le quote necessarie, cioè legittime.

Successione necessaria e legittima

La successione legittima pone le regole su come ripartire tra i parenti il patrimonio della persona deceduta che non aveva fatto il testamento. Inoltre, quando la persona deceduta non ha inserito nel testamento tutti i suoi beni, questi ultimi saranno sottoposti alle regole di successione legittima. La successione necessaria si affianca alla successione testamentaria e legittima quando chi ha redatto il testamento lede la quota di chi ha diritto ad una parte dell'eredità, il legittimario. E' possibile trovarsi di fronte a successione necessaria anche quando il defunto aveva concesso delle donazioni minando in questo modo i diritti dei legittimari. Se il testatore non indica erede nessun legittimario, nella successione ci saranno dei legittimari, ma non degli eredi. Se il legittimario non è erede potrà far valere il proprio diritto; invece se il legittimario è un erede, ma la sua quota non è esatta, lui potrà far valere il suo diritto per ottenere la quota che gli spetta.

Domande frequenti

  • Cosa succede se un testamento lede la quota riservata agli eredi legittimi?
    Quando un testamento viola le quote di riserva spettanti ai legittimari (coniuge, figli o ascendenti), questi possono agire legalmente per recuperare quanto loro dovuto. La clausola di diseredazione, infatti, risulta nulla se lederebbe le quote necessarie. Gli eredi necessari hanno il diritto di impugnare il testamento o le disposizioni che riducono la loro parte legittima, agendo contro gli eredi testamentari o beneficiari delle donazioni. L'obiettivo è ripristinare l'equilibrio patrimoniale garantito dalla legge, assicurando che ogni legittimario riceva la porzione di eredità che gli compete indipendentemente dalle volontà del defunto.
  • Qual è la differenza tra successione legittima e successione necessaria?
    La successione legittima si applica quando il defunto non lascia alcun testamento, regolando la ripartizione dei beni tra i parenti secondo l'ordine stabilito dalla legge. Al contrario, la successione necessaria interviene quando esiste un testamento, ma questo lede le quote di riserva spettanti ai legittimari. In pratica, la successione necessaria funge da tutela correttiva: garantisce che, nonostante le disposizioni testamentarie o le donazioni fatte in vita, i familiari stretti ricevano comunque la parte di patrimonio che la legge considera indisponibile e protetta, impedendo che vengano completamente esclusi dall'eredità.
  • Le donazioni fatte dal defunto in vita possono essere contestate dai legittimari?
    Sì, le donazioni effettuate dal defunto durante la vita possono essere oggetto di riduzione se compromettono la quota di riserva dei legittimari. Se le donazioni, sommate al patrimonio lasciato al momento della morte, superano la disponibilità del defunto, i legittimari lesi possono richiedere la riduzione delle donazioni stesse. Questo meccanismo assicura che il patrimonio necessario per soddisfare i diritti di riserva non sia stato disperso preventivamente. I legittimari possono agire per far rientrare nel 'massa ereditaria' i beni donati, fino a concorrenza della loro quota legittima non soddisfatta.
  • Un legittimario può rinunciare alla propria quota di riserva?
    Tecnicamente, la quota di riserva non può essere anticipatamente rinunciata prima dell'apertura della successione, poiché è un diritto potestativo che nasce solo al momento del decesso. Tuttavia, il legittimario può accettare l'eredità rinunciano esplicitamente alla quota di riserva dopo l'apertura della successione, oppure può accettare l'eredità con beneficio d'inventario. È fondamentale distinguere tra la rinuncia all'eredità (che implica l'uscita totale dalla successione) e la richiesta di integrazione della quota legittima. Spesso i legittimari accettano il testamento pur mantenendo il diritto di agire in riduzione se le somme erogate sono inferiori alla quota di legge.
  • Chi sono considerati eredi legittimi o legittimari protetti?
    I legittimari, ovvero i soggetti titolari della quota di riserva, sono principalmente il coniuge, i figli (o i discendenti) e, in assenza di figli, gli ascendenti (genitori). Questi familiari godono di una protezione legale speciale che impedisce al defunto di privarli totalmente dell'eredità attraverso testamento o donazioni. La quota varia in base alla composizione familiare: ad esempio, la presenza di coniuge e figli determina percentuali specifiche di riserva. Chi non rientra in queste categorie, come fratelli, sorelle o amici, non ha diritto alla quota di riserva e può essere completamente escluso dall'eredità dal testatore.

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