Viti metriche nere

Tasselli e viteria

Viti metriche

Le viti metriche possono costituire una risorsa molto utile nell'insieme degli attrezzi da fai da te e bricolage: vediamone qualche caratteristica.

di Redazione

22 gennaio 2016

Le caratteristiche generali delle viti metriche

Le viti metriche con profilo triangolare sono le più utilizzate nel fai da te: il profilo base, ovvero quello che si ottiene sezionando la vite con un piano che passa attraverso l'asse longitudinale, è formato da una serie di triangoli equilateri ad angoli smussati. Questa tipologia di profilo, chiamata anche ISO, è basata sul Sistema Internazionale, quindi è riconosciuta ed utilizzata in tutti i paesi che lo adottano. Le viti metriche sono disponibili con passo grosso o fine; le prime sono le più diffuse e vengono indicate dalla lettera M e da un numero che rappresenta il diametro nominale in millimetri; quelle a passo fine sono segnalate da una "x" dopo la M e il valore del diametro.

Le varie tipologie di viti metriche

Dopo una piccola distinzione in base al passo, ovvero la distanza che intercorre tra due filettature, vediamo di fare chiarezza sui numerosi modelli di viti metriche esistenti. La testa, innanzitutto, può essere esagonale, cilindrica, svasata, bombata, tonda, oppure può non esserci del tutto. Sopra alla testa si può imprimere un taglio, denominato innesto, per facilitarne l'inserimento tramite cacciavite. La lunghezza della vite metrica è molto variabile e dipende sia dalla casa produttrice che dall'utilizzo a cui è designata: una vite corta è migliore per materiali fragili, mentre una vite metrica lunga serve in caso sia necessaria una resistenza maggiore in un materiale più durevole.

Domande frequenti

  • Come si leggono e distinguono le sigle sulle viti metriche?
    La lettura della sigla segue uno standard internazionale preciso. Il prefisso 'M' indica il diametro nominale della vite espresso in millimetri; ad esempio, una vite M8 ha un diametro di 8 mm. Per distinguere il tipo di filettatura, si osserva ciò che segue il diametro. Se è presente solo il numero, come in M5, si tratta di un passo grosso, il più comune nel fai-da-te. Se invece compare una 'x' seguita da un altro numero, come M5x0.8, significa che la vite ha un passo fine, ovvero le filettature sono più ravvicinate. Questa distinzione è fondamentale per garantire la corretta tenuta meccanica del giunto.
  • Quando è preferibile usare viti a passo grosso rispetto a quelle a passo fine?
    La scelta dipende principalmente dal materiale in cui si inserisce la vite. Le viti a passo grosso, più diffuse e riconoscibili dalla semplice dicitura M seguita dal diametro, offrono una rapida penetrazione e sono ideali per legni teneri, plastiche o materiali poco densi dove serve velocità di montaggio. Al contrario, le viti a passo fine, identificate dalla 'x', hanno una filettatura più stretta che garantisce una presa più solida e resistente alle vibrazioni. Si raccomandano per metalli, materiali fragili o quando è richiesta una maggiore tenuta nel tempo senza rischiare di spaccare il pezzo da fissare.
  • Come scegliere la lunghezza giusta della vite metrica?
    La lunghezza della vite deve essere commisurata allo spessore del materiale da forare e alla sua durezza. In generale, la vite deve penetrare sufficientemente nel supporto per garantire stabilità. Per materiali fragili o sottili, come cartongesso o legno tenero, è meglio optare per viti corte per evitare che attraversino il materiale o lo spacchino. Al contrario, per materiali durevoli e spessi, come metallo o legno massiccio, servono viti più lunghe per assicurare una resistenza meccanica adeguata. Una regola pratica è che la parte filettata debba impegnarsi per almeno il doppio dello spessore del primo strato di materiale.
  • Quali sono i tipi di testa e innesto più comuni nelle viti metriche?
    Esistono diverse forme di testa che influenzano l'estetica e la funzione del fissaggio. La testa esagonale richiede una chiave inglese o a brugola, offrendo grande coppia di serraggio. La testa cilindrica o bombata è spesso usata con innesti a croce (Phillips) o Pozidriv per cacciaviti elettrici, garantendo un aspetto pulito. La testa svasata permette alla vite di affondare a filo con la superficie, ideale per finiture estetiche. L'innesto, ovvero la scanalatura sulla testa, varia da croce singola a doppia croce o esagonale interno; la scelta dipende dallo strumento disponibile e dalla necessità di trasmettere coppia senza slittare durante il avvitamento.