Casapratica.org · guide e consigli pratici
Piante · Orto sul balcone

Coltivazione cavoli

Aggiornato il 07 marzo 20173 capitoli4 domande frequenti
Cavoli

Il cavolo

Il Cavolo appartiene alla famiglia delle Brassicacae o Cruciferae, da cui deriva anche la verza.Molteplici sono le varietà che esistono in natura: ci sono, infatti, i cavoli ricci, i cavoli neri, i cavoli rossi, i cavoli cappucci, i broccoli ed i cavolfiori.Le modalità di coltivazione cavoli è simile per tutte le specie. La caratteristica peculiare di questo ortaggio è l'emanazione, a cottura ultimata, di un cattivo odore, dovuto all'enorme contenuto di composti di zolfo presenti nelle sue foglie.Ma, oltre allo zolfo, il cavolo contiene numerosi altri minerali (come il calcio, il fosforo, il rame ed il selenio) ed una grandissima quantità di vitamine, soprattutto quelle del tipo B.La coltivazione cavoli è diffusa in tutte le zone temperate del Mondo ed è comunissima anche in Italia.

Coltivazione cavoli

La coltivazione cavoli prevede diversi passaggi.Si inizia con la semina, in una posizione aperta e soleggiata ma riparata. Se il terreno fosse eccessivamente asciutto, bisognerà irrigare per bene.Andranno segnati dei piccoli solchi di circa 2,5 cm e occorrerà seminare rado. I semi di cavolo germoglieranno all'incirca dopo 2 settimane. Trascorse 6 o 7 settimane dalla semina, quando le piantine raggiungeranno i 10-15 cm ed avranno già 3-4 foglie, si procederà al trapianto.Il terreno di trapianto andrà abbondantemente irrigato. Le irrigazioni dovranno continuare fino al completo attecchimento con 1dl di acqua al giorno per piantina. Dopo, per una buona coltivazione cavoli, l'irrigazione dovrà essere costante, fornendo 2,5-3,75 cm di acqua a settimana. Se piove, le annaffiature saranno diradate.

I disturbi comuni della pianta di cavolo

La coltivazione cavoli non è difficile marichiede dedizione ed una attenta sorveglianza.Una buona coltivazione cavoli prevede, in realtà, anche la cura delle molteplici malattie che potrebbero attaccare la pianta.Tra queste vi è l'ernia del cavolo, un'infezione che provoca delle escrescenze sulle radici, impedendo l'assorbimento della giusta nutrizione.In questo caso occorre strappare le piante infette dalle radici e buttarle, aumentando l'alcalinità del suolo con della calce idrata in autunno, e stendendo della plastica trasparente sul terreno infetto quando c'è il sole: si creerà, così, un effetto serra che ucciderà il fungo.Un'altra malattia di comunissimo riscontro è il cancro del fusto che causa lesioni nelle foglie: per prevenzione sarà bene effettuare una rotazione della colture.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per seminare e trapiantare i cavoli?
    La semina va effettuata in una posizione soleggiata ma riparata, creando solchi profondi circa 2,5 cm e seminando in modo rado. I semi impiegano circa due settimane per germinare. Il trapianto si esegue dopo 6-7 settimane dalla semina, quando le piantine hanno raggiunto i 10-15 cm di altezza e possiedono almeno 3-4 foglie vere. È fondamentale irrigare abbondantemente il terreno prima del trapianto e mantenere un'annaffiatura quotidiana (circa 1 decilitro per piantina) fino a quando le piante non si sono completamente attecchite nel nuovo substrato.
  • Quanta acqua devono ricevere i cavoli durante la crescita?
    L'umidità del terreno è cruciale per i cavoli, che non temono il freddo ma soffrono la siccità. Una volta attecchite, le piante richiedono un'irrigazione costante e regolare. L'apporto idrico ideale corrisponde a circa 2,5-3,75 centimetri di acqua a settimana. Se le precipitazioni naturali sono sufficienti, è possibile diradare le annaffiature manuali per evitare ristagni. Mantenere il terreno costantemente umido favorisce uno sviluppo sano delle teste e previene stress vegetativi, garantendo raccolti più abbondanti e di migliore qualità.
  • Come si combatte l'ernia del cavolo?
    L'ernia del cavolo è un'infezione fungina che causa escrescenze radicali, bloccando l'assorbimento dei nutrienti. Se individui piante infette, devi rimuoverle immediatamente dal suolo, radici comprese, e smaltirle correttamente per evitare la diffusione. Per disinfettare il terreno, aumenta l'alcalinità applicando calce idrata in autunno. Un metodo efficace è stendere della plastica trasparente sul suolo infetto durante le giornate di sole: l'effetto serra creato dall'alzatura termica sotto la plastica ucciderà le spore del fungo, sanificando il terreno per le prossime coltivazioni.
  • Quali sono i principali rischi fitosanitari e come prevenirli?
    Oltre all'ernia radicale, il cavolo è soggetto al cancro del fusto, una patologia che causa lesioni evidenti sulle foglie. La strategia preventiva più efficace contro entrambe le malattie è la rotazione delle colture. Non coltivare mai cavoli o altre brassicacee (come verze, broccoli o rucola) nello stesso appezzamento di terreno per anni consecutivi. Questo interrompe il ciclo vitale dei patogeni specifici che si accumulano nel suolo. Inoltre, monitora attentamente lo stato delle piante: un'osservazione regolare ti permette di intervenire tempestivamente sui primi sintomi, salvaguardando l'intero raccolto.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche