Esempi di talee per bonsai

Cura bonsai

Bonsai talea

Dar vita ad un bonsai da una talea è possibile: il procedimento non è per nulla complesso, bensì anche alla portata di chi non ha il pollice verde.

di Redazione

17 febbraio 2016

Come creare un bonsai da una talea

Per creare un bonsai da una talea la prima cosa da fare sarà preparare la base per la prima fase di sviluppo. Servirà quindi una cassetta di polistirolo a cui si praticheranno dei fori lungo tutto il perimetro, per evitare ristagni d’acqua. La base della cassetta andrà riempita di argilla espansa, sopra alla quale andrà posizionato un impasto di sabbia e torba. Sulla superficie andrà poi spruzzato del disinfettante radicale che proteggerà la talea da possibili infezioni. A questo punto si dovrà scegliere proprio la talea: la si ricercherà anche tra gli scarti di potatura, dovrà presentare almeno una gemma o qualche foglia ed essere lunga almeno 10 cm. La base della talea andrà intinta in ormoni radicanti e poi infilata nella cassetta. Non rimarrà che premere leggermente la terra attorno al ramo ed annaffiare leggermente.

La seconda fase di sviluppo

Avrà ora inizio la seconda fase di sviluppo, ovvero quella in cui la talea comincerà a fortificarsi. In questa fase si dovrà cercare di muovere il meno possibile la cassetta in polistirolo, in modo da non rompere le radici che via via si formeranno. Il terreno dovrà essere mantenuto costantemente umido, ma al riparo da piogge. Dopo 15 giorni si potrà cominciare a fertilizzare in modo leggero, senza eccedere nelle dosi. La talea continuerà pian piano a crescere, ma se cominciano a formarsi troppe foglie bisognerà intervenire potandone alcune: le foglie, infatti, sono un chiaro segnale che la talea non sta lavorando sotto terra, cosa invece indispensabile. Potandole, quindi, si riporteranno in attività le radici. Con l’arrivo della primavera si potrà procedere con il rinvaso in quello che sarà l’effettivo contenitore del bonsai. Il vaso non dovrà essere molto grande, dato che l’esemplare maturo dovrà lavorare solo in superficie e non nelle radici. Infine optate per un vaso in terracotta.

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Domande frequenti

  • Quali sono i materiali essenziali per preparare il substrato iniziale?
    Per avviare la radicazione di un bonsai da talea, occorrono una cassetta di polistirolo dotata di fori di drenaggio laterali e inferiori per evitare ristagni idrici. Sul fondo va steso uno strato di argilla espansa come drenaggio, mentre il livello superiore deve essere riempito con un mix equilibrato di sabbia e torba. Prima di inserire la talea, è fondamentale irrorare la superficie con un disinfettante radicale per prevenire infezioni fungine e garantire un ambiente sano per lo sviluppo delle nuove radici.
  • Come si seleziona e prepara correttamente la talea?
    La talea ideale può essere recuperata dagli scarti di potatura e deve avere una lunghezza minima di 10 centimetri, presentando almeno una gemma attiva o alcune foglie sane. Una volta prelevata, la base del taglio va immersa negli ormoni radicanti per stimolare la formazione delle radici. Successivamente, la talea viene inserita nel substrato preparato, premendo delicatamente il terreno circostante per assicurarla, e annaffiata leggermente per stabilizzarla senza causare danni meccanici alle cellule ancora fragili.
  • Quanto tempo ci vuole per vedere i primi risultati?
    I primi segni di radicamento solitamente compaiono dopo circa 15 giorni dall'inserimento nel substrato. Durante queste prime settimane, è cruciale mantenere il terreno costantemente umido ma mai zuppo, proteggendo la cassetta dalle piogge dirette per non alterare l'umidità controllata. Si può iniziare una fertilizzazione leggera dopo quindici giorni, facendo attenzione a non eccedere con le dosi. È importante non spostare la cassetta durante questo periodo per evitare di interrompere la fragile crescita delle nuove radici.
  • Perché bisogna potare le foglie durante la fase di radicazione?
    Un'eccessiva presenza di foglie indica che la pianta sta investendo energie nella parte aerea anziché nello sviluppo radicale, che è prioritario in questa fase. Se notate troppe foglie, intervenite potandone alcune: questo stress controllato costringe la talea a riallocare le risorse verso il sistema radicale sottoterra. Mantenere un equilibrio tra chioma e radici è essenziale; senza radici sufficienti, la pianta non potrebbe sostenere un apparato fogliare troppo ampio, rischiando il disseccamento.
  • Quando e come effettuare il primo rinvaso definitivo?
    Il rinvaso nell'effettivo vaso da bonsai avviene generalmente con l'arrivo della primavera, quando la talea si è sufficientemente fortificata. Il vaso scelto non deve essere molto grande, poiché il bonsai maturo sviluppa principalmente radici superficiali e non profonde. Si consiglia optare per un vaso in terracotta, materiale poroso che favorisce la traspirazione del suolo e aiuta a regolare l'umidità. Questo passaggio segna il passaggio dalla fase di allevamento iniziale alla cura specifica del bonsai.