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Calce viva

Aggiornato il 20 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Roccia calcarea

Cos'è la calce viva

La calce viva è nota dai tempi più remoti. Fenici e romani la conoscevano e la utilizzavano come materiale da costruzione. La calce si ricava portando ad alte temperature le rocce calcaree. Queste vengono frantumate in modo grossolano ed inserite in fornaci che le portano ad una temperatura tra i 900°C e 1.100°C. In questo modo, in un tempo di circa dieci ore, le rocce subiscono un processo chimico che le libera dall'anidride carbonica, le alleggerisce e le porta a sbiancarsi e ad assumere una consistenza porosa. Il processo si chiama calcinazione e trasforma il calcare in calce viva, altrimenti detta ossido di calcio. La calce viva può essere trasformata in calce spenta, o idrossido di calcio, tramite aspersione o immersione. Il primo procedimento si effettua utilizzando un complesso impianto di spegnimento. Si ottiene calce idrata, ovvero una finissima polvere che nella sua forma più pura è il "fiore di calce", mentre quella più grezza diventa calce da costruzione. Il processo di spegnimento della calce viva che prevede l'immersione porta ad un prodotto meno pregiato rispetto alla calce spenta derivante da aspersione, ma più semplice da ottenere.

La calce viva in commercio

La calce viva viene commercializzata in piccole pietre chiare, così come si presentano dopo il processo di calcinazione, oppure le pietre sono ridotte in polvere o grani e conservate in contenitori, sacchetti o sacchi ermetici. La calce viva è infatti un materiale molto igroscopico, e cioè capace di assorbire velocemente le molecole d'acqua presenti nell'ambiente. Per questo motivo la sua conservazione deve essere accurata, garantendo un perfetto isolamento dall'aria. La calce viva è disponibile in polveri da 0 a 3 millimetri, in granuli di 3 millimetri oppure in zolle che vanno dagli 8 ai 40 millimetri. Si può acquistare la calce viva dai rivenditori di materiale per l'edilizia e nei negozi che vendono prodotti per l'agraria. Per trasformarla in calce spenta e utilizzarla per molteplici scopi è sufficiente bagnarla con acqua, prestando la dovuta attenzione ed utilizzando tutte le cautele del caso.

Impieghi della calce viva

La calce viva è usata in diversi settori, principalmente quello agrario ed edilizio, ma è anche un valido disinfettante. In agricoltura la calce è utilizzata per correggere il pH di terreni troppo acidi. Sono poche le colture che preferiscono i terreni acidi, la maggior parte cresce al meglio in terreni che hanno la giusta percentuale di acidità e la calce è un ottimo correttore. Un impiego della calce è quello di correggere l'acidità delle acque; si utilizza per la depurazione delle acque reflue o industriali e per la potabilizzazione delle acque. Per il pollame, la calce aiuta nella formazione del guscio delle uova. Con la calce si disinfettano gli ambienti e si usa come sbiancante o come candeggiante, ma un utilizzo importante è quello di rivestimento delle buche in cui vengono infossate carcasse di animali. Con la calce si stabilizzano i terreni argillosi dei sottofondi stradali o ferroviari, ma viene impiegata anche per la produzione della carta.

Precauzioni per l'utilizzo

La calce viva è un prodotto potenzialmente pericoloso, se non usato con tutte le precauzioni del caso. È un materiale alcalino e caustico e il contatto con la pelle può provocare ustioni. Se alla calce viene aggiunta acqua in misura non sufficiente ad assorbire il calore che viene prodotto, si può avere un'ebollizione che porta alla produzione di schizzi bollenti ed ustionanti. Quando si utilizza la calce viva è raccomandato indossare indumenti impermeabili, dei guanti adeguati ed occhiali protettivi di buona qualità. Se inalato, l'idrossido di calcio derivato dalla calce viva in calce spenta provoca difficoltà respiratorie, ipotensione, alterazioni del sangue e emorragie gastriche. Sono sintomi pericolosi che richiedono trattamenti tempestivi. In generale, la calce può essere definita un materiale eco - compatibile, ma la sua produzione impiega un considerevole consumo di energia di combustione e produce emissioni nocive nell'aria, come polveri ed anidride carbonica.

Domande frequenti

  • Come si trasforma la calce viva in calce spenta in modo sicuro?
    La trasformazione avviene attraverso il processo di 'spegnimento', che consiste nell'aggiungere acqua all'ossido di calcio. Esistono due metodi principali: l'aspersione, che richiede impianti complessi e produce una polvere fine e pregiata chiamata 'fiore di calce', e l'immersione, più semplice ma che genera un prodotto meno raffinato. Durante questa operazione si sviluppa una grande quantità di calore; è fondamentale aggiungere acqua a sufficienza per evitare l'ebollizione improvvisa dello stesso, che causerebbe schizzi bollenti estremamente pericolosi. L'operazione va eseguita sempre indossando protezioni adeguate.
  • Quali sono i rischi per la salute durante la manipolazione della calce viva?
    La calce viva è un materiale alcalino e caustico che può causare gravi ustioni cutanee al contatto diretto. Inoltre, l'aggiunta di acqua insufficiente può generare vapore e schizzi bollenti. L'inalazione delle polveri, specialmente quando si trasforma in idrossido di calcio (calce spenta), provoca sintomi gravi come difficoltà respiratorie, ipotensione, alterazioni del sangue ed emorragie gastriche. Per questi motivi, è obbligatorio utilizzare indumenti impermeabili, guanti resistenti e occhiali protettivi di alta qualità per schermare occhi e vie respiratorie durante ogni fase di lavorazione.
  • In quali ambiti agricoli e ambientali viene utilizzata la calce viva?
    Nel settore agricolo, la calce viva è essenziale per correggere il pH di terreni eccessivamente acidi, favorendo la crescita della maggior parte delle colture. Viene inoltre impiegata per migliorare la formazione del guscio nelle uova di pollame. A livello ambientale, svolge un ruolo cruciale nella depurazione delle acque reflue e industriali e nella potabilizzazione, grazie alla sua capacità di neutralizzare l'acidità. Un altro uso specifico riguarda la disinfezione degli ambienti e lo sbiancamento, oltre alla pratica tradizionale di ricoprire le fosse per la sepoltura delle carcasse animali, dove agisce come potente disinfettante e acceleratore di decomposizione.
  • Come deve essere conservata la calce viva per mantenerne le proprietà?
    La calce viva è fortemente igroscopica, il che significa che assorbe rapidamente l'umidità presente nell'aria, iniziando a trasformarsi spontaneamente in calce spenta e perdendo efficacia. Per preservarne le caratteristiche originali, deve essere stoccata in contenitori ermetici, sacchi sigillati o imballaggi specifici che garantiscano un isolamento totale dall'atmosfera. Una volta aperta la confezione, il materiale dovrebbe essere utilizzato immediatamente o nuovamente chiuso con cura. La disponibilità commerciale offre diverse forme, da polveri fini a granuli o zolle, ma la regola della tenuta stagna rimane valida per qualsiasi formato acquistato.
  • Qual è l'impatto ambientale della produzione e dell'uso della calce?
    Sebbene il prodotto finale sia considerato ecocompatibile e biodegradabile, il processo industriale di produzione della calce viva ha un impatto significativo. La calcinazione del calcare richiede il riscaldamento delle rocce a temperature comprese tra 900°C e 1.100°C per circa dieci ore, comportando un elevato consumo di energia combustibile. Questo processo rilascia nell'atmosfera anidride carbonica e polveri sottili, contribuendo alle emissioni inquinanti. Pertanto, pur essendo un materiale naturale e utile per applicazioni sostenibili come la correzione del suolo, la sua filiera produttiva presenta criticità energetiche e climatiche da considerare.

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