Mappe e visure

Riforma del catasto

La riforma del catasto, come è ormai noto, entrerà in pieno vigore entro il 2018, e imposterà nuovi parametri per calcolare la rendita di un immobile.

di Redazione

21 marzo 2017

Lo spauracchio della riforma del catasto

La riforma del catasto, con alcuni passaggi che erano già stati approvati nel corso del 2016, entrerà pienamente a regime nel corso del 2018. Questa riforma apporterà modifiche notevoli per il calcolo della rendita catastale: ad esempio un importante cambiamento riguarda il calcolo dai vani ai metri quadri (anche tramite la visura catastale online), e in molti tra addetti ai lavori e non scommettono che questa modifica apporterà un aumento della tassazione sugli immobili.Allo stato attuale c'è una distinzione tra immobili situati all'interno di un centro storico o di un'altra area pregiata e immobili in periferia per quanto concerne il calcolo della rendita catastale.Successivamente, dalla rendita catastale calcolabile attraverso la visura catastale online è possibile ottenere l'esatto valore catastale.

I cambiamenti della riforma del catasto

Il problema delle norme introdotte dalla riforma del catasto non è riferibile solo al possibile e probabile aumento della tassazione sugli immobili, ma anche dalla poca chiarezza di molti passaggi.Una cosa tuttavia è certa: il valore delle rendite catastali degli ultimi dieci anni è rimasto costante, mentre i valori degli immobili sono diminuiti in modo impressionante.Nel corso del 2018 il cambiamento maggiore riguarderà la determinazione del valore dei beni immobili secondo i parametri fiscali: si passerà infatti dal numero dei vani dell'immobile al valore commerciale attuale e ai metri quadrati dello stesso.L'intenzione alla base della riforma del catasto è quella di non aumentare la tassazione, ma è difficilissimo credere che gli enti locali accetteranno di non aumentare il gettito a loro favore.

Il nuovo calcolo delle aliquote con la riforma del catasto

Le aliquote relative alla tassazione degli immobili conseguenti alla riforma del catasto non solo non saranno riviste al ribasso, ma anzi rischieranno di subire un ulteriore balzo in alto.Questa situazione di incertezza sarà molto probabilmente risolta da una campagna informativa da parte dei Comuni di appartenenza, rivolta a chiarire i dubbi dei cittadini e delle imprese.Un ulteriore punto di domanda riguardo agli aspetti fiscali della riforma del catasto e ai nuovi parametri apportati è relativo alla superficie: non è infatti chiaro se ci saranno variazioni sui valori derivanti dalla planimetria del catasto online, o se invece saranno apportate modifiche e correzione in base alla tipologia di destinazione.Si trattano di interrogativi che potranno essere chiariti solamente con la piena entrata in regime della riforma.

Domande frequenti

  • Come cambierà il calcolo della rendita catastale dopo la riforma?
    La riforma introduce un passaggio fondamentale dal vecchio sistema basato sul numero dei vani a uno nuovo fondato sui metri quadri e sui valori commerciali attuali degli immobili. Questo metodo mira a riflettere più fedelmente il reale valore di mercato della proprietà rispetto alle vecchie categorie catastali. Di conseguenza, il calcolo della rendita non dipenderà più esclusivamente dalla volumetria interna, ma dall'estensione superficiale e dalle caratteristiche zonali, aggiornando i parametri fiscali per adeguarli alla realtà economica corrente.
  • È vero che la riforma causerà un aumento delle tasse sugli immobili?
    Molti esperti temono un aumento della tassazione, poiché le rendite catastali degli ultimi decenni sono rimaste ferme mentre i valori immobiliari sono cambiati drasticamente. Sebbene l'intento dichiarato della norma sia mantenere stabile il carico fiscale, gli enti locali potrebbero vedere nella revisione un'opportunità per incrementare il proprio gettito. In pratica, l'adeguamento ai valori di mercato potrebbe tradursi in una rivalutazione delle basi imponibili, portando potenzialmente a imposte più alte per molti proprietari, specialmente nelle aree urbane.
  • Cosa cambia per le abitazioni nei centri storici rispetto alla periferia?
    Precedentemente esisteva una netta distinzione nel calcolo della rendita tra immobili in zone pregiate o centri storici e quelli in periferia. Con la nuova normativa, questa differenziazione viene superata a favore di criteri uniformi basati sui metri quadri e sui valori commerciali effettivi. Tuttavia, il valore commerciale stesso varia naturalmente in base alla zona: quindi, pur cambiando il metodo di calcolo, le case nei centri storici continueranno ad avere una rendita più alta rispetto a quelle periferiche, semplicemente perché il mercato immobiliare locale ha valori medi superiori.
  • Come influirà la riforma sulla superficie dichiarata in planimetria?
    Un punto ancora oggetto di chiarimento normativo riguarda il trattamento della superficie catastale. Non è immediatamente evidente se verranno applicate correzioni dirette ai valori derivanti dalle planimetrie esistenti o se si terrà conto della specifica destinazione d'uso dell'immobile. È probabile che i Comuni dovranno fornire indicazioni precise su eventuali variazioni tecniche necessarie. Fino alla piena entrata in vigore, i proprietari dovrebbero verificare la coerenza tra planimetria e realtà fisica, poiché il nuovo sistema punisce maggiormente le discrepanze tra superficie dichiarata e valore commerciale.
  • Quali sono le implicazioni sulle aliquote fiscali previste dalla riforma?
    Le aliquote relative alla tassazione degli immobili non subiranno riduzioni; al contrario, c'è il rischio concreto che aumentino ulteriormente. La riforma non prevede meccanismi automatici di abbattimento delle percentuali di imposta. L'incertezza generata da questi cambiamenti richiede attenzione: i Comuni sono chiamati a svolgere campagne informative per spiegare ai cittadini e alle imprese come verranno applicate le nuove regole. Senza una chiara comunicazione ufficiale, i contribuenti potrebbero trovarsi davanti a bollette fiscali inaspettate dovute alla ridefinizione dei parametri di calcolo.