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Lampadina ad incandescenza

Aggiornato il 28 marzo 20173 capitoli5 domande frequenti
lampadina ad incandescenza accesa a bassa tensione

Come funziona una lampadina ad incandescenza

La lampadina ad incandescenza è una fonte di illuminazione che basa il suo funzionamento sulla luce prodotta dal riscaldamento di un filamento metallico ad alte temperature, tramite il passaggio al suo interno di una corrente elettrica. Generalmente il filamento è composto da tungsteno, il quale emette radiazioni luminose se portato alla temperatura di almeno 2700° Kelvin. A questa temperatura il tungsteno aumenta la propria resistenza elettrica, così che il passaggio della corrente si stabilizza. Il filamento è posto all'interno di un bulbo di vetro riempito con un gas nobile a bassissima pressione. Si preferisce utilizzare un gas nobile sia per migliorare l'efficienza della lampada, sia per evitare implosioni o annerimenti del vetro. Durante il funzionamento il tungsteno tende a sublimare a causa delle alte temperature, così il filamento diventa progressivamente sempre più fine. Generalmente dopo un periodo di 1000 ore il filamento si spezza e la lampadina andrà sostituita.

Vantaggi e svantaggi

Nonostante la sua invenzione risalga a più di cento anni fa la lampadina ad incandescenza presenta ancora alcuni vantaggi. In primo luogo i costi di questo tipo di lampada sono nettamente inferiori rispetto a quelli di lumi più efficienti e la luce che produce è immediata e di ottima qualità. Nonostante ciò dal 2009 la produzione di lampadine a incandescenza è vietata all'interno dell'Unione Europea, in quanto sono considerate troppo inefficienti. Infatti solamente il 5% dell'elettricità consumata viene convertita in radiazione luminosa, mentre il restante viene disperso sotto forma di calore. Per questo motivo il vetro delle vecchie lampadine non doveva essere toccato durante il funzionamento, in quanto poteva provocare un'ustione. Altro difetto è la durata della loro vita, che non supera le 1000 ore a causa della sublimazione del tungsteno durante il funzionamento, che rende il filamento sempre più fragile e sottile.

Evoluzione tecnologica

Negli anni la lampadina ad incandescenza ha subito dei miglioramenti che hanno portato ad un aumento dell'efficienza e della durata. La principale innovazione è data dall'introduzione all'interno del bulbo di un gas alogeno, come lo iodio, il quale permette al filamento di raggiungere temperature più elevate, emettendo così maggiore luce, e di rallentare la sublimazione del tungsteno. Ciò avviene poiché sublimando il tungsteno si lega al gas alogeno e il composto si rideposita sul filamento, rallentando il suo logoramento. Così l'efficienza di una lampada alogena è quattro volte superiore a quella di una lampadina tradizionale, e la sua durata di impiego supera le 4000 ore. Tuttavia le lampadine alogene hanno il difetto di emettere dei raggi ultravioletti, dannosi per l'occhio e la pelle umana. Questo è dovuto all'uso del quarzo nella costruzione del bulbo, il quale resiste meglio alle alte temperature, ma non riesce a schermare tali raggi. Per ovviare al problema basterà schermare la luce di queste lampade con del vetro, oppure ricorrere ai nuovi modelli che presentano dei materiali schermanti già nel bulbo.

Domande frequenti

  • Perché le lampadine a incandescenza tradizionali sono state bandite nell'Unione Europea?
    Le lampadine a incandescenza classiche sono state vietate dalla normativa europea a partire dal 2009 principalmente per motivi di efficienza energetica. Queste lampade convertono solo il 5% dell'energia elettrica consumata in luce visibile, disperdendo il restante 95% sotto forma di calore residuo. Questo spreco energetico le rende incompatibili con gli obiettivi di risparmio elettrico e riduzione delle emissioni di CO2. Di conseguenza, la produzione e la vendita di questi modelli standard sono state progressivamente eliminate per favorire tecnologie più efficienti come LED e CFL, pur lasciando spazio a versioni speciali o alogene che offrono prestazioni superiori.
  • Qual è la differenza principale tra una lampadina a incandescenza tradizionale e una alogena?
    La differenza fondamentale risiede nella composizione del gas all'interno del bulbo e nei materiali utilizzati. Mentre la lampadina tradizionale contiene gas nobili a bassa pressione, quella alogena utilizza un gas alogeno (come lo iodio) che attiva un ciclo chimico. Questo ciclo permette al tungsteno evaporato dal filamento di depositarsi nuovamente sullo stesso, rallentandone il consumo. Di conseguenza, le lampade alogene raggiungono temperature più elevate, emettono più luce e durano fino a 4000 ore contro le 1000 delle tradizionali, offrendo un'efficienza quadrupla. Inoltre, spesso impiegano vetri al quarzo per resistere al calore intenso.
  • È sicuro toccare il vetro di una lampadina accesa?
    No, non è assolutamente sicuro toccare il vetro di una lampadina a incandescenza o alogena mentre è accesa o appena spenta. Poiché il 95% dell'energia viene dissipata in calore, il bulbo può raggiungere temperature elevatissime, sufficienti a causare gravi ustioni cutanee al semplice contatto. Anche dopo lo spegnimento, il vetro rimane caldo per diversi minuti. È quindi fondamentale attendere il completo raffreddamento prima di maneggiarle per la sostituzione. Questa caratteristica termica è uno dei principali svantaggi storici di questa tecnologia rispetto alle moderne lampade a LED, che restano quasi fredde.
  • Cosa sono i raggi UV nelle lampade alogene e come proteggersi?
    Le lampade alogene possono emettere raggi ultravioletti (UV) dannosi per occhi e pelle perché il bulbo è realizzato in quarzo, materiale trasparente anche agli UV e resistente al calore estremo. L'esposizione diretta prolungata a questi raggi può causare affaticamento visivo o danni cutanei. Per mitigare il rischio, si consiglia di schermare la luce utilizzando paralumi o vetri filtranti specifici. Molti produttori moderni integrano già strati protettivi nel bulbo o nello sportello della lampada per bloccare gli UV. Se utilizzi lampade alogene nude, evita di fissarle direttamente e mantieni una distanza di sicurezza durante l'uso.
  • Quanto dura mediamente una vecchia lampadina a incandescenza?
    Una classica lampadina a incandescenza ha una durata media di circa 1000 ore di utilizzo effettivo. Questo limite è dettato dal processo fisico di sublimazione del filamento in tungsteno: col passare del tempo e delle alte temperature, il metallo evapora gradualmente, assottigliandosi finché non si rompe definitivamente interrompendo il circuito. Una volta rotto il filamento, la lampadina va necessariamente sostituita. Rispetto alle alternative moderne, questa durata è molto breve; ad esempio, le alogene arrivano a 4000 ore, mentre i LED possono superare le 25.000-50.000 ore, rendendo le incandescenti obsolete per l'uso quotidiano.

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