Suggestivo campo di lavanda

Giardino

Coltivazione lavanda

La coltivazione della lavanda, tutt'altro che difficoltosa, regala splendide piante e tutti i vantaggi che l'essenza dei fiori offre.

di Redazione

09 dicembre 2015

La lavanda: una pianta conosciuta da millenni

La lavanda appartiene alla famiglia delle Lamiaceae; è un arbusto perenne che cresce anche spontaneo sulle Alpi e sugli Appennini. Era conosciuta già dagli Egizi e dagli antichi Romani, che la utilizzavano sia per lavare il corpo e gli abiti, sia per l'essenza profumata che ne ricavavano. Non solo: la lavanda è ricca di proprietà terapeutiche utilizzate da sempre. Antisettica, rilassante, battericida, analgesica, diuretica, cicatrizzante, sedativa, ma anche efficace per tenere lontani gli insetti e per ottenere lozioni detergenti per il corpo ed i capelli, la lavanda non ha mai visto diminuire la sua notorietà. Negli ultimi tempi la coltivazione biologica di questa pianta è sempre più praticata. Il suo nome forse deriva dal latino 'lavare', ma il luogo d'origine dell'arbusto è incerto: forse il Nord Africa, o forse l'Arabia, ma cresce facilmente in tutto il bacino del Mediterraneo. Di certo, però, il luogo che immediatamente viene alla mente parlando di lavanda, è la Provenza, nel sud della Francia. Qui i campi di lavanda fioriti sono uno spettacolo di incredibile fascino, così belli da costituire una grande attrattiva del territorio.

La coltivazione della lavanda

Sia in giardino, che in terrazzo o sul balcone, una pianta di lavanda può crescere con poche cure, regalando benefici estetici dovuti alla sua bellezza, e pratici, per le proprietà dei suoi fiori e del suo profumo. L'arbusto di lavanda predilige i terreni aridi e sassosi, meglio se calcarei. Il drenaggio, come per molte piante, è importante e deve essere efficiente, per evitare ristagni che farebbero soffrire la pianta. Le posizioni soleggiate sono le migliori e permettono splendide fioriture. I fiori, nel tipico colore violaceo, sono riuniti in spighe e compaiono in estate. Le principali e più conosciute varietà sono la lavanda Officinalis, detta anche 'vera', la lavanda Angustifolia e la lavanda Latifolia, ma ne esistono altre specie, più o meno profumate e resistenti al freddo. L'altezza degli arbusti varia dai 30 ai 90 centimetri; nei giardini sono utilizzati per delimitare i percorsi o per creare aiuole. Da citare i 'lavandini', ovvero gli ibridi di lavanda molto apprezzati per le spighe floreali più grandi e per la maggiore produzione di oli essenziali.

Le esigenze della lavanda

La coltivazione della lavanda non è molto impegnativa. Alcune varietà, come la Angustifolia, resistono bene anche a temperature piuttosto rigide; l'accortezza maggiore si deve avere con le annaffiature, che non devono essere troppo abbondanti. Le piante di lavanda non amano l'umidità, quindi il buon drenaggio è fondamentale. Anche la concimazione non è problematica; l'arbusto gradisce un apporto di nutrienti all'inizio della primavera che le permetterà una buona fioritura per tutta la stagione. Per quanto riguarda la potatura, la pianta di lavanda va cimata dopo la fioritura per eliminare gli steli sfioriti; se poco folta o debilitata, può essere potata più drasticamente in modo da rinvigorirla. Le spighe dei fiori vengono raccolte quando non sono del tutto fiorite, per ricavarne mazzetti che, racchiusi in sacchetti o intrecciati con sapienza, serviranno a profumare armadi, ambienti e biancheria. Da notare che non tutte le varietà hanno lo stesso profumo: molto intenso è l'aroma dell'Angustifolia, più delicato quello della lavanda Dentata, meno preferito quello leggermente canforato della Latifolia.

Moltiplicazione e malattie della lavanda

Un accorgimento da praticare quando ci si dedica alla coltivazione della lavanda è quella di propagarla per avere nuove piante, giovani e vigorose. La moltiplicazione può avvenire da seme o da talea. Nel caso si scelga di seminare, si sceglierà l'autunno per le zone a clima mite e la primavera per le altre località. La moltiplicazione per semi è piuttosto lunga e complicata; in genere si preferisce prelevare delle talee dalla pianta madre, legnose e lunghe circa 10 - 15 centimetri. I rametti possono essere recuperati durante la potatura della pianta; essi vanno interrati in un composto di torba e sabbia. Il vaso va coperto con plastica trasparente e si procederà come di consueto, facendo arieggiare ogni giorno, fino alla radicazione, che porterà alla comparsa di nuove foglie. Tra le malattie che possono colpire la lavanda ci sono i marciumi radicali e basali causati da funghi; le piante diventano grigie e non crescono. Vanno curate con appositi prodotti e la disinfestazione del terreno. Macchie chiare sulle foglie sono dovute alla Septoria, un fungo dannoso, da combattere diminuendo l'umidità e con fungicidi.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare la lavanda?
    La lavanda richiede irrigazioni moderate e ben distanziate, poiché teme fortemente i ristagni idrici che possono causare marciumi radicali. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio del terreno, preferibilmente arido, sassoso e calcareo. Innaffia solo quando il substrato è completamente asciutto, specialmente in estate; in inverno, riduci drasticamente o sospendi le annaffiature. L'eccesso di umidità è il nemico principale di questa pianta mediterranea.
  • Quando e come potare la lavanda?
    La potatura principale va eseguita subito dopo la fioritura estiva, eliminando gli steli sfioriti per mantenere la forma compatta. Se la pianta risulta rada o indebolita, puoi effettuare una potatura più drastica, tagliando fino a un terzo della vegetazione, ma evitando di toccare il legno vecchio e nudo, poiché la lavanda fatica a ricacciare da vecchie parti legnose. Una leggera cimatura aiuta a stimolare la crescita di nuovi getti fioriferi per l'anno successivo.
  • Qual è il miglior periodo per moltiplicare la lavanda?
    Il metodo più efficace e rapido è la moltiplicazione per talea, prelevando rametti legnosi lunghi 10-15 cm durante la potatura estiva. Inseriscili in un mix di torba e sabbia, copri il vaso con plastica trasparente per creare effetto serra e aerale quotidianamente fino alla radicazione. La semina è possibile in autunno nelle zone miti o in primavera altrove, ma è un processo lungo e complesso, meno consigliato rispetto alle talee per ottenere risultati sicuri.
  • Come prevenire le malattie fungine della lavanda?
    Le minacce principali sono i marciumi radicali e la Septoria. Per prevenirli, assicurati che il terreno sia ben drenato e evita l'umidità eccessiva sulle foglie. In caso di macchie chiare fogliari (Septoria), interveni con fungicidi specifici e migliora la circolazione dell'aria intorno alla pianta. Se noti ingiallimento generale e arresto della crescita (marciume), rimuovi le parti interessate e tratta il suolo con prodotti specifici, ricordando che la prevenzione tramite un corretto posizionamento soleggiato è la chiave.