Esempio di immobile in comodato

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Comodato d'uso

Mediante il comodato d'uso si offre la possibilità ad un'altra persona di usufruire di un proprio bene. Ecco come funziona e quali ne sono le norme.

di Redazione

31 agosto 2016

Il comodato d'uso

Il comodato d'uso è un contratto vero e proprio che si fa in ambito immobiliare. E' quello che viene chiamato contratto a titolo gratuito in quanto non è dovuto alcun canone come invece avviene per altre tipologie di contratto. Con questa formula, un soggetto (chiamato comodante) mette a disposizione di un altro soggetto un immobile per un determinato periodo di tempo, generalmente indicato nel contratto. Se non vi è una scadenza, il comodato d'uso viene definito precario. Ciò significa che il comodante può richiederne la restituzione in qualunque momento. Il comodato d'uso relativo agli immobili si stipula in forma scritta e necessita di registrazione entro 20 giorni dal momento in cui il contratto è stato fatto. Oggetto di comodato d'uso non sono soltanto gli immobili ma anche i beni mobili, come le autovetture, per cui si seguono bene o male le stesse regole.

Gli obblighi di legge per comodante e comodatario

Nonostante il comodato d'uso possa sembrare un tipo di contratto molto più semplice di tanti altri, esistono anche in questo caso degli obblighi di legge che sia il comodante che il comodatario devono rispettare. Il comodato, innanzitutto, non dona al beneficiario il diritto di proprietà sull'immobile ma solo il diritto di goderne per uso personale fino alla data indicata sul contratto. E' il codice civile a disciplinare le principali norme relative al comodato d'uso, in particolare l'articolo 1803. Per legge, il comodatario non può dare l'immobile a sua volta a terze persone a meno che il proprietario non sia d'accordo. in caso contrario si può pretendere l'annullamento del contratto e la restituzione del bene che deve essere comunque restituito appena il comodante lo richiede. Se il comodante muore si estingue il comodato d'uso se questo è di tipo precario.

Come si ripartiscono le spese relative all'immobile

Una domanda che molte volte ci si pone nel momento in cui si sente parlare di comodato d'uso di un'unità immobiliare è relativa al come si ripartiscono le spese relative all'immobile stesso tra chi lo offre e chi, invece, lo prende in consegna. In merito la legge parla chiaro. Le spese ordinarie spettano indubbiamente a quest'ultima figura, ovvero il comodatario. Le spese straordinarie rimangono sempre a carico del comodante che è sempre il legittimo proprietario del bene. Ma cosa accade con le tasse sull'immobile? A chi spettano? L'Imu spetta ai proprietari o usufruttuari, quindi di conseguenza va versata dal comodante. La Tasi dipende dalla durata del contratto. Se questo è superiore a 6 mesi viene divisa tra le due parti. Al comodatario spetta la quota decisa dal comune (10-30%). La tassa sui rifiuti (Tari) spetta solo al comodatario.

Le caratteristiche del contratto di comodato d'uso

Il contratto di comodato d'uso ha diverse caratteristiche. Esso è reale ovvero il suo perfezionamento avviene nel momento in cui il ben viene consegnato. Quando non è previsto alcun canone, il comodato d'uso è gratuito. Il comodato d'uso si può redigere anche in forma libera, ovvero a voce. Per quanto concerne, invece, le forme scritte queste sono richieste esclusivamente quando gli oggetti del comodato sono gli immobili. Si può, quindi, ad esempio evitare per beni come le automobili o i mezzi industriali. E' un contratto che si può definire di durata in quanto l'utilizzo del bene da parte del comodatario è protratto nel tempo. Infine, altra caratteristica riscontrabile è la sua unilateralità con effetti obbligatori in quanto spetta al comodatario non solo custodire il bene ma anche restituirlo (e in perfette condizioni) una volta scaduto il termine previsto dal contratto.

Il comodato d'uso dei beni mobili

Come si è già accennato, il comodato d'uso non riguarda solo i beni immobili ma esiste anche il comodato di beni mobili. Questi possono essere ad esempio, delle autovetture, dei motocicli, dei furgoni, fino anche alle macchine di tipo industriale (e per cui il comodato viene sempre più praticato).Le regole generali non cambiano rispetto al comodato relativo alle unità immobiliari, ma bisogna sicuramente sottolineare cosa accade in caso di danni subìti durante la circolazione del veicolo. In questo caso è diritto del comodatario avere il risarcimento ma non per la riparazione dei danni subiti dal veicolo ma semplicemente per il danno arrecato alla propria persona nel non poter usare l'oggetto il questione. Le spese di mantenimento del veicolo sono a carico del comodatario. RCA e tasse automobilistiche, invece, spettano al comodante, ovvero il legittimo proprietario.

L'imposta di Registro per il contratto di comodato d'uso

Nel comodato d'uso è prevista l'applicazione dell'Imposta di Registro per tutti quei contratti stipulati in Italia o all'estero. L'Imposta di Registro per il contratto di comodato d'uso non è prevista in tutti i casi di contratto verbale. Per quanto riguarda, invece, i contratti scritti è applicata sia per i beni mobili che per quelli immobili con parametri che differiscono di poco l'uno dall'altro. Per i beni immobili, infatti, è obbligatoria la scrittura privata autenticata (o l'atto pubblico) per cui il contratto va registrato entro 20 giorni (se l'immobile si trova in Italia) o 60 giorni (se si trova all'estero). L'imposta di registro è pari a 168 euro. Per i beni mobili, in caso di scrittura privata non autenticata si registra il contratto solo il caso di uso. Per gli atti pubblici o autenticati, tempi e cifre sono uguali al comodato di beni mobili.

Domande frequenti

  • Chi deve pagare Imu, Tasi e Tari durante un comodato d'uso?
    La ripartizione delle tasse dipende dal tipo di imposta e dalla durata del contratto. L'Imu spetta sempre al comodante (proprietario), poiché è il titolare della proprietà. La Tasi varia: se il comodato dura più di sei mesi, la quota principale rimane al proprietario, mentre una percentuale (solitamente tra il 10% e il 30%, stabilita dal Comune) spetta al comodatario; per periodi inferiori, l'onere ricade interamente sul proprietario. La Tari, essendo una tassa sui rifiuti legata all'effettivo utilizzo del servizio, è a totale carico del comodatario, che occupa l'immobile.
  • Posso subaffittare o cedere l'immobile dato in comodato a terzi?
    No, il comodatario non può cedere il bene a terze persone né sublocarlo senza l'espressa autorizzazione del comodante. Il contratto è strettamente personale e mira a soddisfare le esigenze specifiche del beneficiario. Qualsiasi tentativo di cessione non autorizzata costituisce violazione contrattuale grave, dando al proprietario il diritto di chiedere l'annullamento immediato del contratto e la restituzione del bene. È fondamentale verificare questa clausola nel contratto scritto per evitare contestazioni legali future sulla titolarità dell'uso.
  • Quali sono gli obblighi di manutenzione tra proprietario e utilizzatore?
    La distinzione legale è netta: le spese ordinarie di gestione e manutenzione (come piccole riparazioni, pulizie e consumi) sono a carico del comodatario. Le spese straordinarie, invece, che riguardano interventi strutturali o di grande riparazione sull'immobile, restano sempre a carico del comodante (proprietario). Inoltre, il comodatario ha l'obbligo di custodire il bene con la diligenza del buon padre di famiglia e restituirlo nelle stesse condizioni in cui lo ha ricevuto, salvo il normale deterioramento derivante dall'uso legittimo.
  • È obbligatorio registrare il contratto di comodato d'uso?
    Sì, per gli immobili la registrazione è obbligatoria entro 20 giorni dalla stipula. Il contratto deve essere redatto in forma scritta e registrato presso l'Agenzia delle Entrate, con un costo fisso di imposta di registro pari a 168 euro. Per i beni mobili (es. auto), la registrazione non è obbligatoria se il contratto è verbale, ma diventa necessaria se si opta per una scrittura privata autenticata o atto pubblico, specialmente per fini probatori o assicurativi. La mancata registrazione comporta sanzioni amministrative.
  • Cosa succede al comodato d'uso in caso di morte del proprietario?
    La sorte del contratto dipende dalla sua natura temporale. Se il comodato è "precario" (senza scadenza fissa), esso si estingue automaticamente alla morte del comodante, permettendo agli eredi di richiedere la restituzione immediata del bene. Se invece è stato stabilito un termine preciso di durata, il contratto può sopravvivere al decesso del proprietario e continuare a validità per gli eredi, a meno che non sia espressamente pattuita la risoluzione *ipso jure* per morte. È cruciale specificare chiaramente la durata nel contratto scritto.