Orchidee Phalaenopsis

Orchidee Phalaenopsis

Il genere delle Orchidee Phalaenopsis comprende all'incirca 30 specie differenti, appartenenti alla famiglia delle Orchidaceae. Il continente asiatico, la Malesia e l'Indonesia sono i territori originari di queste piante. I primi esemplari sono stati scoperti nell'isola di Giava, nel XVIII secolo. Comunemente conosciuta con il nome di Orchidea farfalla si tratta di una pianta epifita, che può crescere in ambienti rocciosi, privi di substrato. Dal rizoma nascono le larghe foglie di forma ovale, che possono raggiungere la lunghezza di 50 cm. I fiori compaiono solitamente durante la stagione invernale, le tonalità di colore sono diverse e cambiano in base alle varietà. Gli steli che sostengono le infiorescenze possono essere ramificati, i petali hanno dimensioni similari e sono più grandi dei sepali, posti nella parte interna.
Fiori di Orchidea Phalaenopsis

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Messa a dimora e coltivazione

Orchidee Phalaenopsis blu Le Orchidee Phalaenopsis sono piante abituate ai climi tropicali e devono essere coltivate dentro casa. In commercio sono disponibili terricci già pronti, realizzati appositamente per questi vegetali, come ad esempio il cosiddetto bark, una miscela composta da cortecce trite. In alternativa, si possono utilizzare delle foglie di faggio da mescolare con dello sfagno. La corretta composizione del terreno è fondamentale per garantire un buon drenaggio. Sono da evitare assolutamente i ristagni idrici che portano all'insorgere di marciumi e muffe. Per assicurare la crescita delle Orchidee Phalaenopsis la temperatura deve aggirarsi intorno ai 18°. Temono i raggi solari, per questo motivo è consigliabile sistemarle lontano dalle finestre. Infatti, l'esposizione diretta può bruciare la superficie delle foglie. L'ideale è scegliere un ambiente luminoso ma riparato.

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Irrigazione, concimazione e rinvaso

Orchidee Phalaenopsis rosa Trattandosi di piante particolari e delicate, le Orchidee Phalaenopsis richiedono qualche attenzione in più, per quanto riguarda le irrigazioni. Innanzitutto, l'acqua per le annaffiature deve essere demineralizzata, in alternativa è possibile utilizzare dell'acqua piovana. In base al contesto in cui vivono l'apporto idrico può variare, per riuscire a regolarsi è opportuno osservare le radici, quando assumono una tonalità argentea è il momento di innaffiare. L'aggiunta di concime è fondamentale per la crescita ed è preferibile impiegare prodotti specifici per questa tipologia di vegetali. Il rinvaso deve avvenire quando l'apparato radicale non ha più substrato sufficiente. É opportuno bagnare abbondantemente le radici prima di cambiare il contenitore. Inoltre, occorre eliminare con delle forbici sterilizzate le parti secche o ammuffite. Terminato il rinvaso, le piante non devono essere irrigate per qualche giorno.


Malattie e parassiti orchidee Phalaenopsis

Orchidee Phalaenopsis variegate Le Orchidee Phalaenopsis per mantenersi sane e rigogliose necessitano di alcune cure ben precise. Infatti, a causarne il deperimento spesso è l'eccessiva esposizione alla luce, che può provocare ustioni sul fogliame oltre alla totale mancanza di fioritura. Oppure quando si eccede con le irrigazioni, le foglie tendono ad appassire velocemente e a cadere. La Cocciniglia cotonosa è molto comune e deve essere combattuta con specifici insetticidi sistemici. Diverse tipologie di funghi possono colpire le piante di Phalaenopsis, come ad esempio il Phytophthora. Se le foglie iniziano a diventare scure, la causa principale è riferibile all'elevata umidità ambientale circostante. Un fattore da non sottovalutare, che predispone anche a patogeni come il Botrytis. La collocazione in un habitat ideale limita i rischi di eventuali malattie, possibili marciumi radicali e attacchi parassitari.


Fioritura e potatura

Le Phalaenopsis entrano in fioritura durante i mesi invernali. Coltivate e mantenute in condizioni ottimali possono produrre fiori anche due volte l'anno. Per stimolare la creazione di un stelo fiorale è consigliabile somministrare un concime con potassio e fosforo in quantità maggiori, rispetto agli altri componenti. Un leggero sbalzo termico gestito per un breve periodo, può sollecitare la produzione delle infiorescenze. Infatti, portare la temperatura notturna intorno ai 12° per una decina di giorni, stimola la pianta a fiorire. Diverse teorie consigliano di recidere gli steli dopo la fioritura, per incentivarne la produzione di nuovi. Allo stesso tempo è possibile conservare gli steli che rifioriranno successivamente anche se i boccioli saranno sempre di meno e le dimensioni più ridotte. Inoltre, vanno potate solo le foglie rovinate o danneggiate.


Varietà Phalaenopsis

Phalaenopsis amabilis Sono ben 30 le specie di Orchidee Phalaenopsis, senza dimenticare i numerosi ibridi e cultivar ottenuti attraverso incroci genetici. Originaria della Nuova Guinea è la cosiddetta Phalaenopsis amabilis. I grandi fiori sbocciano in inverno, sono di colore bianco, durano per diverso tempo e i lobi laterali assumono tonalità gialle e rosse. Un'altra varietà è la Phalaenopsis lueddemanniana, si caratterizza per la fioritura che avviene durante la stagione estiva. Lo stelo fiorale ha un portamento pendulo, sia i petali che i sepali si definiscono attraverso striature di colore viola tenue. Dalle Filippine proviene la Phalaenopsis aphrodite, produce un'abbondante fioritura dal candido colore bianco mentre il labello ha sfumature rossastre. Le infiorescenze sono simili alla varietà P. amabilis ma sono più ridotte nelle dimensioni.



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