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Successione ereditaria

Si parla di successione ereditaria quando in seguito alla morte di un soggetto, il suo patrimonio si devolve a favore dei suoi successori che accettano tale eredità.

di Redazione

20 giugno 2017

Tipi di successione ereditaria

Dopo la morte del de cuius possono aprirsi diversi scenari che portano a tre diversi tipi di successione ereditaria: testamentaria, necessaria e legittima. Nel primo caso sarà lo stesso de cuius a decidere quanto e a chi venga devoluta l'eredità attraverso il c.d. testamento. Si parla invece di successione necessaria con riferimento ad una categoria di soggetti (figli e coniuge) ai quali la legge garantisce una parte della quota ereditaria che non potrà essere lesa neanche da disposizioni testamentarie. Infine, la successione legittima si ha nel caso in cui l'eredità viene devoluta per legge perché manca il testamento.

Eredi legittimari

Gli eredi legittimari, ovvero quelli che attengono alla successione necessaria, sono soggetti che lo Stato intende tutelare riservando loro parte del cespite patrimoniale. Uno di essi è il coniuge al quale è riservata la metà del patrimonio e il diritto di abitazione nella casa familiare se non vi sono figli. Altro erede legittimario è il figlio al quale spetta 1/2 dell'eredità se non concorre con nessuno. In caso di più figli spetteranno loro i 2/3 del patrimonio; nel caso di coniuge e un figlio spetta 1/3 a ciascuno. nell'ipotesi di concorso del coniuge e più figli, al primo spetta 1/4 e ai figli 1/2 dell'eredità. In assenza di figli, l coniuge concorre con gli ascendenti ai quali è riservato 1/4 e al coniuge 1/2 dell'asse ereditario.

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Domande frequenti

  • Chi sono gli eredi legittimari e quali quote spettano loro?
    Gli eredi legittimari sono i familiari stretti tutelati dalla legge, principalmente il coniuge e i figli. La loro quota di riserva non può essere toccata dal defunto tramite testamento. Le percentuali variano in base alla composizione della famiglia: se c'è solo un figlio, questi riceve la metà; con più figli, ne ricevono due terzi divisi equamente. Il coniuge ha diritto a metà del patrimonio se non ci sono figli, ma questa quota si riduce a un quarto o un terzo in presenza di discendenti, mentre sale a metà se concorre con gli ascendenti.
  • Cosa succede se il defunto lascia un testamento?
    La presenza di un testamento attiva la successione testamentaria, permettendo al defunto di disporre liberamente delle proprie sostanze. Tuttavia, questa libertà non è assoluta: il testamento non può ledere le quote di riserva spettanti agli eredi legittimari (coniuge e figli). Se il testamento tenta di escludere o ridurre indebitamente queste quote, gli eredi legittimari hanno il diritto di agire legalmente per recuperare la parte loro garantita per legge, indipendentemente dalle volontà espresse nel documento.
  • Quando si applica la successione legittima?
    La successione legittima si verifica esclusivamente in assenza di un testamento valido. In questo scenario, la legge determina automaticamente chi eredita e in quale misura, seguendo un ordine preciso di parentela. Questo meccanismo tutela il patrimonio del defunto quando non ha espresso desideri specifici. L'eredità viene devoluta agli eredi previsti dall'ordinamento giuridico, assicurando che il patrimonio passi ai familiari più prossimi secondo le regole stabilite, evitando che i beni rimangano senza titolarità chiara.
  • Il coniuge ha diritti specifici sulla casa familiare?
    Sì, la legge riconosce al coniuge superstitio diritti particolari oltre alla quota ereditaria. In particolare, se non ci sono figli, il coniuge ha diritto al usufrutto della casa familiare. Questo significa che può continuare a viverla o gestirla economicamente anche se la proprietà piena viene suddivisa tra altri eredi. Questa tutela mira a garantire stabilità abitativa al superstite, riconoscendo il valore affettivo e pratico del nucleo domestico condiviso durante il matrimonio.