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Energia eco · Mini eolico

Energia eolica

Aggiornato il 23 agosto 20166 capitoli5 domande frequenti
impianto eolico

Le energie rinnovabili

Sempre di più si sente parlare di energie rinnovabili. Si tratta normalmente di energie prodotte utilizzando risorse di tipo naturale e capaci di rinnovarsi molto velocemente. Sono, inoltre, pulite perché non inquinano l'atmosfera con l'emissione continua di agenti inquinanti, prima tra tutte l'anidride carbonica. Le energie rinnovabili sono svariate e si differenziano per la loro origine: l'energia idroelettrica origina dalla forza dell'acqua, specialmente dal suo dislivello, l'energia geotermica dal calore terrestre, l'energia solare dai raggi del sole, l'energia eolica dall'energia cinetica del vento, l'energia da biomasse dalla combustione di materiale di scarto di origine sia vegetale che animale, l'energia marina dalle maree e dalle correnti marine in generale. L'Unione Europea ha recentemente pensato a diversi interventi per la promozione delle energie rinnovabili.

L'energia eolica

L'energia eolica nasce dalla forza cinetica del vento, considerato un elemento imprescindibile del clima sul nostro Pianeta, perché non esiste luogo dove esso non possa soffiare. Non a caso, sin dai tempi più antichi la possibilità di usare la sua forza per creare energia è stata chiara all'uomo, ad esempio con l'utilizzo delle vele per muovere le imbarcazioni e delle pale per i classici mulini. Il termine "eolica" deriva da Eolo, mitologicamente il dio del vento. Tramite l'energia eolica, ad oggi, si produce molta energia elettrica. Come avviene questo? Grazie alle pale di particolari eliche. Il vento le attraversa e le fa ruotare. La rotazione in questione produce energia di tipo meccanico, trasformata poi in energia elettrica. Il tutto avviene grazie a mulini a vento moderni, gli aerogeneratori.

Come funzionano gli aerogeneratori

Gli aerogeneratori sono i dispositivi che trasformano l'energia eolica in energia elettrica. Ma come funzionano gli aerogeneratori? Benché ne esistano di vari tipi, ognuno è dotato di un generatore che "cattura" l'energia cinetica del vento. Questo avviene solo quando la forza del vento è compresa tra i 4 e i 25 metri al secondo. Al di sotto di questo limite, infatti, non parte. Al di sopra, gli aerogeneratori vengono spenti per motivi di sicurezza. Gli aerogeneratori di ultima generazione sono dotati di pale mobili. Queste sono inclinabili a differenti inclinazioni proprio in base a quello che è il parametro fondamentale, ovvero la velocità del vento e la sua direzione. Man mano che questa varia anche le pale variano di inclinazione. Il vantaggio è che si sfrutta più energia eolica e di conseguenza di produce maggiore energia elettrica.

Le wind farm onshore e offshore

Le wind farm sono letteralmente le fattorie del vento. Per creare una wind farm è necessario collegare tra loro diversi aerogeneratori. Le dimensioni di queste wind farm vanno valutate in base alle dimensioni degli aerogeneratori che le contraddistinguono. Considerato che quelli di medie dimensioni hanno pale lunghe una ventina di metri e che ognuno viene posto a circa 200 metri dall'altro, si può capire la reale dimensione di una wind farm. Le wind farm cosiddette onshore sono quelle che si trovano sulla terra ferma. La più grande è in Texas, con quasi 800 Mega Watt di potenza. In Europa la potenza media è di circa 322 MW. Le wind farm offshore, invece, si trovano in mare, e spesso anche nei laghi di grandi dimensioni. La più grande si trova in Gran Bretagna, sul Tamigi, con una potenza di circa 630 MW.

Minieolico

Sempre più spesso di sente parlare di minieolico. Ma cos'è precisamente il minieolico? Si tratta di impianti che hanno una potenza che parte da un minimo di 2 Kw e arrivano a un massimo di 200 Kw. Utilizzare il minieolico sembra essere una scelta che porta diversi vantaggi. Risulta inoltre essere di vasta applicazione, essendo molti gli ambiti di interesse. Di seguito se ne possono evincere alcuni. Innanzitutto servono per alimentare le utenze più o meno isolate (il cosiddetto off-grid), le abitazioni, le imprese di medie e piccole dimensioni, le antenne, i ripetitori e in generale tutto quello che ha a che vedere con il settore delle telecomunicazioni. Rientrano, poi, tra le applicazioni del minieolico anche i sistemi che pompano le acque e dissalano quelle di mari ed oceani. E' possibile, poi, procedere alla vendita dell'energia elettrica in eccesso o conservarla per necessità successive quando magari la produzione sarà minore.

Energia eolica in Italia

A che punto è l'energia eolica in Italia? E' da metà degli anni Novanta che si utilizza, anche se in principio le quantità erano davvero esigue. Si partiva da 6 Gwh. Oggi il settore ha fatto notevoli balzi in avanti, specie se si considera che le quantità ammontano a circa 15200 Gwh. Da indagini abbastanza recenti risulta che l'Italia si colloca, per la produzione di energia elettrica sfruttando l'energia eolica, al nono posto. Una posizione sicuramente di tutto rispetto. Parchi eolici sono presenti nelle varie regioni del Paese, da nord a sud, sempre considerando, comunque, che le Alpi, ostacolando i venti, non consentono alle regioni di poter sfruttarne la forza come sarebbe meglio. Al sud e sugli Appennini le cose vanno meglio. La Puglia (nel 2014) ha prodotto gran parte della potenza eolica italiana, seguita da Sicilia, Campania e Calabria.

Domande frequenti

  • Qual è la velocità minima del vento necessaria per far partire un aerogeneratore?
    Un aerogeneratore inizia a produrre energia elettrica solo quando la velocità del vento si mantiene entro un range specifico, compreso tra i 4 e i 25 metri al secondo. Se il vento soffia a meno di 4 m/s, la turbina rimane ferma perché non c'è sufficiente forza cinetica per azionare le pale. Al contrario, se la velocità supera i 25 m/s, il sistema viene automaticamente spento per motivi di sicurezza, evitando danni strutturali alle pale e al generatore dovuti a tempeste o raffiche eccessive.
  • Cosa distingue il minieolico dagli impianti eolici tradizionali?
    Il minieolico si definisce tale quando gli impianti hanno una potenza installata compresa tra un minimo di 2 kW e un massimo di 200 kW. A differenza dei grandi parchi eolici industriali, il minieolico è ideale per applicazioni distribuite: può alimentare abitazioni isolate (off-grid), piccole imprese, antenne o sistemi di pompaggio acqua. Un vantaggio chiave è la flessibilità: permette di vendere l'energia in eccesso alla rete o accumularla per uso personale, rendendolo adatto anche a contesti urbani o rurali non serviti da grandi infrastrutture.
  • Come funziona l'inclinazione delle pale negli aerogeneratori moderni?
    Gli aerogeneratori di ultima generazione sono dotati di pale mobili e regolabili. Il loro angolo di incidenza cambia dinamicamente in risposta alla velocità e alla direzione del vento rilevata dai sensori. Questa capacità di orientamento ottimizza la cattura dell'energia cinetica: quando il vento è debole, le pale si adattano per massimizzare la presa; quando è forte ma stabile, mantengono un profilo efficiente. Questo meccanismo garantisce una produzione energetica costante e sicura, proteggendo il generatore da sollecitazioni eccessive durante le variazioni improvvime del meteo.
  • Dove si trovano le wind farm più grandi nel mondo?
    Esistono due tipologie principali di parchi eolici: onshore (sulla terraferma) e offshore (in mare o grandi laghi). La wind farm onshore più grande al mondo si trova in Texas, con una potenza di quasi 800 MW. Tra quelle offshore, la più significativa è situata nel Regno Unito, sul fiume Tamigi, con una capacità di circa 630 MW. In Europa, la potenza media di questi impianti si attesta intorno ai 322 MW, dimostrando come la tecnologia eolica stia crescendo sia in ambito terrestre che marino.
  • Quale ruolo gioca la geografia italiana nella produzione eolica?
    In Italia, la produzione eolica è fortemente influenzata dalla conformazione geografica. Le Alpi, a nord, fungono da barriera naturale, ostacolando i venti e limitando lo sfruttamento energetico in quelle zone. Al contrario, le regioni meridionali e appenniniche offrono condizioni ideali. La Puglia è storicamente il leader nella produzione, seguita da Sicilia, Campania e Calabria. Questi territori beneficiano di correnti costanti e meno disturbate, permettendo all'Italia di collocarsi tra i primi nove paesi europei per produzione eolica, superando i 15.000 GWh annui.

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