Il vetro antisfondamento difende dalle intrusioni

Vetri

Il vetro antisfondamento

Più sicurezza con il vetro antisfondamento, una soluzione efficace per prevenire le intrusioni e limitare gli incidenti.

di Redazione

26 aprile 2017

Che cosa si intende per vetro antisfondamento

Per chiarire che cosa si intende per vetro antisfondamento, in primo luogo va tenuto presente che questo materiale, nell'ambito tecnico e normativo, viene definito "vetro stratificato di sicurezza". La parola chiave è l'aggettivo "stratificato", poiché il vetro antisfondamento viene appunto realizzato sovrapponendo lastre di vetro e fogli di un legante plastico (solitamente il PoliVinilButirrale, più noto come PVB). Una volta sottosposti a cottura in autoclave, questi strati alternati diventano un blocco unico molto robusto e resistente ai tentativi di sfondamento così come all'impatto di proiettili di armi da fuoco. Inoltre, proprio grazie alla sua struttura a strati, in caso di rottura il vetro antisfondamento non si disintegra in mille frammenti come invece accade alle lastre di vetro convenzionali. Pertanto questo materiale non solo resta una barriera protettiva anche se infranto, ma inoltre riduce nettamente il rischio di lesioni provocate dalle schegge di vetro.

Norme di riferimento per il vetro antisfondamento

I vetri stratificati antisfondamento sono suddivisi in diverse classi di sicurezza stabilite dall'ente nazionale italiano di unificazione (UNI) che elabora le norme tecniche per ogni settore produttivo, ovviamente in armonia con gli organismi di certificazione europea (CEN) e mondiale (ISO). Per quanto riguarda i vetri antisfondamento, le norme relative alle caratteristiche e alla classificazione di sicurezza variano a seconda della destinazione d'uso. In particolare, la norma UNI 7172 disciplina l'applicazione in campo antinfortunistico e la UNI 9186 quella contro gli atti vandalici e criminosi, mentre la UNI 9187 riguarda i vetri stratificati anti proiettile e anti esplosione. Tutte queste norme si basano sui risultati di test condotti in laboratorio, mirati a verificare il grado di resistenza offerto dai vari tipi di vetro antisfondamento nei confronti di specifiche forze d'urto.

Il vetro antisfondamento contro gli infortuni

Il vetro stratificato antisfondamento viene impiegato come materiale a scopo antinfortunistico contro il rischio di lesioni personali causate da schegge taglienti o da una caduta nel vuoto. Infatti le lastre di vetro sovrapposte che lo compongono, grazie agli strati di PVB tra di esse interposti, anche se infrante non rilasciano frammenti pericolosi e non perdono di efficacia nella prevenzione delle cadute accidentali. Tali caratteristiche rendono questo tipo di vetro antisfondamento la scelta ideale per realizzare porte, divisori, finestre, lucernari, lastre di pavimentazione, parapetti ma anche per i parabrezza delle automobili, in sostanza per ogni tipo di elemento strutturale finalizzato alla prevenzione di danni alle persone. In ragione della quantità e dello spessore degli strati alternati di vetro e di PVB, il vetro stratificato risulterà in grado di garantire diversi e crescenti livelli di resistenza allo sfondamento.

La soluzione contro gli atti criminosi

I vetri stratificati antisfondamento vengono largamente utilizzati anche come valida protezione contro gli atti di vandalismo, i tentativi di furto con effrazione e l'assalto con armi da fuoco. In questa versione, il loro scopo è soprattutto quello di ritardare e di complicare l'azione criminosa, fungendo da deterrente in grado di dissuadere i malintenzionati. Questa tipologia di vetro antisfondamento, ovviamente nelle sue diverse classi di resistenza a seconda dell'uso, trova applicazione nelle vetrine dei negozi, nelle e teche dei musei, nelle vetrate divisorie presso gli impianti sportivi. Per luoghi come le filiali bancarie, le oreficerie, le gioiellerie ed i posti di polizia è invece previsto l'impiego di vetri antiproiettile e antiesplosione. I primi sono in grado di resistere all'impatto di proiettili d'arma da fuoco mentre i secondi offrono una difesa contro l'onda d'urto provocata dalla deflagrazione di un ordigno esplosivo nelle immediate vicinanze.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tecnica tra il vetro comune e il vetro antisfondamento?
    La differenza principale risiede nella struttura: il vetro antisfondamento, tecnicamente definito 'vetro stratificato di sicurezza', è composto da due o più lastre di vetro unite da uno o più strati intermedi di polimero plastico, solitamente PVB (PoliVinilButirrale). Questi strati vengono fusi insieme sotto calore e pressione in autoclave. A differenza del vetro temperato o comune, che tende a frammentarsi in pezzi piccoli o taglienti, il vetro stratificato mantiene la coesità grazie al legante plastico. Questo significa che, anche in caso di impatto violento, il materiale non si disintegra immediatamente, offrendo una resistenza meccanica superiore e riducendo drasticamente il rischio di ferite da schegge.
  • Cosa succede al vetro antisfondamento quando viene rotto? Si stacca completamente?
    No, il comportamento del vetro antisfondamento in caso di rottura è molto diverso da quello del vetro tradizionale. Grazie agli strati di PVB interposti, il vetro non si sgretola in mille frammenti pericolosi. Anche se le lastre di vetro si crepano o si frantumano localmente per effetto dell'impatto, rimangono saldamente attaccate alla pellicola plastica centrale. Di conseguenza, il pannello continua a costituire una barriera fisica, impedendo il passaggio immediato attraverso l'apertura. Questa caratteristica è fondamentale sia per la sicurezza personale (evitando tagli) sia per la sicurezza antieffrazione, poiché rallenta notevolmente l'intrusione.
  • Esistono normative specifiche che classificano la resistenza di questi vetri?
    Sì, in Italia la produzione e la classificazione dei vetri stratificati seguono precise norme UNI, armonizzate con gli standard europei CEN e internazionali ISO. Le principali norme di riferimento sono la UNI 7172, che regola l'uso antinfortunistico (protezione da cadute e schegge); la UNI 9186, dedicata alla resistenza contro atti vandalici e tentativi di effrazione; e la UNI 9187, che specifica i requisiti per i vetri anti-proiettile e anti-esplosione. Queste norme definiscono classi di sicurezza basate su test di laboratorio che simulano impatti specifici, permettendo di scegliere il livello di protezione adatto all'ambiente di installazione.
  • Dove è obbligatorio o consigliato installare il vetro antisfondamento?
    L'installazione è consigliata o obbligatoria in contesti dove la sicurezza delle persone o dei beni è prioritaria. Per la sicurezza antinfortunistica, è ideale per parapetti, ringhiere, porte scorrevoli, lucernari e pavimenti in vetro, poiché previene cadute nel vuoto e lesioni da schegge. Per la sicurezza antieffrazione e antieffrazione, si utilizza nelle vetrine di negozi, teche di musei, divisori di palestre e uffici. Per minacce elevate, come banchi di posta, gioiellerie, banche e commissariati, si ricorre a versioni speciali anti-proiettile e anti-esplosione, capaci di resistere a colpi d'arma da fuoco o onde d'urto da esplosivi.
  • Il vetro antisfondamento offre protezione anche contro i colpi di pistola?
    Non tutti i vetri antisfondamento sono uguali: la resistenza dipende dallo spessore e dal numero di strati. Esistono diverse categorie. I vetri standard stratificati offrono una buona resistenza contro vandalismi e tentativi di scasso manuale, ma potrebbero cedere sotto il fuoco di armi da fuoco leggere. Per una protezione reale contro le armi da fuoco, è necessario installare vetri certificati secondo la norma UNI 9187 (anti-proiettile). Questi vetri sono progettati specificamente per assorbire l'energia cinetica dei proiettili senza penetrare, garantendo la salvaguardia delle persone all'interno. È fondamentale verificare la classe di resistenza richiesta prima dell'acquisto.