Come propagare una pianta dal fusto: la margotta
La moltiplicazione delle piante, sia in vivaio sia nell’ambiente domestico, è fondamentale per diversi motivi. Innanzitutto permette di creare una copia della pianta madre perfettamente identica attraverso la capacità dei tessuti vegetali di emettere radici grazie alle cellule non specializzate, simili alle staminali presenti negli animali. La margotta è una tecnica di propagazione che sfrutta questa caratteristica per produrre una nuova pianta. Viene effettuata rimuovendo un anello di corteccia e ricoperto di un substrato idoneo allo sviluppo dell’apparato radicale. È una tecnica vantaggiosa dal punto di vista qualitativo in quanto la pianta ottenuta è già sviluppata e può, nel caso appartenga ad un’essenza arborea che fruttifica, fiorire e dare frutto. La moltiplicazione tramite margotta è ampiamente utilizzata e può garantire alte probabilità di attecchimento. Ove non possa essere impiegata, si fa ricorso alla talea o all'innesto.
Attrezzatura necessaria
Per effettuare correttamente una margotta è necessario procurarsi alcuni strumenti e materiali indispensabili. Un coltellino affilato, preferibilmente da innesti, è il segreto del taglio netto e pulito della corteccia, inoltre permette di sollevare l’anello da rimuovere senza dover usare le dita, vettori di agenti patogeni e muffe pericolosi per la pianta. Servono anche dei sacchetti di plastica, sia trasparenti sia neri, i primi per poter contenere il substrato e per poter verificare l’avvenuta radicazione, i secondi per ricoprire la margotta impedendo il passaggio della luce, ostacolo per la crescita delle radici. Saranno inoltre necessari dello spago, un pennellino ed un barattolo di ormoni radicanti, un prodotto sintetizzato che stimola la radicazione se cosparso sulla ferita o sul taglio. Questi composti sono disponibili in tutti i negozi di giardinaggio sotto forma di liquido o di polvere. Infine, servirà un substrato formato da sfagno, muschio e torba, materiali ideali per mantenere un elevato grado di umidità.
Come effettuarla e in quale periodo
La tecnica per eseguire la margotta è piuttosto semplice. Individuata la pianta bisogna scegliere quale tipologia di propagazione meglio si addica alle sue caratteristiche. Tendenzialmente si utilizza la margotta aerea, ovvero quella realizzata sul fusto o su una ramificazione. Per quella aerea, si seleziona un ramo lungo e all’altezza desiderata si praticano due incisioni distanti circa 2 cm seguendo la circonferenza del fusto. Bisogna penetrare nella corteccia per circa 2-3 mm e al termine si solleva con il coltellino la sezione di tessuto da rimuovere. Rimane in vista il legno vivo che manterrà sempre un afflusso minimo di sostanze nutritive alla parte apicale che deve radicare. Si cosparge dunque il taglio e la corteccia al di sopra di ormoni radicanti con il pennello, quindi si prende il sacchetto di plastica trasparente e si infila sul ramo. La base deve essere legata al di sotto del legno vivo con lo spago, in seguito si procede a riempirlo con il substrato inumidito. Si pressa bene il tutto e si chiude circa 5-10 cm al di sopra del taglio. Infine va ricoperto con la pellicola nera. Il periodo migliore è tra giugno e luglio, quando la diffusione della linfa è massima.
Consigli per aumentare le probabilità di successo
La margotta consiste in un taglio che crea elevato stress per la pianta, la quale si trova quasi completamente sprovvista di sostanze nutritive e, quindi, è costretta a radicare. Al fine di ottenere il risultato sperato è bene che il taglio sia netto senza lasciare i tessuti chiamati libro e cambio dove sono presenti i vasi linfatici. Le probabilità di successo aumentano monitorando costantemente l’umidità del terreno. Un substrato umido ma non zuppo, in associazione alle temperature calde di giugno e di luglio, crea un microclima adatto alla radicazione. Qualora si percepisse un’asciugatura della margotta, sarebbe necessario bagnare il terriccio tramite una siringa. È determinante la scelta della pianta su cui realizzare la margotta, infatti non tutti gli arbusti o gli alberi tollerano questo metodo, ad esempio le conifere. Un altro suggerimento per garantire il successo della propagazione è non disturbare la pianta cercando di vedere se abbia generato le radici. Esse inizieranno a nascere dopo poche settimane, già al primo mese le prime potranno essere viste attraverso il sacchetto trasparente ma, in generale, è meglio aspettare il mese successivo per avere un risultato sicuro.
Domande frequenti
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Qual è il periodo ideale per eseguire la margotta?Il momento migliore per praticare la margotta è compreso tra giugno e luglio. In questo arco temporale, la linfa circola con maggiore intensità all'interno della pianta, creando le condizioni fisiologiche ottimali per stimolare la formazione delle radici. Le temperature calde associate a questo periodo favoriscono un microclima favorevole, accelerando il processo di radicazione rispetto ad altre stagioni più fredde o secche.
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Come si prepara il taglio per la margotta aerea?Si selezionano rami sani e si praticano due incisioni circolari profonde circa 2-3 mm, distanti tra loro 2 centimetri. Con un coltello affilato, si rimuove delicatamente l'anello di corteccia compreso tra i tagli, esponendo il legno vivo sottostante. È fondamentale eliminare completamente il tessuto del libro e del cambio per interromgere il flusso discendente della linfa, costringendo la pianta a sviluppare radici in quel punto specifico.
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Quale substrato utilizzare per far crescere le radici?Il substrato ideale per la margotta deve trattenere l'umidità senza diventare pesante o asfittico. La combinazione migliore prevede l'uso di sfagno, muschio e torba. Questi materiali naturali garantiscono un'elevata ritenzione idrica, essenziale per mantenere costante l'umore intorno ai tessuti feriti. Prima dell'inserimento nel sacchetto di plastica, il mix va leggermente inumidito per favorire immediatamente l'attecchimento delle nuove radici.
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A cosa servono gli ormoni radicanti?Gli ormoni radicanti sono prodotti sintetici, disponibili in polvere o liquido, che stimolano cellularmente la nascita delle radici. Vengono applicati con un pennellino direttamente sulla zona del taglio esposto e sulla corteccia appena rimossa. L'uso di questi composti aumenta significativamente le probabilità di successo, riducendo il tempo necessario affinché la pianta sviluppi un apparato radicale sufficientemente robusto da sostenere la nuova piantina separata.
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Come capire se la margotta ha attecchito?Le prime radici iniziano a formarsi dopo alcune settimane, ma per avere certezza è meglio attendere almeno un mese. Se hai utilizzato un sacchetto di plastica trasparente, puoi osservare visivamente lo sviluppo dell'apparato radicale all'interno del substrato. Non disturbare mai la pianta per controllare manualmente le radici, poiché potresti danneggiare i delicati filamenti appena formati. Una volta radicate, la nuova pianta potrà essere staccata dalla madre.









