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Margotta

Aggiornato il 30 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
Riproduzione delle rose per margotta

In cosa consiste la margotta

La riproduzione per margotta sostituisce quella per talea quando si vuole una maggior probabilità di successo, infatti con questa tecnica il ramo rimane collegato fino a che le radici non si sviluppano completamente. È la più diffusa e preferita, poiché il ramo scelto per la riproduzione riceverà acqua e nutrimenti dalla pianta madre. Resterà ramo fino a che non verrà reciso, pur sviluppando l'apparato radicale. La nuova pianta erediterà il DNA della madre, ciò significa che sviluppandosi, diventerà una pianta identica sia nell'aspetto fogliare che nella produzione di fiori e frutti. Per eseguire questa operazione è necessario un coltello ben affilato e disinfettato e un foglio di plastica scura e dei lacci di spago. Eseguire due tagli superficiali e paralleli a circa 1 cm di distanza sulla corteccia. Rimuovere la parte centrale e rivestirla abbondantemente con una poltiglia di fango e torba, chiudere con la pellicola di plastica e lasciare una fessura laterale per consentire l'areazione e i controlli successivi.

Il periodo giusto e le specie su cui eseguire la margotta

Il periodo migliore per eseguire la margotta è la fine dell'estate quando la pianta è alla fine del ciclo vegetativo, ha prodotto fiori e frutti ma ha ancora delle risorse disponibili. È possibile eseguirla anche all'inizio della primavera, verso la fine di marzo e agli inizi di aprile, quando le giornate sono più calde e c'è la ripresa vegetativa della pianta. Con la giusta umidità le radici si sviluppano rapidamente e nel giro di qualche settimana è possibile già avere a disposizione una nuova piantina. Tutte le piante possono essere riprodotte per margotta, ma ci sono alcune specie come il limone, il melograno, il mandorlo, il pesco, le rose e gli oleandri che avendo un fusto poco flessibile beneficiano di questa tecnica per la loro moltiplicazione. L'importante è scegliere i rami più giovani, quelli meno legnosi.

I tipi di margotta

Si distingue la margotta oltre a quella fatta sui rami, anche quella per propaggine o ceppaia. Nella tecnica per propaggine si sfruttano i rami molto flessibili delle piante madri, che vengono interrati ad una profondità di circa 40 cm. È chiamata moltiplicazione ad archetto, per la conformazione che assume il ramo. Nel caso di rami della pianta madre particolarmente lunghi è possibile creare più archetti. L'importante è che la parte esterna abbia una gemma, necessaria per poter sviluppare l'apparato fogliare delle nuove piante. È una riproduzione che molto spesso è naturale e in alcuni casi può presentarsi come un'infestante, poiché nuove piantine nascono involontariamente intorno alla pianta madre. La margotta per ceppaia viene eseguita sulle piante a portamento cespuglioso, in primavera vengono tagliati tutti i rami a livello del suolo, i tronchi scoperti vengono ricoperti di terriccio. L'umidità agevola la nascila di polloni lateralmente al tronco principale, ricoperti di terreno, dopo alcune settimane possono essere estirpati delicatamente e trapiantanti.

Distacco e impianto

Quando ad una leggera pressione tra le mani del manicotto si avvertono le radici ben sviluppate è il momento di pensare al distacco e all'immediata messa a dimora delle nuove piantine. È necessario leggermente aprire il manicotto e osservare lo stato salutare delle radici e se sono sufficientemente spesse da poter essere trapiantate in aperto terreno. Il distacco deve essere fatto in modo graduale, lo stress è elevato e la nuova piantina potrebbe soffrire tanto da morire. Per questo motivo si può procedere a tagli parziali e completare l'operazione nel giro di un paio di settimane in modo da far abituare la nuova pianta a vivere di risorse proprie. La messa a dimora della piantina deve considerare l'estrema delicatezza dell'apparato radicale, per questo motivo il substrato deve essere molto soffice, quindi torba miscelata con un po' di sabbia per garantire massimo drenaggio. È consigliabile lasciare le piantine fino a che riprendono la vegetazione in una serra, dove possono essere protette dagli agenti atmosferici esterni.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per effettuare la margotta?
    Il momento ideale per praticare la margotta varia in base alle condizioni climatiche e allo stato della pianta. Generalmente, la fine dell'estate è preferibile, poiché la pianta ha completato il suo ciclo vegetativo e produttivo, conservando ancora risorse energetiche sufficienti per generare le radici. Un'altra finestra temporale valida è l'inizio della primavera, tra fine marzo e inizio aprile, quando le temperature si mitigano e riprende l'attività vegetativa. In queste fasi, l'umidità ambientale favorisce uno sviluppo radicale rapido, permettendo di ottenere nuove piantine sane nel giro di poche settimane.
  • Come si esegue correttamente la margotta aerea sui rami?
    Per la margotta aerea, utilizza un coltello affilato e disinfettato per fare due tagli paralleli sulla corteccia di un ramo giovane e non troppo legnoso, distanziati di circa un centimetro. Rimuovi con cura la fascia di tessuto compresa tra i tagli. Rivesti successivamente la zona lesionata con una mistura di torba e fango, creando una sorta di nodulo. Avvolgi il tutto con plastica nera opaca, sigillandola bene alle estremità ma lasciando una piccola fessura laterale per permettere la respirazione e i futuri controlli visivi sullo sviluppo radicale.
  • Quali piante sono più indicate per la moltiplicazione per margotta?
    Sebbene molte specie possano essere propagate così, la tecnica è particolarmente efficace per piante dal fusto rigido e poco flessibile, come il limone, il melograno, il mandorlo, il pesco, le rose e gli oleandri. Queste specie beneficiano enormemente del fatto che il ramo resta alimentato dalla pianta madre durante la formazione delle radici, aumentando drasticamente le probabilità di successo rispetto alla semplice talea. Si consiglia sempre di selezionare rami giovani per facilitare l'emissione radicale.
  • In cosa consistono la margotta per propaggine e per ceppaia?
    Esistono varianti specifiche oltre alla margotta aerea. La margotta per propaggine sfrutta rami flessibili che vengono piegati a terra e interrate parzialmente, formando un arco; la parte interrata svilupperà radici mentre la cima resterà fuori terra. La margotta per ceppaia si applica ai cespugli: in primavera si tagliano i rami a livello del suolo e si ricopre il moncone di terriccio. L'umidità stimolerà la nascita di polloni laterali che, dopo alcune settimane, potranno essere separati e trapiantati singolarmente.
  • Come staccare e impiantare la nuova piantina senza danneggiarla?
    Il distacco va eseguito solo quando le radici hanno riempito il manicotto e sono ben visibili. Taglia il ramo collegato alla madre gradualmente, magari facendo incisioni parziali nei giorni precedenti per ridurre lo shock fisiologico. Una volta separata, metti subito a dimora la piantina in un substrato soffice e ben drenante, composto da torba e sabbia. Proteggi le nuove piante in serra o in ambiente controllato per schermarle dalle intemperie, attendendo che riprendano vigorosamente la vegetazione prima di esporle definitivamente all'aperto.

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