Umidità

Elettricista fai da te

Deumidificazione elettrofisica

Per il problema abbastanza diffuso dell'umidità sui muri esistono oggi diversi medodi di deumidificazione elettrofisica.

di Redazione

18 aprile 2016

Deumidificazione elettrofisica e le cause dell'umidità

La deumidificazione elettrofisica usa il potenziale elettrico per diminuire l'umidità e ottenere così un ambiente più salubre. Può capitare che in caso di ristrutturazione o in certi vecchi immobili le mura presentino dell'umidità con rigonfiamento dell'intonaco e magari muffe e fuoriuscite saline. Gli odori e l'aspetto sono assai sgradevoli e comunque sono sicuramente indice di scarsa impermeabilizzazione. Ecco allora che l'umidità di risalita si fa strada nel materiale di muratura, magari povero di traspirabilità. Tuttavia, il potenziale elettrico dello stesso muro diventa un'altra causa. Infatti il muro umido acquista una carica elettrica. Se si mette a confronto il pavimento e questo muro ci sarà sicuramente una differenza elettrica. Ma l'umidità di risalita si crea anche dalla formazione di crepe e fessure, danni di costruzioni successive, piogge frequenti con infiltrazioni.

Il metodo della deumidificazione elettrofisica

Tanti sono i metodi di deumidificazione elettrofisica per risanare un muro umido. La prima cosa importante da fare è quella di analizzare l'ambiente circostante e prendere in considerazione il clima esterno; infine con l'igrometro è bene misurare l'umidità e con il tester elettronico si devono misurare le cariche elettriche che esistono fra il muro e l'intonaco. Solo dopo si potrà calcolare il potenziale elettrico individuando il punto di rugiada, cioè il punto esatto della condensazione. Se c'è potenziale elettrico in un muro umido c'è anche una linea di potenziale zero. Per la deumidificazione elettrofisica i dispositivi utilizzati fanno riferimento allo spostamento di questa linea di potenziale zero, generando poli positivi o negativi, al fine di spostare la linea nel terreno. In questo modo la corrente va verso il basso e con lei anche l'umidità. L'asciugatura del muro è lenta, ma molto evidente, ed in più è un sistema naturale, non nocivo.

Domande frequenti

  • Come funziona tecnicamente la deumidificazione elettrofisica?
    Il principio base sfrutta il potenziale elettrico presente nei muri umidi. Quando un muro assorbe acqua per risalita capillare, sviluppa una carica elettrica che crea una differenza di potenziale rispetto al pavimento. I dispositivi elettrofisici agiscono modificando questa linea di potenziale zero, generando poli elettrici positivi o negativi. Questo intervento sposta la linea di potenziale nel terreno sottostante, deviando la corrente elettrica verso il basso. Di conseguenza, anche l'acqua contenuta nella muratura viene attirata giù, lontano dalle pareti interne, favorendo un'asciugatura graduale ma efficace senza l'uso di sostanze chimiche.
  • Quali sono i vantaggi principali rispetto ad altri sistemi di deumidificazione?
    I punti di forza della deumidificazione elettrofisica risiedono nella sua natura naturale e non invasiva. A differenza delle deumidificatori elettrici tradizionali che consumano energia per condensare l'aria, questo sistema lavora direttamente sulla struttura dell'edificio senza emettere rumori né richiedere manutenzione continua. Non utilizza sali chimici aggressivi come gli anticapillari a base di silicati, risultando quindi atossico e sicuro per la salute degli abitanti. Inoltre, poiché agisce sulle cause elettriche dell'accumulo di umidità, previene il ripetersi del fenomeno a lungo termine, migliorando il comfort abitativo e preservando l'integrità estetica dell'intonaco.
  • È necessario interrompere l'erogazione dell'acqua durante il trattamento?
    No, uno dei grandi vantaggi di questa tecnica è che non richiede interruzioni nell'utilizzo degli impianti idraulici domestici. A differenza delle soluzioni termiche o chimiche che potrebbero necessitare di tempi di attesa o di chiudere valvole specifiche, il generatore elettrofisico opera in continuazione. Una volta installato e tarato correttamente sull'edificio, il dispositivo mantiene attivo il campo elettrico necessario a contrastare la risalita dell'umidità. Questo garantisce una protezione costante contro la formazione di muffe e il deterioramento dell'intonaco, indipendentemente dall'uso quotidiano dell'acqua in cucina o bagno.
  • Quanto tempo ci vuole per vedere risultati concreti?
    L'efficacia di questo metodo non è immediata; richiede pazienza perché l'asciugatura del muro è un processo lento ma progressivo. I primi segni visibili, come la scomparsa delle macchie scure o la cessazione del distacco dell'intonaco, possono comparire dopo diverse settimane o mesi, a seconda dello spessore della parete e del grado di saturazione iniziale. È fondamentale monitorare i valori di umidità relativa con un igrometro per verificare il miglioramento. Una volta completato il ciclo di asciugatura, l'effetto protettivo rimane stabile nel tempo, purché il dispositivo rimanga funzionante.
  • Prima dell'installazione quali verifiche tecniche sono indispensabili?
    Per garantire il successo dell'intervento, è obbligatorio eseguire un'analisi preliminare accurata. Si deve innanzitutto misurare l'umidità ambientale con un igrometro e valutare il clima esterno. Successivamente, tramite tester elettronico specifici, vanno rilevate le cariche elettriche esistenti tra il nucleo del muro e l'intonaco superficiale. Questi dati permettono di individuare con precisione il punto di rugiada e la linea di potenziale zero. Senza queste misurazioni, non è possibile calibrare correttamente il generatore elettrofisico, rischiando di installare un dispositivo inefficace che non riesce a spostare adeguatamente la carica elettrica responsabile della risalita.