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Deviatore

Aggiornato il 03 febbraio 20166 capitoli5 domande frequenti
esempi di placche elettriche

Cos’è un deviatore di impianti elettrici

Un deviatore è semplicemente un tipo particolare di interruttore che devia la corrente da un cavo all’altro. Un normale interruttore, ha lo scopo di interrompere il flusso di corrente nel cavo al quale è collegato. Il deviatore, invece, permette di non interrompere l’energia e quindi continuare ad usarla, semplicemente convogliandola in un cavo attiguo. Ne esistono di vari tipi. Il modello più semplice permette di deviare un solo filo alla volta ed è chiamato deviatore ad una via. Se invece si ha la necessità di deviare più fili contemporaneamente, si dovrà optare per un modello multivia, adatto proprio a questo scopo. Se si deve intervenire sull’impianto elettrico, sarà utile individuare il simbolo elettrico del deviatore per essere sicuri di operare nel posto giusto. Tale simbolo è rappresentato da un cerchio dal quale fuoriescono in direzioni opposte due "L" girate al contrario. Nel caso in cui invece si debba ricercare un deviatore multivia, il simbolo da individuare sarà un cerchio dal quale però usciranno, sempre verso direzioni opposte, due "F"".

Caratteristiche di un deviatore

Essendo il deviatore un componente degli impianti elettrici, deve avere delle determinate caratteristiche che lo rendano idoneo all’utilizzo. Innanzitutto vi è il potere di deviazione, vale a dire la corrente massima che il dispositivo è in grado di deviare. Un deviatore domestico, quindi dovrà per forza essere diverso da uno industriale, dato che le potenze elettriche in uso sono nettamente differenti. Il secondo aspetto da considerare è la temperatura di lavoro, ovvero le temperature minima e massima entro le quali il deviatore può trovarsi senza che il suo funzionamento sia compromesso. Molto importante è poi la rigidità dielettrica, la massima tensione a cui possono essere soggetti i cavi presenti nel deviatore, senza che si generino scariche elettriche. Basilare per chi deve intervenire su questo componente, invece, è il grado di protezione IP. Questo dato indica il livello di protezione nel caso in cui un deviatore attivo venga a contatto col corpo umano o con l’acqua.

Altre caratteristiche del deviatore

Le caratteristiche però non finiscono qui. Nel deviatore deve essere precisata la tensione nominale, ovvero la massima tensione sopportabile tra i contatti interni ad esso. Essa si basa soprattutto sul grado di isolamento del componente rispetto all’ambiente esterno. I rapporti tra i vari contatti interni al deviatore sono anche regolati dalla resistenza di contatto e dalla resistenza di isolamento. La prima determina la massima resistenza tra i contatti chiusi, mentre la seconda è inerente alla minima resistenza tra i contatti aperti. Considerando poi che i contatti di scambio all’interno di un deviatore sono rifiniti in oro (conosciuto come buon conduttore di elettricità), è necessario anche parlare di corrente massima nominale e corrente minima commutabile. La prima voce indicherà la massima intensità di corrente elettrica che un deviatore è in grado di sopportare. La seconda dicitura, invece, indicherà la quantità minima di energia di cui un deviatore ha bisogno per eseguire l’operazione di deviazione.

Come collegare un deviatore

Un deviatore può essere considerato sia un elemento provvisorio che definitivo di un impianto. Nel primo caso il componente andrà rimosso dopo il necessario intervento all’impianto elettrico. Nel secondo scenario, invece, il cavo in cui viene deviata la corrente diventerà di uso effettivo, rendendo per sempre necessaria la presenza del deviatore. Il suo collegamento è più facile a farsi che a dirsi. Innanzitutto saranno necessari due deviatori che lavorino in concomitanza. Ognuno di essi sarà dotato, sul retro, di tre entrate. Nella prima entrata bisognerà far passare il filo di fase (di solito di colore nero). Nella seconda entrata si collegherà il cavo rosso e lo si farà arrivare alla seconda entrata del deviatore numero due. Nella terza entrata, invece, si attaccherà il filo grigio e lo si farà arrivare alla prima entrata del secondo deviatore. Rimarrà così vuota la terza entrata del deviatore numero due: da lì partirà un classico filo bianco che terminerà all’estremità di una lampadina.

Tipi particolari di deviatori

Esistono però altri due tipi particolari di deviatori. Essi sono il deviatore a chiave e quello con dimmer. Il deviatore a chiave funziona proprio per mezzo di una chiave inserita in una sorta di serratura. Azionando quindi la chiave, si potrà attivare il deviatore. Il deviatore con dimmer, invece, è identico ad un normale deviatore, con l’unica differenza di incorporare anche un varialuce. Avrà quindi un doppio funzionamento: convertitore ed interruttore nello stesso tempo, ovviamente con la possibilità di agire su fili differenti. Infine esistono dei deviatori particolari, senza però un nome proprio, che hanno la possibilità di essere illuminati per mezzo di una spia. Tale spia, appunto, sarà accesa quando il deviatore è in funzione e spenta quando non ci sono deviazioni in corso. La spia andrà alimentata con due fili: il fase ed il neutro. Potrà poi essere utilizzata solo su deviatori che alimentano lampade a basso consumo.

Acquistare un deviatore

Un deviatore, di qualsiasi marca lo si acquisti, ha un costo davvero esiguo. Stiamo parlando di circa 50/70 centesimi di euro. Il consiglio, quindi, è di non acquistarlo online, ma in un negozio di ferramenta o fai da te della propria zona. Il rischio, infatti, è quello di pagare più di spese di spedizione, che non di materiale acquistato. Alcuni tipi di deviatore, però, potrebbero avere un costo maggiore. Stiamo parlando ad esempio dei deviatori unipolari (circa 2,10 euro), di quelli retroilluminati (circa 2,67 euro), dei deviatori volanti (circa 3,70 euro), di quelli senza tasto (circa 4,95 euro) e di quelli con particolari colorazioni (circa 5,00 euro l’uno). Queste ultime varianti non rappresentano deviatori di diversa tipologia, ma solo elementi con funzioni aggiuntive (tipo appunto l’illuminazione retrostante). Dato infine il prezzo molto basso di un deviatore normale, sarà buona norma al momento dell’acquisto comprare due/tre pezzi in più da tenere come scorta in casa per qualsiasi evenienza.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un interruttore standard e un deviatore?
    La differenza fondamentale risiede nella funzione di gestione della corrente. Un interruttore tradizionale ha lo scopo di interrompere completamente il flusso elettrico verso il carico (come una lampada), spegnendolo o accendendolo. Il deviatore, invece, non interrompe mai l'energia: il suo compito è "deviare" o convogliare la corrente da un cavo di ingresso a uno dei cavi di uscita disponibili. In pratica, mentre l'interruttore agisce come un on/off, il deviatore seleziona quale percorso seguire per mantenere l'alimentazione attiva verso il dispositivo collegato.
  • Come si collegano correttamente due deviatori per controllare una lampada da due punti diversi?
    Per realizzare un comando a due punti servono due deviatori e tre fili di collegamento tra di loro. Sul primo deviatore, il filo di fase (solitamente nero) entra nel primo morsetto. I due fili di collegamento (spesso rossi e grigi) collegano rispettivamente il secondo e il terzo morsetto del primo deviatore ai corrispondenti morsetti del secondo deviatore. Dal terzo morsetto del secondo deviatore parte il filo che va direttamente alla lampada (spesso bianco). Questa configurazione permette di accendere o spegnere la luce indifferentemente da quale dei due interruttori si agisca.
  • Cosa significano le sigle nei simboli elettrici dei deviatori?
    I simboli grafici aiutano a identificare rapidamente il tipo di componente. Per un deviatore ad una via (il modello base), il simbolo è un cerchio dal quale fuoriescono due lettere 'L' capovolte in direzioni opposte. Se invece si sta cercando un deviatore multivia, capace di gestire più percorsi contemporaneamente, il simbolo cambia: al centro c'è sempre un cerchio, ma da esso escono due lettere 'F' rivolte in direzioni opposte. Riconoscere questi schemi è essenziale per leggere gli schemi elettrici e operare con sicurezza.
  • Quando conviene scegliere un deviatore con dimmer o retroilluminato?
    Il deviatore con dimmer è ideale se desideri regolare l'intensità luminosa oltre ad accendere e spegnere la luce; integra un varialuce che funge sia da interruttore che da regolatore. Il deviatore retroilluminato, invece, possiede una spia LED che si illumina quando il circuito è attivo, permettendo di localizzare l'interruttore anche al buio. Entrambi sono soluzioni pratiche: il primo offre comfort ambientale, il secondo utilità operativa. Tieni presente che i modelli speciali costano leggermente di più rispetto a quelli base, ma offrono funzionalità aggiuntive utili.
  • È sicuro acquistare deviatori online o è meglio andare in negozio?
    Generalmente, per i deviatori standard il consiglio è di acquistarli in un negozio fisico di ferramenta o bricolage. Poiché il costo di un deviatore semplice è molto basso (circa 0,50-0,70 euro), le spese di spedizione online supererebbero spesso il valore del prodotto stesso. Tuttavia, se hai bisogno di versioni specifiche o multiple, il confronto prezzi online può convenire. Una buona abitudine è comprarne sempre qualche pezzo extra (2-3) da tenere come scorta domestica, dato il basso costo e la frequenza con cui possono guastarsi o perdersi.

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