Lo scaldabagno elettrico

Riscaldamento

Lo scaldabagno

Lo scaldabagno viene utilizzato da tantissime famiglie per riscaldare l'acqua nelle abitazioni. Il suo utilizzo sbagliato può causare elevati consumi.

di Redazione

19 aprile 2017

Lo scaldabagno

Lo scaldabagno è un impianto di riscaldamento dell'acqua che viene utilizzato in tantissime abitazioni. Spesso in passato veniva posizionato in bagno perché riscaldava solamente l'acqua per usi igienici, per questo si chiama scaldabagno, per poi essere spostato anche in altre stanze, ad esempio in cucina per diversi usi. Tramite resistenza elettrica, lo scaldabagno scalda l'acqua contenuta all'interno del suo serbatoio, fino a raggiungere la temperatura che viene impostata tramite termostato. Sono molto pratici da utilizzare ed installare, infatti basta una presa di corrente nelle vicinanze, ma sono anche una fonte di consumo di energia elevata che va a pesare tanto nella bolletta mensile. Ne esistono di varie misure e forme in commercio, in base alle esigenze di cui la persona necessita.

Com'è fatto lo scaldabagno elettrico

Lo scaldabagno elettrico è composto da varie componenti tra cui: la serpentina, che genera il calore il quale permette di riscaldare l'acqua ed è composta da materiale altamente conduttivo come per esempio il rame; la copertura, che è fatta in metallo isolante e spesso su di essa ritroviamo anche il termostato; il termostato, che indica la temperatura dell'acqua e permette di impostare quella desiderata; i flessibili, che consentono di portare l'acqua all'interno del serbatoio dello scaldabagno, di solito passano da dietro il lo scaldabagno;la valvola di sicurezza, che nel caso in cui la temperatura dell'acqua aumenti senza controllo permette di far fuoriuscire l'acqua con lo scopo di diminuire la pressione ed evitare che lo scaldabagno diventi una bomba ed essere altamente pericoloso. Lo scaldabagno può avere varie capacità, dai 10 litri fino a 80 litri, in base a quanta acqua serve.

Quanti tipi di scaldabagno esistono?

Lo scaldabagno può essere di due tipologie principali: elettrico e a gas. Lo scaldabagno elettrico riscalda l'acqua tramite corrente elettrica, ha bisogno di tempo per riscaldarla e deve essere impostato qualche minuto prima per far si che raggiunga la temperatura desiderata. Di solito il serbatoio che contiene l'acqua si raffredda in poco tempo, quindi bisogna riscaldarla nuovamente causando uno spreco di energia elevatissimo. Lo scaldabagno a gas riscalda l'acqua tramite una fiamma che è a contatto con il tubo dell'acqua. Questa fiamma si accende solamente quando viene aperto il rubinetto, permettendo così di risparmiare tempo, perché l'acqua arriva in modo istantaneo riscaldata al rubinetto, sia denaro, perché non bisogna tenere accesa per molto tempo la fiamma per riscaldare l'acqua.

Come risparmiare con lo scaldabagno

Lo scaldabagno è uno dei principali fattori che causano l'aumento di consumo di energia nelle abitazioni. Infatti, soprattutto per lo scaldabagno elettrico, si ha un consumo elevato per riscaldare l'acqua all'interno del serbatoio. Inoltre per raggiungere la temperatura desiderata c'è bisogno di tenerlo acceso per tempi prolungati. Per poter risparmiare si possono attuare piccoli accorgimenti. Per esempio in inverno l'acqua può anche non superare i 60 gradi centigradi, mentre in estate vanno bene anche 40 gradi centigradi. Inoltre per famiglie non numerose, basta tenere acceso lo scaldabagno di notte, così il costo dell'energia è minore. Altro aspetto da non sottovalutare è la posizione, infatti è conveniente tenere lo scaldabagno vicino al bagno per evitare la dispersione del calore nei tubi.

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Domande frequenti

  • È meglio usare uno scaldabagno elettrico o a gas?
    La scelta dipende dalle tue priorità: efficienza energetica o comodità d'uso. Lo scaldabagno a gas è generalmente più economico da gestire perché riscalda l'acqua solo quando apri il rubinetto, evitando sprechi dovuti alla dispersione termica del serbatoio. È ideale per chi cerca acqua calda istantanea. Al contrario, lo scaldabagno elettrico è più facile da installare poiché richiede solo una presa di corrente, ma tende a consumare di più se tenuto acceso costantemente per mantenere la temperatura, specialmente se il serbatoio non è ben coibentato. Valuta il tuo fabbisogno giornaliero e i costi energetici locali prima di decidere.
  • A quale temperatura devo impostare il termostato per risparmiare?
    Impostare correttamente il termostato è fondamentale per ridurre i consumi. In inverno, una temperatura di 60°C è solitamente sufficiente per garantire igiene e comfort, prevenendo anche la proliferazione della legionella. D'estate, puoi abbassare il set point a 40-45°C, dato che l'acqua di rete è già più tiepida e il fabbisogno termico è inferiore. Evita temperature eccessive non necessarie: ogni grado in più aumenta significativamente i costi energetici. Controlla periodicamente la regolazione, poiché alcuni modelli potrebbero subire derive nel tempo, portando a surriscaldamenti inutili.
  • Conviene lasciare lo scaldabagno acceso tutto il giorno o accenderlo solo quando serve?
    Per gli scaldabagni elettrici tradizionali, la strategia migliore varia in base all'utilizzo. Se la famiglia è numerosa e usa l'acqua calda frequentemente durante il giorno, lasciarlo acceso mantiene l'acqua pronta, ma le perdite di calore dal serbatoio aumentano i consumi. Se invece siete in pochi o assenti gran parte della giornata, accenderlo la sera o tramite timer notturno (quando l'energia costa meno) è più efficiente. Assicurati però che il dispositivo abbia una buona coibentazione per minimizzare le dispersioni termiche durante le ore di inattività.
  • Quale capacità dello scaldabagno è adatta alla mia famiglia?
    La dimensione del serbatoio deve corrispondere al numero di utenti e alle abitudini. Per una coppia o una singola persona, un modello da 30-50 litri può bastare se si fanno docce rapide. Per famiglie di 3-4 persone, si consiglia almeno un serbatoio da 80-100 litri per garantire acqua calda continua durante bagni consecutivi. Considera anche il luogo di installazione: spazi ridotti richiedono modelli compatti, mentre garage o ripostigli permettono unità più grandi. Un serbatoio troppo piccolo costringerà a riaccendere l'apparato frequentemente, sprecando energia, mentre uno troppo grande disperderà calore inutilmente.
  • Dove è meglio posizionare lo scaldabagno per ottimizzare i consumi?
    Il posizionamento influisce direttamente sull'efficienza energetica. L'ideale è installare lo scaldabagno il più vicino possibile ai punti di prelievo dell'acqua calda, come il bagno o la cucina. Questo riduce la lunghezza delle tubazioni, diminuendo le perdite di calore lungo il percorso e facendo arrivare l'acqua calda più velocemente, riducendo così gli sprechi d'acqua in attesa che si scaldi. Evita luoghi soggetti a correnti d'aria fredde o temperature esterne basse, che costringerebbero il dispositivo a lavorare di più per mantenere la temperatura impostata nel serbatoio.