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Pietra della Lessinia

Aggiornato il 26 ottobre 20163 capitoli4 domande frequenti
scala in pietra di Lessinia

Viene dal Veneto la bella pietra della Lessinia

La pietra della Lessinia non ha mai conosciuto lo sviluppo commerciale del suo cugino più famoso, il rosso Verona. Questo è dipeso per molto tempo dalla distanza dei siti estrattivi, la dorsale prealpina veronese, dai centri di lavorazione e smercio ma anche dalle difficoltà di accesso ai siti stessi. Solo negli ultimi tempi, l'ampliamento delle vie di comunicazione ha consentito l'espansione del bacino della Valpolicella, e anche grazie al miglioramento della tecnologia estrattiva, si è offerta a questa pietra sedimentaria la possibilità di farsi conoscere e apprezzare fino all'estero, per la sua versatilità architettonica e le sue proprietà estetiche. Presenta infatti lievi concavità superficiali e fossili affioranti che, nelle due varietà tonali del bianco e del rosa sfumati, danno a questo marmo un'aria antica, semplice ma affascinante. Anche nelle costruzioni moderne lega con delicata armonia col cotto e il legno e finanche col calcestruzzo.

Scegliere lo strato e la sfumatura di colore: si può

La pietra di Lessinia è conosciuta anche come lastame di Prun o anche calcare lastrolare per la caratteristica struttura a strati. A metà strada tra la pietra e il marmo, in cava si distingue per la tipologia degli strati e il loro numero, che può arrivare fino a 72. Anticamente ogni tipo di stratificazione aveva un suo utilizzo, per esempio gli spessori da 7 cm con 53 strati, di colore rosa, erano destinati alla copertura dei tetti, mentre per segnare i confini venivano utilizzati ciottoli di "lasta bastarda" di colore grigio-bianco. Per secoli la pietra di Lessinia è stato tra i materiali da costruzione caratteristici delle case rurali e dei villaggi fortificati di tipo retico. Per lungo tempo le cave si sono sviluppate in sotterraneo e solo ultimamente viene utilizzata l'estrazione a cielo aperto. Trova utilizzo come pietra grezza, appena spazzolata, nelle costruzioni rustiche e con vari livelli di finitura si inserisce nei contesti più sofisticati.

Pietra della Lessinia sintetica

Il settore edile è costantemente impegnato nella ricerca di tecniche per abbattere i costi di produzione ed estendere l'utilizzo di questo materiale a sempre maggiori applicazioni. Per questo motivo molte aziende all'avanguardia hanno studiato un materiale che pur mantenendo le caratteristiche estetiche e tattili della pietra offrono un minor costo ed esigono minore manutenzione e minori attenzioni. La pietra della Lessinia sintetica contiene una percentuale rilevante di pietra naturale addizionata ad una resina aggregante. Si ottiene in questo modo una lega che, anche grazie alle tecniche di lavorazione a cui le lastre sono sottoposte, è in grado di garantire altissime resistenze in piccoli spessori. Questo tipo di pietra, oltre ad avere una migliore lavorabilità sul posto rispetto alla pietra naturale, e quindi più facilità nella posa in opera, è praticamente indistruttibile.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la pietra della Lessinia e il marmo classico?
    La pietra della Lessinia è tecnicamente un calcare sedimentario, spesso definito come una via di mezzo tra la pietra e il marmo. A differenza del marmo vero e proprio, che è metamorfico, questa roccia presenta una struttura distintiva a strati laminari, con un numero di stratificazioni che può arrivare fino a 72. Questa conformazione geologica le conferisce proprietà meccaniche diverse e una maggiore resistenza agli agenti atmosferici rispetto al marmo puro, rendendola ideale sia per esterni che per interni. Esteticamente, mantiene quella lucentezza e finezza tipiche del marmo, ma con la robustezza propria delle pietre calcaree, offrendo sfumature naturali che vanno dal bianco al rosa sfumato.
  • È adatta per pavimenti esterni o facciate ventilate?
    Sì, la pietra della Lessinia è eccellente per entrambe le applicazioni. Grazie alla sua natura calcarea e alla resistenza all'usura, è ampiamente utilizzata per pavimentazioni esterne, patii e giardini, dove il suo aspetto antico e le lievi concavità superficiali creano un effetto antiscivolo naturale e molto elegante. Per le facciate, specialmente quelle ventilate, la sua capacità di legarsi armoniosamente con altri materiali moderni come il calcestruzzo o il legno la rende una scelta versatile. Tuttavia, essendo una pietra naturale porosa, richiede trattamenti idrorepellenti specifici per proteggere le fessure dai cicli di gelo-disgelo nelle zone climatiche rigide, garantendo così la durata nel tempo dell'opera.
  • Cosa si intende per 'pietra della Lessinia sintetica' e quali vantaggi offre?
    La pietra sintetica della Lessinia è un materiale composito ottenuto mescolando polvere di pietra naturale con resine aggreganti. Il vantaggio principale risiede nella praticità edilizia: è disponibile in lastre più sottili ma estremamente resistenti, grazie alla struttura rinforzata dalla resina. Questo ne facilita notevolmente la posa in opera, riducendo i tempi e i costi di manodopera rispetto alla pietra naturale massiccia. Inoltre, richiede molta meno manutenzione perché è meno soggetta a macchie e assorbimento di liquidi. È una soluzione ideale quando si desidera mantenere l'estetica autentica della pietra senza i pesi strutturali elevati e la fragilità tipici delle lastre naturali di grande spessore.
  • Come si riconoscono le varie qualità e spessori disponibili in cava?
    Le diverse qualità si distinguono principalmente in base allo spessore degli strati laminari e al colore predominante. Storicamente, gli spessori maggiori, come quelli da 7 cm con circa 53 strati e colorazione rosa, erano riservati alle coperture dei tetti per la loro robustezza. Al contrario, i ciottoli di "lasta bastarda", di colore grigio-bianco e con stratificazione inferiore, venivano usati per muri a secco o delimitazioni. Oggi, la scelta dipende dall'uso finale: per rivestimenti verticali o pavimenti interni si preferiscono lastre levigate o spazzolate di vario spessore, mentre per esterni si scelgono finiture più ruvide che esaltino la texture stratificata e la resistenza naturale del calcare.

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