Vanga

Scegliere la vanga più adatta

La vanga è formata da lungo manico di legno e da una robusta lama di metallo per lo più triangolare. Nella sua forma classica ha un lembo superiore della lama irrobustito, o addirittura porta un pedale chiamato staffale, che consente l'appoggio del piede con la cui forza la vanga viene affondata nel terreno. Il manico può essere dritto, a maniglia oppure a T. Per lungo tempo i manici migliori sono stati fatti in frassino, che consente di assorbire gli urti, oggi sostituito spesso dal vetroresina o dall'alluminio. Questi materiali sono più leggeri ma non assorbono bene gli urti e le vibrazioni possono rendere fastidioso il lavoro. La lama può essere realizzata in acciaio inox, resistente alla ruggine oppure in acciaio al carbonio che, al contrario, è soggetta ad ossidazione. In tutti i casi è preferibile dopo l'uso pulire la lama con uno straccio per preservarne la superficie. A prescindere dai materiali con cui sono fatti, questi strumenti vengono danneggiati dall'esposizione alle intemperie e dallo sporco.
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Una vanga per scavare

vangare Le vanghe sono disponibili in una miriade di forme e dimensioni, che ne differenziano la funzione e le fanno uscire dall'ambito prettamente agricolo. La vanga è dotata di una lama leggermente ricurva, con bordi rovesciati che termina leggermente a punta. In questo caso viene utilizzata per scavare nel terreno. Le punte taglienti del bordo quadrato sono invece utilizzate per i terreni più pesanti, che richiedono più forza di penetrazione. Possono eseguire le stesse operazioni delle zappe da giardino e dei forconi, tagliando piccole radici e liberando il terreno da piante infestanti. La vanga, con la punta aguzza e tagliente, è perfettamente adatta alle operazioni di scavo. Ancora oggi viene utilizzata per la posa dei tubi di irrigazione, nello scavo delle pareti per ridurre al minimo il disagio del terreno circostante. I bordi della lama devono essere mantenuti opportunamente affilati per poter svolgere bene il proprio lavoro e altrettanto importante è che il peso del manico e quello della lama siano in perfetto equilibrio.

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Vangare senza rompersi la schiena

uso della vanga La vanga è ideale per muovere materiali sfusi come carbone, grano, pietrisco, o neve, basta adattare la forma e la dimensione della lama all'uso specifico. Una lama ampia e svasata dotata di bordi è adatta a questi scopi, mentre per eliminare le erbe infestanti dai passi carrai e dai cordoli si usa una lama più stretta e dal bordo molto arrotondato. La presenza dello staffale non è indispensabile, poiché il piede si può poggiare anche sul bordo rovesciato dello scudo della vanga. In ogni caso questo attrezzo si comporta come una leva di 1° grado con il punto di appoggio che fa da fulcro. Una operazione corretta di vangatura consiste di quattro movimenti: la vanga viene affondata nel terreno spingendo col piede, si "stacca" la terra facendo leva solo sul manico, ci si aiuta col ginocchio in avanti per sollevare la vanga col terreno, e infine si ributta giù la terra per rompere le zolle. Questo movimento, che viene ripetuto per il tempo necessario, va compiuto in modo corretto, alternando inspirazione ed espirazione prima di ogni sforzo per evitare di irrigidire la schiena. Si vanga spostandosi all'indietro per evitare di pestare la terra appena smossa.


La vanga a fulcro elastico

tipo di vanga La vanga a fulcro elastico è un'applicazione della vanga per facilitare la lavorazione del terreno. Inventata nell'immediato dopoguerra è una vangatrice manuale che si usa senza trattrice ed utilizza un fulcro flessibile rendendo la vanga molto più leggera rispetto alla vangatrice tradizionale. L'elasticità del fulcro consente di non sottoporre il manico di legno a grosse e improvvise sollecitazioni, poiché essendo flessibile si piega se il terreno è troppo duro o la zolla troppo pesante. La vanga a fulcro è più prestante rispetto alla vanga tradizionale perché il punto di applicazione della forza è sempre l'estremità del manico, dove è collocato una sorta di manubrio che serve ad azionarla, su questo si poggiano tutte e due le mani, e a volte, il peso del corpo. Chiamata anche vanga a pedale sostituisce lo staffale con un pedale in posizione ortogonale alla lama ed è tramite questo che la vanga viene sospinta nel terreno. L'altezza del pedale, che è assicurato al manico tramite un manicotto, è regolabile in altezza consentendo di scegliere il punto di leva.


Gli antenati della vanga

Si può supporre che nel suo cammino verso la civiltà l'uomo abbia trovato fin da subito la necessità di scavare. Inizialmente la forma del palmo delle mani lo ha senz'altro coadiuvato ma, agli albori dell'era neolitica, 12.000 anni prima di Cristo, era già in grado di forgiare pietre levigate adatte a imitare l'azione delle mani con maggiore efficacia. I primi agricoltori dovevano accontentarsi di una vanga rozzamente modellata dalle ossa piatte degli animali, la spalla con la forma leggermente concava e triangolare della scapola si prestava benissimo allo scopo. Poi vennero il legno e, infine il metallo. La ricerca tecnologica ha portato allo sviluppo di linee moderne di vanga, per facilitarne la funzione scavatrice ma curando anche piccole differenze a seconda che debbano lavorare nei terreni compatti o con materiale non aggregato come carbone o grano. Questa specializzazione è stata in parte dovuta alla diffusione della vanga nelle fabbriche del settore dell'acciaio, nei granai, nelle costruzioni, ma anche al suo uso universale in agricoltura e dove serviva per spostare grandi quantità di materiale sfuso con il solo lavoro manuale.


La vanga nella storia

vanga Fino alla fine del 19° secolo, quando gli escavatori industriali a vapore sono stati economicamente più convenienti la vanga era l'attrezzo d'eccellenza nel movimento terra. Tra il 1890 e il 1910 Frederick Taylor ha sviluppato addirittura la "scienza dello spalare". Dopo l'analisi dettagliata dei movimenti richiesti dal lavoro, ha sostenuto gli investimenti industriali nella produzione di vanghe, perché, sosteneva, questo sarebbe stato rimborsato dalla maggiore produttività dei lavoratori. Anche se inizialmente il mondo dell'industria guardò con scetticismo alle sue idee, Taylor ha dato un valido contributo sia all'organizzazione scientifica del lavoro che a sviluppare vanghe dalle linee sempre più funzionali. L'ingegnere, nato nel 1856 in Pennsylvania, può essere considerato il primo consulente aziendale impiegato nell'industria. Si occupò di produttività dei lavoratori e di creare un ambiente di lavoro efficiente per tutta la vita, i suoi standard di efficienza e il suo sistema di gestione industriale sono ritenuti ancora oggi dei punti di riferimento rilevanti.




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