Struttura del piano cottura in vetro

Piani cucina

I piani cottura in vetro

I piani cottura in vetro costituiscono l'ultima tendenza in cucina. Grazie alla loro struttura particolare sempre più persone li scelgono per la casa.

di Redazione

26 aprile 2017

Come funzionano i piani cottura in vetro

Il principio di funzionamento su cui si basano i piani cottura in vetro consiste essenzialmente nel riscaldamento della struttura mediante la corrente elettrica. La zona che viene riscaldata nello specifico è una resistenza elettrica di forma circolare che viene alloggiata direttamente sotto la struttura in vetro. Il calore generato tende a scaldare in primo luogo questa lastra di vetroceramica e successivamente mediante induzione il pentolame che viene adagiato sopra. Questo trasferimento di calore comporta un parziale spreco di energia in quanto solamente il 47% del calore generato viene assorbito successivamente dalla pentola. L'intensità del calore fornito può essere regolata mediante delle manopole oppure anche dai touch screen digitali, nei casi più recenti. Ovviamente tanto maggiore sarà l'intensità della corrente fornita tanto maggiore sarà l'assorbimento di calore generato.

Vantaggi dei piani cottura in vetro

I piani cottura in vetro sono la tendenza dei prossimi anni e per varie ragioni si stanno diffondendo in maniera sempre più veloce nelle case di tutti. Ci sono infatti dei vantaggi particolari che portano alla scelta dei piani cottura in vetro. Uno tra questi è sicuramente la questione della sicurezza. A differenza dei normali fornelli, infatti, questi piani cottura in vetroceramica sono in grado di riconoscere il tocco delle mani e quindi di spegnersi automaticamente nel caso in cui qualcuno vi poggiasse la mano per sbaglio. In più, questa struttura viene alimentata a corrente elettrica e per questa ragione sono da escludere i rischi che invece provengono dai fornelli alimentati a gas. Un altro vantaggio dei piani cottura in vetro consiste nell'assenza di ugelli, tipici degli impianti a gas, che tendono ad otturarsi magari durante la pulizia. Grazie ad un piano cottura di questo tipo sarà più semplice ed efficace pulire la zona.

Svantaggi dei piani cottura in vetro

Nonostante i piani cottura in vetro siano innovativi e di ultima generazione, comportano anch'essi qualche svantaggio. Il primo fra questi è la parziale perdita di energia che viene generata dal passaggio di calore dal piano alla pentola. Il calore che si riesce a sfruttare per la cottura è pari al 47% di quello totale generato. Generalmente ci vuole anche un po' più di tempo per portare la struttura alla temperatura richiesta per la cottura. E' necessario, infatti, attendere che il piano si scaldi e che successivamente scaldi anche il pentolame che viene adagiato sopra. Una volta terminata la cottura, è necessario attendere del tempo affinché tutta la struttura torni ad essere fredda e per poterla quindi pulire. La zona attorno al piano cottura tende a scaldarsi un po'. Di conseguenza il cibo che tende a cadere in quei punti potrebbe incrostarsi e risultare scomodo da rimuovere successivamente.

Il materiale

I piani cottura in vetro costituiscono una frontiera innovativa in cucina specialmente grazie al materiale con cui vengono realizzati. La vetroceramica si ricava da alcuni vetri che per definizione vengono chiamati "instabili". Un esempio di vetro instabile è il silicato di litio. Questi materiali vengono scaldati ad altissime temperature fino al raggiungimento di un processo denominato devetrificazione in cui gli elementi vengono trattati con degli agenti nucleanti, solitamente metalli, oppure con delle microliquazioni. Grazie a questo particolare processo di cottura la vetroceramica risulta avere un'ottima resistenza alla dilatazione termica, processo fondamentale da tenere conto per la realizzazione di piani cottura efficienti. Inoltre la sua resistenza alle alte temperature arriva fino ad un massimo di 700-800°C. Infine, la vetroceramica risulta resistente a moltissime sostanze corrosive.

Domande frequenti

  • Quanto è efficiente energeticamente un piano cottura in vetro rispetto ad altri sistemi?
    L'efficienza energetica dei piani cottura in vetroceramica è mediamente inferiore rispetto ad altre tecnologie come l'induzione pura. Secondo i dati tecnici disponibili, solo il 47% del calore generato dalla resistenza elettrica sottostante viene effettivamente trasferito alla pentola. Il restante calore si disperde nell'ambiente circostante, riscaldando non solo il fondo della stoviglia ma anche l'aria intorno al piano. Questa dispersione termica implica tempi di riscaldamento leggermente più lunghi e un consumo elettrico superiore per raggiungere le stesse temperature di cottura rispetto a sistemi a induzione diretta, rendendoli meno economici nella gestione quotidiana se confrontati con le ultime generazioni di cucine elettriche.
  • La vetroceramica resiste davvero alle alte temperature e agli urti?
    Sì, la vetroceramica utilizzata per i piani cottura è progettata specificamente per resistere a stress termici elevati. Grazie a un processo di produzione che include la devetrificazione e l'uso di agenti nucleanti come il silicato di litio, il materiale sviluppa un'eccellente resistenza alla dilatazione termica. Può sopportare temperature fino a 700-800°C senza creparsi o deformarsi. Inoltre, è altamente resistente all'attacco di molte sostanze chimiche corrosive comuni in cucina. Tuttavia, pur essendo robusta, rimane fragile agli urti meccanici violenti o al contatto con oggetti metallici pesanti lasciati cadere, pertanto richiede comunque una certa cautezza nell'uso quotidiano.
  • È sicuro lasciare il piano acceso quando si tocca accidentalmente?
    La sicurezza è uno dei principali vantaggi di questi elettrodomestici. I moderni piani cottura in vetro sono dotati di sensori capaci di rilevare il contatto umano. Se una mano tocca involontariamente la superficie calda mentre il dispositivo è attivo, il sistema rileva la presenza e può spegnersi automaticamente per prevenire ustioni. Inoltre, eliminando il rischio di fughe di gas tipico dei fornelli tradizionali, si riducono drasticamente i pericoli legati a esplosioni o intossicazioni. È comunque fondamentale rispettare le avvertenze del manuale d'uso e non appoggiare oggetti infiammabili sulla superficie, anche se il piano è spento ma ancora caldo.
  • Come si pulisce correttamente un piano in vetroceramica senza graffiarlo?
    La pulizia è facilitata dall'assenza di griglie e bruciatori, offrendo una superficie unica e continua. Per evitare graffi, è essenziale utilizzare detergenti specifici per vetroceramica e spugne morbide, mai abrasive. Si consiglia di pulire il piano quando è ancora tiepido, non bollente né completamente freddo, poiché il calore residuo aiuta a sciogliere i residui di cibo senza bisogno di strofinare vigorosamente. Evitare prodotti aggressivi o acidi forti che potrebbero opacizzare la superficie nel tempo. Per le macchie ostinate incrostate, usare raschietti appositi per vetroceramica tenuti perfettamente paralleli alla superficie per non danneggiare il rivestimento lucido.
  • Perché il cibo che cade sul bordo del piano è difficile da rimuovere?
    Durante l'utilizzo, la zona periferica del piano cottura tende a scaldarsi significativamente a causa della conduzione termica dalla resistenza centrale. Se il cibo o liquidi cadono in queste aree laterali, il calore residuo provoca un'istantanea caramellizzazione o carbonizzazione dello sporco. Questo processo rende i residui estremamente aderenti e difficili da staccare una volta raffreddato il piano. Per questo motivo, è buona norma pulire immediatamente eventuali schizzi prima che il calore li fissi definitivamente sulla superficie, oppure attendere che il piano si sia completamente raffreddato per applicare detergenti specifici e lasciarli agire prima di strofinare.