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Tipi di viti

Aggiornato il 22 novembre 20163 capitoli4 domande frequenti
Diversi tipi di viti

Tipi di viti: cosa sono e loro utilizzo

Una vite è utilizzata per fissare varie parti di diversi oggetti tra di loro. Le componenti basilari della vite sono la barra filettata, la punta e la testa. La barra delle viti è cilindrica e su di essa è inciso un filetto elicoidale che serve per facilitare l'inserimento della vite stessa nei materiali che andranno ad accoglierla. A una delle due estremità della barra si trova una punta, mentre all'altra si trova una parte piatta che viene definita come testa della vite. Le viti sono solitamente metalliche, esistono però vari tipi di viti, a seconda appunto dei materiali, ma soprattutto si distinguono vari tipi di viti per forma della testa e per tipologie di innesto per il cacciavite. Le viti più semplici si inseriscono solitamente in un preforo fatto con un trapano, esistono tuttavia anche le viti autofilettanti che creano da sè la filettatura, queste viti autofilettanti vengono usate in materiali come il legno e il cartongesso, mentre per l'acciaio si disporrà già di un preforo filettato.

Tipi di viti: diversità di testa e innesto

Diversi tipi di viti si possono distinguere in base alle forme che può assumere la loro testa: - testa cilindrica; - testa tonda; - testa mezza tonda; - testa a bottone; - testa piana svasata. I tipi di viti sono adatti a diversi lavori: se la vite non deve vedersi, si userà una vite a testa svasata. Altra differenza sono i tipi di innesti per il cacciavite: - innesto a taglio. Sulla testa della vite è presente un taglio lineare che va da una estremità all'altra; - innesto a croce (Phillips). Sulla testa della vite è presente una incisione a forma di croce, questo è un tipo di innesto più efficace del precedente perché previene meglio lo scivolamento del cacciavite; - innesto Pozidriv. Simile al precedente, con quattro incisioni secondarie; - innesto Torox. La testa ha una incisione con la forma di una stella a sei punte arrotondate; - innesto esagonale. Sulla testa della vite è praticato un foro esagonale, per avvitarla si utilizza una chiave a brugola; - innesto Roberston. Il foro praticato sulla testa dalla vite è di forma quadrata; - innesto Tri-Wing. L'incisione ha la forma di una Y, ed è formata da tre incisioni che partendo dal centro si irradiano a stella.

Diversi materiali

I materiali con cui sono realizzate le viti sono molto resistenti, queste devono infatti resistere alle sollecitazioni del cacciavite e del materiale in cui entreranno. I vari tipi di viti, a seconda dei materiali usati per la loro realizzazione, possono essere: - viti in acciaio; - viti in ottone; - viti in rame; - viti in titanio. - viti in vetro, ceramica, nylon o teflon, in caso debbano essere applicate a delle parti che hanno un attraversamento di corrente elettrica. L'acciaio inoltre può essere trattato in modo che diventi inossidabile, questo trattamento è particolarmente indicato nel caso le viti vadano posizionate in ambienti soggetti alla corrosione dei metalli. Altri processi che possono invece aumentare la resistenza delle viti al carico di sollecitazioni che andranno a sopportare sono i processi elettrolitici della zincatura e della brunitura. Il prezzo delle viti varia di molto a seconda delle varie tipologie, vengono solitamente vendute in negozi di ferramenta in confezioni da 100/200 pezzi, con un prezzo variabile tra i 4 e i 10 € a sacchetto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra viti standard e viti autofilettanti?
    Le viti standard richiedono un foro predreillato di diametro specifico per essere inserite nel materiale, sfruttando il filetto esistente o creando una pressione meccanica. Le viti autofilettanti, invece, possiedono una punta e un filetto progettati per scavare autonomamente la propria sede nel materiale durante l'avvitamento, senza bisogno di un preforo filettato. Questo le rende ideali per materiali come legno, cartongesso e plastiche, mentre per l'acciaio è generalmente preferibile utilizzare viti standard con fori già filettati per garantire maggiore precisione e tenuta.
  • Quale innesto scegliere per evitare che il cacciavite scivoli via?
    Per minimizzare il rischio di slittamento del cacciavite, che può danneggiare sia la vite che il utensile, gli innesti più efficaci sono quelli a croce (Phillips) e, ancora meglio, il Pozidriv. Il Phillips presenta una croce semplice, mentre il Pozidriv aggiunge quattro incisioni secondarie angolari, migliorando l'aderenza. Per applicazioni professionali o ad alta coppia di serraggio, l'innesto Torx (stella a sei punte arrotondate) offre la massima trasmissione di forza senza deformarsi, evitando il famoso effetto 'cam-out' tipico dei Phillips sottoposti a forte stress.
  • Come scegliere la vite giusta in base alla finitura estetica desiderata?
    La scelta dipende dall'estetica finale: se la vite non deve essere visibile, opta per una vite a testa piana svasata, che rimane a filo con la superficie. Se la visibilità è accettabile o ricercata, puoi usare teste tonde, mezzetonde o a bottone. Inoltre, considera il materiale: per esterni o ambienti umidi, evita l'acciaio non trattato e preferisci acciaio inox, ottone o acciaio zincato. Per interni secchi e decorativi, l'acciaio brunito o verniciato può essere sufficiente, garantendo durata senza compromettere l'aspetto estetico richiesto dal progetto.
  • Quando è necessario utilizzare viti in materiali specifici come titanio, rame o plastica?
    Le viti in acciaio zincato o inox sono lo standard per la maggior parte dei lavori generali. Tuttavia, il rame e l'ottone si scelgono per la loro resistenza alla corrosione marina o per motivi estetici specifici. Il titanio è riservato ad applicazioni aerospaziali o industriali ad altissima resistenza specifica. Materiali come nylon, teflon o vetro/ceramica sono utilizzati esclusivamente per isolare elettricamente le connessioni o in contesti chimici particolari dove il metallo potrebbe reagire. In questi casi, la funzione tecnica (isolamento o inerzia chimica) prevale sulla pura resistenza meccanica strutturale.

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