Casapratica.org · guide e consigli pratici
Casa · Sistemare casa

Cosa sono le case attive

Aggiornato il 06 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Casa attiva a Lystrup

Dalle case passive alle case attive

Le case attive (Active House) rappresentano un'evoluzione delle case passive (Passivhaus) già presenti in Germania dalla fine degli anni Ottanta e di cui si hanno esempi in tutta Europa. Costruite per sfruttare la caratteristiche dei materiali di costruzione e l'esposizione solare riducendo al minimo il fabbisogno energetico, le case passive hanno rappresentato un valido modello di abitazione progettata secondo criteri econostenibili. Recentemente, gli studi di bioarchitettura hanno portato a concepire un'abitazione non soltanto estremamente efficiente dal punto di vista energetico, ma addirittura in grado di produrre più energia di quella necessaria per abitarvi. Un'abitazione, quindi, che da passiva diventa attiva, con uno sguardo non soltanto rivolto al risparmio energetico e al rispetto dell'ambiente, ma anche a una sostenibilità globale.

Progettazione e materiali case attive

Le case attive sono concepite innanzitutto per avere un minor impatto sull'ambiente e quindi secondo i concetti di sostenibilità, compatibilità e benessere propri della bioarchitettura. In questo senso, le case attive sono state ideate secondo principi di progettazione sostenibile e di bioedilizia. Gli impianti avranno quindi un'elevata efficienza e i materiali da costruzione utilizzati saranno naturali e biodegradabili. L'isolamento termico, la raccolta e la distribuzione di energia termica, un sistema di ventilazione e dispositivi per il risparmio idrico permetteranno di ottimizzare le risorse energetiche per il consumo dell'abitazione. A differenza delle case passive, la casa attiva è progettata in modo tale da poter far fronte non solo alle esigenze di calore, ma anche al funzionamento di tutti i dispositivi.

Differenze tecniche tra case passive e case attive

Come per le case passive, la realizzazione delle case attive prevede che esse abbiano dei requisiti tali da poter ottenere un considerevole vantaggio energetico, il quale, oltre a consentire un risparmio economico, contribuisca al rispetto per l'ambiente. Importanti in questo senso, oltre agli impianti d'accumulo di energia solare, sono l'orientamento dell'edificio e l'isolamento termico. Rispetto alle case passive, le case attive hanno come obiettivo non soltanto quello dell'autoconsumo, ma anche quello di produrre energia a loro volta. Ciò è possibile grazie a particolari accorgimenti in fase di progettazione e di realizzazione, quali ad esempio rivestimenti e isolamenti di fondazione, l'utilizzo di vetrate più ampie, finestre a triplo vetro, l'installazione di pompe di calore e di celle solari.

Il futuro per le Case attive

La costruzione della prima casa attiva, dotata di un computer per il monitoraggio del clima interno e di apparecchi domotici, è stata seguita da Rikke Lildholdt a Lystrup, un piccolo sobborgo danese.Il costo di questo primo edificio è stato di 570.000 euro, ma stando alle previsioni in futuro potrebbe compararsi a quello di un'abitazione standard.Per quanto riguarda l'Italia, a tutt'oggi abbiamo diversi esempi di case attive, sia per edifici di nuova costruzione, sia con il recupero di edifici giù esistenti.La realizzazione di case attive potrebbe risultare un valido modello per mettere in pratica la Direttiva europea del 2010, con la quale si richiede che gli edifici pubblici costruiti dal dicembre 2018 e quelli privati costruiti dal dicembre 2020 abbiano consumi energetici prossimi allo zero.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una casa passiva e una casa attiva?
    La differenza fondamentale risiede nel bilancio energetico. La casa passiva è progettata per ridurre drasticamente il fabbisogno energetico attraverso un ottimo isolamento e una corretta esposizione, limitando i consumi. La casa attiva, invece, va oltre: non si limita a risparmiare energia, ma è progettata per produrne di più di quanta ne consuma. Questo significa che l'edificio diventa una fonte di energia netta positiva, integrando sistemi come pannelli fotovoltaici e pompe di calore per generare surplus da immettere nella rete o accumulare.
  • Quali tecnologie e materiali sono essenziali per costruire una casa attiva?
    Per realizzare una casa attiva servono materiali naturali, biodegradabili e sostenibili, uniti a impianti ad alta efficienza. Elementi chiave includono vetrate ampie e a triplo vetro per catturare il calore solare, isolamenti termici avanzati nelle fondazioni e nei muri, sistemi di ventilazione meccanica controllata e dispositivi per il risparmio idrico. Inoltre, l'integrazione di celle solari, pompe di calore e domotica per monitorare il clima interno è indispensabile per gestire attivamente la produzione e il consumo energetico dell'abitazione.
  • È vero che le case attive costano molto di più delle abitazioni tradizionali?
    Inizialmente, i costi di costruzione possono essere superiori, come dimostrato dal primo progetto danese che ha richiesto circa 570.000 euro. Tuttavia, le previsioni indicano che, con la diffusione della tecnologia e l'aumento della domanda, i prezzi stanno tendendo ad avvicinarsi a quelli delle abitazioni standard. Inoltre, il ritorno sull'investimento è garantito dai drastici tagli ai costi energetici mensili e dalla possibilità di vendere l'energia in eccesso, rendendole economicamente convenienti nel lungo termine.
  • Posso trasformare un edificio esistente in una casa attiva?
    Sì, è possibile intervenire sia su edifici di nuova costruzione che su quelli già esistenti. Il processo di retrofitting (riqualificazione energetica) richiede una valutazione accurata dello stato attuale dell'immobile per identificare le criticità termiche ed energetiche. Interventi come l'aggiunta di coibentazione, la sostituzione delle infissi con modelli ad alte prestazioni, l'installazione di pannelli fotovoltaici e l'ottimizzazione degli impianti permettono di avvicinare un edificio preesistente agli standard di efficienza e produzione energetica richiesti dalle case attive.
  • Cosa c'entra la direttiva europea 2010/31/UE con le case attive?
    La direttiva europea impone che tutti gli edifici nuovi pubblici (dal dicembre 2018) e privati (dal dicembre 2020) siano a quasi zero energia (NZEB). Le case attive rappresentano l'evoluzione naturale di questo requisito normativo: mentre la norma NZEB mira a portare i consumi vicini allo zero, la filosofia Active House punta alla produzione attiva di energia rinnovabile. Pertanto, costruire una casa attiva è il metodo più efficace per rispettare e superare gli obblighi normativi europei sulla sostenibilità edilizia.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche