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Calce spenta

Aggiornato il 13 ottobre 20163 capitoli4 domande frequenti
Maturazione della calce spenta

Che cos'è la calce spenta?

La calce spenta è idrossido di calcio e si distingue nettamente dalla calce viva che è ossido di calcio. Entrambe si producono dalla selezione di pietre calcaree proveniente dalle cave. Quando la calce viene riscaldata subisce una decomposizione termica e diventa calce viva. La calce viva reagisce con l'acqua formando calce spenta. Il prodotto ottenuto dalla lenta cottura in forni ad alte temperature, 950-980°C, viene lasciato a maturare e "spegnere" per almeno dieci mesi in apposite vasche a contatto con l'acqua. La struttura molecolare è composta da cristalli esagonali che, durante il riposo, si dispongono lentamente in file parallele, contribuendo a rendere la struttura della calce compatta, vischiosa e lavorabile. Una volta stagionato il prodotto è pronto all'uso. E' un legante naturale a presa aerea, questo vuol dire che indurisce con il semplice contatto con l'aria.

Calce spenta o calce aerea

La calce spenta e stagionata ha una struttura granulare molto fine e sottile, teme sia il gelo che gli eccessivi caldi ma in confezione integra può essere conservata per decenni. Viene utilizzata in edilizia, come legante e per stabilizzare il terreno nelle costruzioni ferroviarie o stradali, in numerosi processi industriali per la produzione di acciaio, carta o addirittura zucchero e nei procedimenti di potabilizzazione delle acque. Viene utilizzata nella depurazione delle acque reflue. La calce spenta viene prodotta in modo tradizionale, e indurisce all'aria per riassorbimento dell'anidride carbonica, il suo impiego può quindi essere considerato eco-compatibile, tuttavia la sua produzione prevede elevati consumi di energia ed emissioni nocive nell'aria. La calce idrata utilizzata per la creazione di malte cementizie è in commercio in polvere o in paste. La calce spenta non va mai confusa con la calce idraulica, che invece indurisce a contatto con l'acqua.

Altri utilizzi calce spenta

La calce spenta in pasta viene chiamata anche grassello e viene utilizzata in alcuni preparati per capelli, in odontoiatria, o anche come insetticida naturale. Trova alcuni utilizzi commestibili, come la preparazione dei sottaceti. Ha anche proprietà antimicrobiche che rendono la calce spenta idonea al trattamento delle infezioni sotto forma di cataplasma. Usata anche nella protezione dei tronchi e dei rami nell'orto e in giardinaggio, si prepara un latte di calce che viene spennellato sulle parti del fusto contro attacchi fungini e per osteggiare le uova di afidi e altri insetti dannosi. In agricoltura viene utilizzata anche per la preparazione della poltiglia bordolese, mescolando la calce al rame, per la sua capacità di innalzare il ph, quindi come correttore dei terreni acidi. E' una valida alternativa al rame per il controllo del cancro degli alberi da frutto. Chiusa ermeticamente nella sua confezione metallica la calce spenta in pasta dura anche molti anni.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra calce spenta e calce idraulica?
    La distinzione fondamentale risiede nel meccanismo di indurimento. La calce spenta, nota anche come calce aerea, è idrossido di calcio e indurisce esclusivamente grazie al contatto con l'aria, assorbendo anidride carbonica per tornare a carbonato di calcio. Al contrario, la calce idraulica contiene silicati e alluminio che permettono l'indurimento anche a contatto con l'acqua, rendendola adatta a ambienti umidi o sommersi. Non scambiarle mai: usare la calce aerea in zone costantemente bagnate ne comprometterebbe la stabilità strutturale.
  • Come si conserva correttamente la calce spenta per evitare che si rovini?
    Per garantire una conservazione ottimale, specialmente se acquistata in pasta (grassello), è essenziale mantenerla chiusa ermeticamente nella confezione originale metallica. Questo isolamento dall'aria previene la carbonatazione prematura e mantiene il prodotto lavorabile per molti anni. Se conservata in confezione integra, la calce spenta resiste anche decenni. Attenzione però alle condizioni ambientali: teme fortemente il gelo diretto e gli eccessivi caldi, pertanto la stoccaggio dovrebbe avvenire in luoghi freschi, asciutti e protetti dagli sbalzi termici estremi.
  • È possibile utilizzare la calce spenta in giardino per proteggere le piante?
    Assolutamente sì, la calce spenta trova ampio impiego in giardinaggio e orticoltura. Può essere diluita in acqua per preparare il 'latte di calce', una soluzione da spennellare sui tronchi e sui rami principali. Questa operazione crea una barriera protettiva contro gli attacchi fungini e ostacola la deposizione delle uova di afidi e altri insetti dannosi. Inoltre, in agricoltura viene usata come correttore per terreni acidi, poiché alza il pH, oppure mescolata al rame per creare la poltiglia bordolese, efficace contro malattie crittogamiche come la ticchiolatura delle mele.
  • La calce spenta è sicura e rispettosa dell'ambiente?
    L'impiego della calce spenta in edilizia è considerato eco-compatibile perché il materiale, indurendo, riassume l'anidride carbonica rilasciata durante la sua produzione iniziale, chiudendo parzialmente il ciclo del carbonio. Tuttavia, bisogna considerare l'impatto della fase produttiva: la cottura delle pietre calcaree avviene a temperature elevate (950-980°C) e richiede grandi quantità di energia, generando emissioni nocive. Quindi, mentre l'uso finale è sostenibile, la produzione rimane energeticamente onerosa. È comunque preferita al cemento per la sua traspirabilità e minore impatto ambientale complessivo nelle ristrutturazioni storiche.

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