Casapratica.org · guide e consigli pratici
Fai da te · Tutorial e consigli

Ancoraggio

Aggiornato il 28 settembre 20266 capitoli5 domande frequenti
esempio di ancoraggio chimico

Che cos'è l'ancoraggio chimico e le caratteristiche della tecnica

L'ancoraggio chimico è una tecnica utilizzata sia nel campo dell'edilizia che dell'ingegneria, in quanto consente di fissare a una struttura solida o forata alcuni componenti strutturali. Più comunemente si chiama tassello chimico oppure tassello a rete e consiste nel fissare alla muratura una barra di metallo impiegando una speciale colla rigida invece che le normali tecniche di attrito o di incastro. Il materiale colloso è a base di resine bi-componente e si caratterizza per l'elevata resistenza meccanica e per il rapido indurimento in tutta la massa. L'applicazione viene effettuata attraverso una cartuccia bi-componente: si tratta del sistema più pratico e vede l'erogazione della resina con una pistola dotata di un beccuccio miscelatore, al cui interno i due componenti vengono miscelati. Tuttavia, esiste anche un altro sistema basato su una singola dose di resina in fiala da unire a un catalizzatore contenuto in fialetta separata. Si tratta di una tecnica che si può usare solo su supporti pieni.

I tipi di resine utilizzate nell'ancoraggio chimico

Le resine utilizzate nell'ancoraggio chimico si differenziano tra loro sia per il grado di resistenza che per il tipo di applicazione richiesta. Esistono resine epossidiche, vinilestere e poliestere. Queste ultime offrono un buon rapporto qualità/prezzo, ma non possono essere applicate sul calcestruzzo umido: potrebbero compromettere a lungo andare la struttura stessa. Per questo motivo vengono utilizzate a livello artigianale per la posa dei serramenti, le opere di carpenteria leggera e per l'applicazione su strutture di mattoni forati. Le resine epossidiche, invece, si caratterizzano per la migliore adesione e resistenza meccanica, ma anche i tempi di indurimento sono di gran lunga maggiori, circa dieci volte quelli delle altre resine. Infine, le resine vinilestere si collocano a metà strada e sono adatte sia per le armature nella carpenteria pesante che per i fissaggi ad alta resistenza nel settore delle costruzioni.

L'ancoraggio chimico sulle strutture di mattoni compatti

Per eseguire l'ancoraggio chimico su una struttura compatta, di mattoni o di calcestruzzo, bisogna seguire una particolare procedura. Innanzitutto si deve forare il supporto con un utensile a rotopercussione, tenendo conto anche dello spessore della struttura; ricordatevi sempre di eliminare dal foro la polvere, impiegando una pompetta ad aria e un soffietto. Per una pulizia ottimale è bene alternare due soffiate a due spazzolate, per poi ripetere di nuovo l'operazione. Dopo essersi accertati che la vite o la barra sia perfettamente pulita, bisogna aprire la cartuccia bi-componente (si consiglia di tenerla a una temperatura di 15-25°) e applicarvi il beccuccio miscelatore. La parte iniziale dell'erogazione deve essere scartata finché la resina non abbia un colore uniforme, che indica una miscelazione completa. Bisogna riempire il foro per 2/3 partendo dal fondo e risalendo man mano con il beccuccio. Ora si deve inserire la barra per procedere con il serraggio e il carico.

L'ancoraggio chimico su una struttura a mattoni forati

L'applicazione delle resine sui supporti forati prevede l'utilizzo di tasselli a rete, che impediranno la caduta di materiali all'interno della muratura forata: in questo modo si facilita la formazione di un grumo di resina che si incastrerà ai setti del mattone e su cui si deve ancorare la barra. Dopo aver effettuato dei fori a semplice rotazione (è necessario per non frantumare i setti interni), bisogna preparare la pistola erogatrice. Anche in questo caso si deve scartare la parte iniziale. A questo punto si deve inserire il tassello a rete nel foro; se quest'ultimo è stato realizzato in un punto dove la struttura non è forata, si esegue la stessa applicazione prevista per un supporto compatto. Per iniettare la resina nel tassello è necessario partire dal fondo in modo che fuoriesca in quantità sufficiente dalle maglie della rete. Ora si deve inserire la barra, ruotarla un po' e, una volta che la colla si è indurita, applicare il serraggio e il carico.

L'ancoraggio chimico su supporti molto umidi

Alcuni particolari tipi di resine, come quelle epossidiche e vinilestere, possono essere applicate anche su supporti compatti (in mattoni oppure in calcestruzzo) caratterizzati da un alto tasso di umidità o pieni d'acqua. Bisogna tenere a mente, infatti, che in queste condizioni strutturali il processo di indurimento può essere rallentato anche notevolmente. Per questo motivo si consiglia di calcolare che le resine si rassoderanno in tempi che si allungheranno di almeno 1,5 volte rispetto a quelli che caratterizzano un semplice foro asciutto. Quindi è necessario aspettare molto più a lungo che la barra o la vite sia ancorata alla perfezione prima di procedere al carico. Comunque è bene fare attenzione a quanto riportato nelle etichette e nelle descrizioni tecniche dei prodotti da parte delle aziende produttrici: si deve considerare se le resine siano idonee o meno oppure se si raccomanda di ridurre il carico per ragioni di sicurezza.

Le misure di sicurezza nell'ancoraggio chimico

L'ancoraggio chimico è una tecnica che risponde alla normativa UE che si occupa della classificazione e della certificazione di idoneità per i sistemi di fissaggio: l'emissione dell'ETAG (European Technical Approval Guideline) da parte dell'EOTA ha fissato i requisiti per cui un prodotto di fissaggio possa ottenere l'ETA (European Technical Approval). La certificazione CE e l'attestato di conformità valutano quindi le caratteristiche, i requisiti e gli usi previsti. Inoltre c'è da considerare che le resine utilizzate per l'ancoraggio chimico sono preparati irritanti, sia per le caratteristiche delle stesse sostanze che per il perossido di benzoile presente all'interno del catalizzatore impiegato nella tecnica delle fialette. Si raccomanda quindi di leggere attentamente le informazioni riportate nell'etichetta e nella scheda di sicurezza, proteggendo durante l'applicazione gli occhi, le mani e in generale tutta la pelle dal contatto con la sostanza. In ogni caso è bene rivolgersi a personale specializzato.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra resine epossidiche, vinilestere e poliestere?
    Le resine poliestere offrono un buon rapporto qualità-prezzo ma non vanno usate su calcestruzzo umido e sono ideali per lavori leggeri o serramenti. Le resine epossidiche garantiscono la massima resistenza meccanica e adesione, ma richiedono tempi di indurimento molto più lunghi (circa dieci volte superiori alle altre). Le resine vinilestere rappresentano una via di mezzo, adatte sia per carpenteria pesante che per fissaggi ad alta resistenza nelle costruzioni. La scelta dipende quindi dall'applicazione specifica, dalla resistenza richiesta e dalle condizioni ambientali del supporto.
  • Come si prepara correttamente il foro prima di inserire la resina?
    La pulizia del foro è fondamentale per garantire l'adesione. Dopo aver praticato il foro con un utensile a rotopercussione, è necessario rimuovere completamente la polvere. La procedura corretta prevede l'alternanza di soffiature con una pompetta ad aria o soffietto e spazzolate con uno spazzolino. Questo ciclo va ripetuto più volte per assicurarsi che non rimanga residuo. Un foro sporco comprometterebbe la tenuta dell'ancoraggio. Una volta pulito, verificare che anche la barra o la vite da inserire siano libere da impurità prima di procedere con l'iniezione della resina.
  • È possibile utilizzare l'ancoraggio chimico su mattoni forati?
    Sì, ma richiede l'uso specifico di tasselli a rete. Questi tasselli impediscono alla resina di cadere all'interno delle cavità del mattone, favorendo la formazione di un grumo che si incastra nei setti interni, garantendo così la presa. Durante la foratura, si deve usare la sola funzione rotazione per evitare di frantumare i delicati setti del mattore. La resina viene iniettata dal fondo del tassello a rete fino a fuoriuscire dalle maglie. Se il punto scelto non presenta forature interne, si applica la tecnica standard per supporti compatti.
  • Cosa succede se si lavora su supporti umidi o bagnati?
    Alcune resine, specificamente quelle epossidiche e vinilestere, possono essere applicate anche su supporti compatti molto umidi o pieni d'acqua. Tuttavia, l'umidità rallenta significativamente il processo di indurimento. È necessario prevedere tempi di attesa almeno 1,5 volte superiori rispetto a un foro asciaro prima di applicare qualsiasi carico sulla barra. È cruciale leggere le schede tecniche del produttore per confermare l'idoneità del prodotto specifico e valutare eventuali riduzioni del carico ammissibile per motivi di sicurezza strutturale.
  • Quali precauzioni di sicurezza devono essere adottate durante l'applicazione?
    Le resine per ancoraggio chimico contengono sostanze irritanti e spesso perossido di benzoile nel catalizzatore. È obbligatorio consultare la scheda di sicurezza e l'etichetta del prodotto. Durante l'applicazione, è indispensabile proteggere occhi, mani e pelle nuda utilizzando guanti e occhiali protettivi adeguati. Non esporre la cute al contatto diretto con la resina o il catalizzatore. Data la natura chimica dei materiali e la precisione richiesta nell'esecuzione, si raccomanda vivamente di affidare l'operazione a personale specializzato qualificato per evitare danni alla salute o errori strutturali.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche