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Come aprire un agriturismo

Aggiornato il 11 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Agriturismo sul mare

Come aprire un agriturismo

Per aprire un agriturismo è necessario analizzare diversi aspetti, ma il principale è la scelta dei servizi da offrire come, per esempio, la fattoria didattica, la degustazione di cibi, le attività culturali, le pratiche sportive, il campeggio, ecc. Bisogna, inoltre, ricercare i caseggiati per l'ospitalità dei turisti ed anche le aziende in cui imparare il mestiere come apprendista. Ai nostri giorni è opportuno stendere un business plan con la fattibilità del progetto, le ricerche di mercato e un bilancio con i dati finanziari, i costi e i ricavi previsti. Fra le altre cose è bene consultare la normativa che disciplina l'agriturismo per accedere ai contributi regionali, analizzare il target di possibili clienti su cui puntare e, infine, decidere il numero di dipendenti necessari, i periodi di apertura, i prezzi per i servizi e le strategie di marketing.

Quale documentazione serve per aprire un agriturismo

Gli imprenditori agricoli, che non devono essere oggetto di procedimenti penali, entrano a far parte dell'elenco dei soggetti abilitati e poi attendono i tempi legali prima di aprire l'agriturismo. Premesso che sono le regioni a dettare criteri e limitazioni, i documenti necessari per fare domanda sono, innanzitutto, le iscrizioni al Registro Regionale degli Operatori Agrituristici e al Registro delle Imprese. Bisogna anche aprire la partita Iva e il conto fiscale e ottenere l'autorizzazione sanitaria per i requisiti igienico-sanitari dei locali, le autorizzazioni sulla sicurezza dei Vigili del Fuoco e del sindaco per lo svolgimento dell'attività, e i permessi per installare le insegne e le segnalazioni stradali. Infine sono richieste le posizioni Inail e Inps e il pagamento della tassa sui rifiuti.

Cos'è l'agriturismo

L'agriturismo è un'attività di ricezione e ospitalità turistica esercitata dagli imprenditori agricoli con l'utilizzo della propria azienda, dell'agricoltura, dell'allevamento e con la realizzazione di un ciclo biologico sfruttando le acque del mare, dei fiumi e dei laghi. L'imprenditore agricolo è colui che esercita professionalmente le attività di selvicoltura, di allevamento di animali e di coltivazione del fondo (art. 2135 del codice civile). L'agriturismo è regolato dalla legge nazionale 96 del 2006 che impone la prevalenza dell'attività agricola sull'agriturismo. L'ente nazionale di riferimento è il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il reddito imponibile dell'agriturismo si calcola col 25% sui ricavi, al netto dell'Iva. Sui pernottamenti, il campeggio e la ristorazione l'Iva è del 10%, mentre per le altre attività agrituristiche è del 20%.

Perché, dove e costi

Aprire un agriturismo permette agli imprenditori agricoli di avere uno stile di vita rurale appagante e un lavoro gratificante a contatto con la terra, con le persone e con gli animali. Inoltre l'agriturismo da lavoro e valorizza i prodotti locali quali vino, miele, formaggio e olio. Ma dove aprire il proprio agriturismo ? Le regioni più gettonate sono la Lombardia e la Toscana. In particolare, la Toscana offre le risorse enogastronomiche più apprezzate, anche a livello internazionale. Per quanto riguarda i costi, essi dipendono dalle dimensioni aziendali, dalla tipologia di coltura e dagli scopi commerciali scelti ma si può valutare una spesa minima di 50.000€ per acquistare un edificio comprensivo di terreno. E per creare un agriturismo vincente ? Il segreto è cominciare con poche attività e nell'investire in campagne pubblicitarie.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti fondamentali per poter aprire un agriturismo?
    Per aprire un agriturismo è indispensabile essere imprenditori agricoli, ovvero possedere o gestire terreni destinati ad attività di coltivazione, allevamento o selvicoltura secondo l'articolo 2135 del Codice Civile. Non basta voler ospitare turisti; l'attività deve essere esercitata utilizzando i fondi e le strutture aziendali esistenti. Inoltre, il titolare non deve essere soggetto a procedimenti penali specifici. La normativa regionale stabilisce dettagli e limiti aggiuntivi, quindi è cruciale verificare i requisiti specifici nella propria regione prima di intraprendere l'attività.
  • Che differenza c'è tra agriturismo e semplice affittacampi o B&B?
    La differenza sostanziale risiede nel legame con l'azienda agricola. L'agriturismo richiede che l'ospitale sia svolta dall'imprenditore agricolo utilizzando i propri fondi, prodotti e strutture, con una netta prevalenza dell'attività agricola rispetto a quella turistica. A differenza del B&B o dell'affittacamere, l'agriturismo integra l'esperienza turistica con la realtà produttiva (coltivazioni, allevamenti), offrendo spesso esperienze dirette come la raccolta dei frutti o la visita alle stalle. È regolato specificamente dalla Legge 96/2006 e vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
  • Quali documenti e autorizzazioni servono per avviare l'attività?
    È necessario iscriversi al Registro Regionale degli Operatori Agrituristici e al Registro delle Imprese, aprendo contestualmente la Partita IVA. Tra le autorizzazioni tecniche, sono obbligatori il rilascio dell'autorizzazione sanitaria (rilasciata dall'ASL locale per i requisiti igienici), il Certificato Prevenzione Incendi (Vigili del Fuoco) se previsto dalle dimensioni, e l'agibilità comunale. Occorre inoltre regolarizzare le posizioni INPS e INAIL per i dipendenti, pagare la TARI (tassa rifiuti) e ottenere i permessi per le insegne. Ogni regione può richiedere documentazione aggiuntiva specifica.
  • Come funziona la tassazione e l'applicazione dell'IVA negli agriturismi?
    Il calcolo del reddito imponibile avviene applicando un coefficiente di redditività del 25% sui ricavi lordi, al netto dell'IVA. Per quanto riguarda l'IVA applicata ai clienti, la aliquota ridotta del 10% si applica ai servizi di pernottamento, campeggio e somministrazione di alimenti e bevande (ristorazione). Per tutte le altre prestazioni agrituristiche, come visite didattiche, degustazioni isolate o vendita diretta di prodotti non trasformati in loco, si applica l'aliquota ordinaria del 20%. È fondamentale distinguere correttamente le voci di fatturazione per evitare sanzioni.
  • Quanto costa aprire un agriturismo e quali sono le spese iniziali?
    I costi variano enormemente in base alla localizzazione, alle dimensioni dell'immobile e allo stato di conservazione. Si può stimare una spesa minima indicativa di 50.000 euro per l'acquisto di un edificio rurale con terreno, ma questa cifra non include i lavori di ristrutturazione, adeguamento normativo, arredi e attrezzature. Alla compra vanno aggiunti i costi di avvio per pratiche burocratiche, commercializzazione e eventuali assunzioni. È fortemente consigliato redigere un business plan dettagliato che includa anche i costi di gestione corrente e le previsioni di flusso di cassa nei primi anni.

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