La tecnica dell'innesto
La frutticoltura e, in generale, il giardinaggio necessitano di piante giovani e robuste con determinate caratteristiche. Certe caratteristiche non si possono replicare con i tradizionali metodi di propagazione: non sempre è garantita la radicazione della talea, ad esempio, oppure mediante la semina si ottengono ibridi non desiderati, in quanto il seme non riesce a veicolare le peculiarità richieste dai coltivatori. La soluzione migliore in questi casi è utilizzare la tecnica dell'innesto ovvero la crescita di una porzione di tessuto prelevata da un preciso albero su un'altra pianta, definita portainnesto, compatibile con la prima e adatta all'attecchimento. Il vantaggio è notevole: si ottiene una pianta identica a quella da riprodurre capace di vegetare e fruttificare sin dai mesi successivi a tale operazione. Questa tecnica è stata ottimizzata a tal punto che la maggioranza di alberi da frutto in commercio presenta un innesto alla base.
Innesto a corona: fase preliminare
Tra le tante tipologie di innesto, uno è quello a corona. La denominazione deriva dalla disposizione dei tessuti vegetali da innestare, dette marze, sul portainnesto, in questo caso il fusto di una pianta con diametro variabile, uguale o maggiore di 5 cm circa. Al di sotto di questa misura sono consigliabili altre tipologie di innesto. L'utilizzo di questa tecnica è data spesso dal bisogno di rinnovare una pianta con scarsa fruttificazione o che non presenta le caratteristiche volute, oppure dalla volontà di riprodurre su un unico albero diverse qualità della stessa specie. L'innesto inizia con la raccolta delle marze a dicembre e gennaio, devono misurare circa 20 cm e presentare 4/5 gemme sane. Il legno da cui prelevarle deve avere 1 anno. Dovendo essere conservate, vanno riposte in un sacchetto di plastica forato con carta umida nel frigorifero, oppure sotto sabbia in cantina o, metodo curioso ma valido, piantate nelle patate e conservate al buio. Il periodo ottimale per l'innesto è tra la fine di febbraio e il mese di marzo: in queste settimane c'è la ripresa vegetativa e la corteccia si solleverà grazie all'afflusso di linfa.
Il giorno dell'innesto
Le marze vanno preventivamente tolte dal frigorifero e poste in un bicchiere d'acqua per una giornata. Individuata la pianta, tagliate il fusto nettamente all'altezza desiderata, noterete subito la morbidezza della corteccia. Effettuate un taglio verticale dalla sommità lungo alcuni centimetri: servirà a diminuire la pressione degli innesti. Prendete le marze, tagliate la base e scegliete una sezione di circa 10 cm che presenti circa 4 gemme. Nella parte inferiore fate un taglio orizzontale a 4/5 cm per metà dello spessore della marza, poi fate un taglio verticale ottenendo uno "scalino". Ora rendete più sottile l'estremità formando una punta per favorire lo scorrimento nella corteccia. Ripetete l'operazione anche per le altre marze. Cercate, con il coltellino, di sollevare il cambio dal legno del portainnesto e infilate tra i due le marze con il taglio rivolto verso la corteccia. Il cambio dell'innesto e quello del portainnesto devono essere a contatto. Potete dare qualche colpetto affinché penetri maggiormente. Proseguite con le altre marze in modo ordinato spaziandole egualmente.
Accorgimenti per l'innesto a corona
A questo punto prendete della rafia naturale e avvolgetela molto stretta al portainnesto dove sono inserite le marze. Più aderenza ci sarà e più facilmente potranno attecchire. Prendete del mastice per innesti e spalmatelo abbondantemente su tutti i tagli in modo da coprire e sigillare le ferite. Se l'operazione è svolta correttamente, le marze germoglieranno nella stessa primavera. Ricordate di rispettare il periodo giusto altrimenti i risultati saranno insoddisfacenti. Non tutte le piante sono compatibili: per questo motivo utilizzate le tabelle contenute nei manuali o reperibili online in cui sono specificate le affinità tra piante di specie simile. Per eseguire gli innesti vi serviranno: un coltellino apposito, una sega da legno, delle cesoie, mastice da innesti e rafia (in alternativa potete usare del nastro da elettricisti, si consigliano però prodotti naturali). Disinfettate con alcol gli attrezzi prima e dopo il taglio per diminuire le contaminazioni patologiche.
Domande frequenti
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Qual è il periodo ideale per effettuare l'innesto a corona?L'epoca migliore per praticare l'innesto a corona va dalla fine di febbraio fino a tutto il mese di marzo. In questo lasso di tempo, le piante stanno entrando nella fase di ripresa vegetativa: la linfa sale vigorosamente dalle radici verso i rami, causando un leggero distacco della corteccia dal legno. Questa condizione fisiologica è fondamentale perché permette di inserire facilmente le marze sotto la corteccia del portainnesto senza danneggiare i tessuti vitali. Eseguire l'intervento in altri periodi, come in estate o in inverno profondo, riduce drasticamente le probabilità di attecchimento poiché la pianta non ha la linfa attiva necessaria a saldare la ferita.
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Come devo conservare le marze prima dell'innesto?Le marze, ovvero i rametti prelevati dall'albero madre, devono essere raccolte durante i mesi invernali, idealmente tra dicembre e gennaio, quando la pianta è in riposo vegetativo. Una volta tagliate, lunghe circa 20 cm e dotate di 4-5 gemme sane, vanno protette dalla disidratazione. I metodi più efficaci includono la conservazione in frigorifero all'interno di un sacchetto di plastica leggermente forato, insieme a carta umida per mantenere l'umidità ambientale. Un altro metodo tradizionale consiste nel seppellirle in cassette riempite di sabbia umida in un ambiente fresco come una cantina. In alternativa, alcune tecniche prevedono di interrarle parzialmente in patate intere per mantenerle idratate al buio fino al momento dell'uso.
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Quanto deve essere grosso il fusto del portainnesto?Per applicare con successo la tecnica dell'innesto a corona, il fusto della pianta su cui si opera (il portainnesto) deve avere un diametro minimo di circa 5 centimetri. Questa misura garantisce che la corteccia sia sufficientemente spessa e aderente al legno da permettere l'inserimento delle marze. Se il fusto è più sottile, la corteccia tende a strapparsi o a non offrire abbastanza superficie di contatto tra i cambî, compromettendo la riuscita dell'operazione. Nel caso di alberi giovani con fusti sottili, è preferibile optare per altre tecniche di innesto più adatte, come l'innesto a spacco o a T, che richiedono diametri inferiori.
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Come preparare correttamente le marze per l'innesto?Prima di procedere, è utile mettere le marze in un bicchiere d'acqua per una giornata per reidratarle. Successivamente, selezionate una sezione di circa 10 cm contenente 4 gemme. Tagliate la base della marza facendo un incisione orizzontale profonda per metà dello spessore, per una lunghezza di 4-5 cm. Su questa parte tagliata, create uno 'scalino' o un taglio verticale che permetta di assottigliare l'estremità inferiore a forma di punta. Questa conformazione è cruciale: facilita l'inserimento sotto la corteccia del portainnesto e massimizza la superficie di contatto tra il cambio della marza e quello del portainnesto, elemento essenziale per la fusione dei tessuti e la sopravvivenza dell'innesto.
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Quali strumenti e materiali servono per l'innesto a corona?Gli attrezzi indispensabili sono un coltellino da innesto ben affilato, una sega da potatura per tagliare il fusto principale e delle cesoie per eventuali rifiniture. Fondamentali sono anche la rafia naturale per legare saldamente le marze al tronco e il mastice cicatrizzante per sigillare ogni ferita esposta e prevenire disseccamenti e infezioni. È buona norma disinfettare tutti gli utensili con alcol prima e dopo ogni intervento per evitare il trasferimento di patogeni da una pianta all'altra. In mancanza di rafia, si può usare nastro isolante elettrico, ma i materiali naturali sono generalmente preferiti per la loro traspirabilità e minore rischio di strangolare il ramo in crescita.









