Coltivazione idroponica
Negli ultimi dieci anni la coltivazione idroponica ha fatto il suo importante ingresso nel settore dell'agricoltura, ma se all'estero questa metodologia innovativa è molto nota, nel nostro paese lo è decisamente meno. E' pur vero, però, che grazie alla passata edizione dell'Expo di Milano negli ultimi tempi si è iniziato a dare una maggiore attenzione a questa particolare coltivazione eco sostenibile. Ma di che cosa stiamo parlando nello specifico? L'idroponica, il cui termine deriva dal greco, laddove hýdor sta per acqua e pónos sta per lavoro, è una tecnica di coltivazione che avviene completamente fuori dal terreno, sfruttando la preziosa risorsa dell'acqua e di sostanze per la maggior parte inorganiche. Al posto del terreno, invece, si ritrovano elementi come l'argilla espansa, la perlite ed ancora la lana di roccia.
Come funziona la coltivazione idroponica
Attraverso la coltivazione idroponica si riescono a coltivare piante bellissime, rigogliose, ma soprattutto salutari. E' possibile realizzare un vero e proprio giardino idroponico anche in modo completamente fai da te, basta seguire pochi e semplici passaggi. Sul web sono presenti dei tutorial molto utili che spiegano in modo concreto come fare. Tra gli strumenti per intraprendere questa coltivazione occorrono: numerosi vasi che vanno poi immersi in un'ampia vasca colma d'acqua e di sostanze nutritive. La cosa importante è fare in modo che le radici di ogni singola piantina risultino bagnate accuratamente da tale soluzione. Per la vasca si possono utilizzare pure elementi di scarto, come ad esempio, un acquario non più funzionante. Il substrato di ancoraggio per le radici deve essere traspirante: vanno bene, ad esempio, l'argilla espansa, la fibra di cocco o anche la lana di roccia. E' necessaria poi una pompa ad aria per ossigenare perfettamente la soluzione.
Idroponica ed acquaponica
Sempre più la coltivazione idroponica viene unita all'acquacoltura creando un vantaggioso sistema di acquaponica. Quest'ultima è una tecnica di agricoltura che va ad unirsi con un allevamento sostenibile sviluppando un perfetto ambiente simbiotico. Nessuna coltura viene in alcun modo piantata nel terreno, ma, di contro, viene realizzato un preciso sistema acquaponico mediante l'uso di grandi vasche. In tale processo avviene un meccanismo molto preciso: l'acqua delle vasche per l'acquacoltura viene portata attraverso delle pompe in quelle idroponiche. Le piante, a loro volta, riescono a filtrare l'acqua nutrendosi delle sostanze di scarto proprie dei pesci. In seguito l'acqua filtrata ritorna nei contenitori per l'acquacoltura per dare nuovamente vita ad un altro identico ciclo. Tale processo avviene senza l'uso di alcun tipo di pesticidi oppure di sostanze chimiche, come spesso succede, invece, nell'agricoltura.
Prezzi dei sistemi
I prezzi dei sistemi di coltivazione idroponica variano a seconda dei modelli e della qualità dei materiali adoperati per realizzarli. Sul mercato si possono trovare alcuni specifici meccanismi che si rivelano molto semplici e di notevole efficienza, in più alcuni vengono venduti completi di Cd rom utile non solo per il montaggio, ma anche per il suo utilizzo. Molto apprezzato è, ad esempio, il sistema idroponico Atami Wilma che comprende ben quattro vasi che possono contenere dagli 11 ai 18 litri. Il prodotto è leggero, ma molto stabile, il costo è di circa 110€. Costa circa 20€ di più il sistema idroponico Platinium HydroPRO 80 delle dimensioni 80 x 80 x 39 centimetri. Il kit prevede, tra le altre cose, la presenza di sei vasi da 11 litri con connettore per lo scolo. Per chi ha bisogno di un prodotto più grande suggeriamo Platinum HydroPro 120 che permette di far crescere anche più di sedici piante. In questo caso il costo si aggira intorno ai 250€.
Domande frequenti
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Come posso costruire un impianto idroponico fai-da-te economico?Per realizzare un sistema idroponico semplice ed economico, puoi riutilizzare un vecchio acquario come vasca principale. Inserisci nella vasca una soluzione nutritiva composta da acqua e sostanze minerali inorganiche. Utilizza vasi separati per ogni pianta, riempiti con un substrato traspirante come argilla espansa, fibra di cocco o lana di roccia, che servirà ad ancorare le radici. È fondamentale installare una pompa ad aria per ossigenare costantemente l'acqua, garantendo così un corretto sviluppo radicale. Questa configurazione base permette di iniziare la coltivazione senza investimenti elevati, sfruttando materiali di recupero e componenti standard facilmente reperibili online.
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Qual è la differenza tra idroponica e acquaponica?La coltivazione idroponica utilizza esclusivamente acqua arricchita di nutrienti sintetici o naturali per far crescere le piante senza suolo. L'acquaponica, invece, integra l'idroponica con l'allevamento ittico (acquacoltura), creando un ecosistema simbiotico chiuso. I rifiuti prodotti dai pesci nell'acquario vengono convertiti dai batteri in nutrienti essenziali per le piante, che filtrano e depurano l'acqua. Una volta pulita, l'acqua torna nelle vasche dei pesci. Questo metodo elimina la necessità di fertilizzanti chimici esterni e riduce drasticamente gli sprechi idrici, rendendolo un sistema altamente sostenibile ed ecologico rispetto alle tecniche agricole tradizionali.
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Quanto costano i sistemi idroponici commerciali pronti all'uso?Il prezzo dei sistemi idroponici varia in base alle dimensioni e alla qualità dei materiali. Esistono soluzioni entry-level economiche, mentre i kit professionali hanno costi superiori. Ad esempio, il sistema Atami Wilma, adatto a piccoli spazi con 4 vasi da 11-18 litri, costa circa 110 euro. Per esigenze maggiori, il modello Platinum HydroPRO 80, dotato di 6 vasi e dimensioni 80x80x39 cm, si attesta sui 130 euro. Se desideri coltivare oltre sedici piante contemporaneamente, il modello Platinum HydroPro 120 offre una capacità superiore e un costo di circa 250 euro. Questi kit includono spesso istruzioni dettagliate per il montaggio e l'utilizzo.
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Che tipi di substrati posso usare al posto della terra?Nell'idroponica, il substrato non fornisce nutrimento ma svolge una funzione meccanica di sostegno per le radici e garantisce la traspirazione. I materiali più comuni includono l'argilla espansa, leggera e riutilizzabile; la perlite, ottima per trattenere umidità e aria; la lana di roccia, molto diffusa per la sua stabilità e capacità di ritenzione idrica; e la fibra di cocco, una risorsa naturale ed ecologica. La scelta dipende dalle specifiche esigenze della pianta e dalla gestione dell'umidità. È cruciale che il materiale scelto sia sterile e privo di patogeni per evitare infezioni radicali in un ambiente prevalentemente acquoso.









