Terriccio

Terriccio da giardinaggio

Il terriccio serve alle piante, sia piccole che grandi, per ancorarsi al suolo e per ricavare i nutrienti necessari al loro sviluppo. Non tutti i vegetali si trovano bene in qualsiasi tipo di terriccio. Alcune specie riescono ad adattarsi ad un terreno cosiddetto universale, altre non si sviluppano al meglio se il substrato è troppo acido o, al contrario, troppo alcalino. Oltre al PH, anche la consistenza del terriccio ha un ruolo fondamentale nel rigoglioso sviluppo di una pianta; quasi tutte le specie verdi, tranne poche eccezioni, preferiscono un terreno che consenta un buon drenaggio e non favorisca ristagni idrici. Ma cos'è in pratica un terriccio? E' un composto di sostanze organiche ed inorganiche nel quale si sviluppano le radici, in modo da sostenere la parte aerea ed assimilare il nutrimento. La parte organica, formata da residui di carbonio, in genere costituisce il 70 % del composto. La parte inorganica è data da sabbia, lapilli, pomice o alcune varietà di argille lavorate.
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Il terriccio di base

Terriccio addizionato di perlite Le esigenze delle piante, per quanto riguarda il substrato in cui crescere, sono principalmente quelle di avere un terriccio più o meno acido, più o meno alcalino; esistono poi miscele di terreno più idonee per le talee, per le succulente, o per le piante da appartamento. Gli amanti del giardinaggio possono sicuramente provare a miscelare da soli le diverse parti di substrato per le proprie piante, con qualche cognizione in materia. I principali componenti del terriccio sono torba (ottenuta dalla decomposizione di residui vegetali), sabbia e compost, ovvero sostanze organiche decomposte. Questa è la composizione di un terriccio universale, adatto a molte specie vegetali; il suo PH è neutro e riesce a trattenere abbastanza bene l'acqua. Viene venduto in buste da 5 litri per utilizzi casalinghi, fino ad arrivare a grandi confezioni da 80 litri per giardini e orti. La torba è ricavata da foglie, steli e radici fossilizzate; scura, permeabile, acida e leggera, è adatta a tantissime piante e molto usata in floricoltura. Questa specie di "base" può essere arricchita e modificata a piacimento per rispondere a richieste più specifiche, per piante più esigenti.

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Altri tipi di terriccio

Terriccio di castagno La terra può essere di vario tipologie, determinate dal luogo in cui essa viene prelevata. Il terriccio di castagno, che si forma intorno all'albero, è soffice, leggero e permeabile; soprattutto, mantiene a lungo le sue caratteristiche. Il terriccio di foglie si ottiene dalla decomposizione parziale di accumuli di foglie tenute all'umido; anch'esso è leggero e permeabile, ma non viene usato da solo perché ha scarsa durata. La terra forte è compatta e dura, formata in massima parte di argilla. Si usa mischiandola a terreni più sciolti e leggeri. La terra leggera è scura e contiene una buona parte di sabbia o detriti di roccia e residui organici; poiché non trattiene l'acqua, viene mescolata a terreni troppo impermeabili. Il terriccio di bosco viene prelevato nei boschi di latifoglie ed è leggero, fertile e permeabile; ottimo per le semine e per le talee perché favorisce la germinazione. La terra d'erica somiglia a quella di bosco, ma è priva di calce e adatta per tutte le piante calcifughe, come rododendri e azalee.


Terriccio particolare per diverse esigenze

Margotta Oltre a quelli già citati e più comuni, ci sono ancora altri tipi di terriccio che è bene conoscere per poterli utilizzare al meglio. Il terricciato, ad esempio, è un terreno comune lavorato in modo particolare allo scopo di renderlo molto fertile e permeabile. Si ottiene alternando strati di 15 - 20 centimetri di terra comune da giardino con del letame ben maturo. Il tutto deve formare un cumulo di almeno un metro di spessore e deve essere mantenuto umido; va rivoltato dopo un paio di mesi e poi, a seguire, ogni mese, per un totale di almeno sei. Alla fine, si ottiene un ottimo terriccio ricco e soffice che mantiene le sue qualità per molto tempo. Sarà particolarmente adatto per le piante da fiore e da appartamento. Ancora, citiamo la terra di sfagno; è una terra paludosa data da un muschio che cresce spontaneo. Viene raccolta, spremuta e molto apprezzata perché permeabile e capace di trattenere l'acqua. Viene usata per le talee, le margotte e per le piante epifite.


Terricci specifici per piante più esigenti

Alcune specie di piante, comunemente coltivate anche in casa, richiedono terricci specifici che si possono trovare in commercio o creare da soli, rispettando le proporzioni che la pianta preferisce.

Le piante grasse, ad esempio, temono particolarmente il ristagno di acqua e umidità; la terra in cui vanno coltivate deve essere quindi ben drenata, affinché non ci sia acqua in eccesso. Questo significa una maggiore percentuale di sabbia o altro materiale che favorisca il drenaggio.

Gli agrumi hanno bisogno di un elevato apporto di acqua e sostanze nutritive durante il periodo vegetativo, ma anche di un buon drenaggio e un'efficace ossigenazione delle radici durante il periodo di riposo. Di conseguenza, il terriccio per loro deve essere ricco di sostanze organiche, ma anche leggero. Si ricorre a composti di torba, pomice ed humus, arieggianti e drenanti.

Torba di buona qualità, con argilla e pomice, costituisce una base ideale per le rose, mentre le acidofile - camelie, gardenie, ortensie, rododendri, azalee - necessitano di un composto di torba, con pochi minerali, poca salinità, e ricco di sostanze organiche.


Scelta del terriccio: elemento fondamentale

terriccio In sostanza, anche se le piante sono spesso capaci di adattarsi al substrato su cui vengono coltivate, bisogna riconoscere che rispettare le loro esigenze serve a farle crescere non solo in modo più rigoglioso, ma anche più sane e robuste, in grado di combattere parassiti e condizioni avverse.

Chi vuole dedicarsi a preparare il terriccio idoneo alle proprie coltivazioni dovrà procurarsi il materiale, cercando di sceglierlo il più naturale possibile. Serve quindi del terriccio universale e della torba. Chi va in montagna potrà procurarsi terriccio ricavato tra i tronchi di castagno; molto buono è anche il terreno che scavano le talpe, facilmente riconoscibile perché si tratta dei piccoli cumuli che si vedono nei campi.

Lo stallatico può essere preso o acquistato presso i maneggi e gli allevatori in generale. Anche la sabbia, opportunamente lavata, è da tenere pronta, per essere mischiata a torba o ad altri terreni di base per migliorarne la permeabilità e il drenaggio.

L'esperienza insegna molto nella preparazione e nell'uso del terriccio, e se unita a qualche buona informazione e all'amore per le piante, i risultati non si faranno attendere.



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