Terrari

Cosa sono i terrari e perché realizzarne uno

I terrari sono riproduzioni in miniatura di ecosistemi racchiusi in contenitori di vetro trasparente, piccoli mondi pieni di vita, di cui poter gioire anche all'interno di un appartamento. Chi sente la mancanza di un giardino può, con un terrario, godere di una collezione di piante che richiederà una minima cura, crescerà per anni e sarà di grande effetto decorativo. Sempre più diffuso nell'interior design contemporaneo, un terrario si inserirà in ogni tipo di arredamento, arricchendo ogni ambiente con la bellezza che solo le piante sanno esprimere. Posti al centro di un tavolo in cucina, di un tavolino in soggiorno, su un davanzale, su una mensola del bagno o sul terrazzo, i terrari hanno lo stesso potere di attrazione degli acquari: invitano ad uno sguardo più ravvicinato, fornendo una via di fuga al grigiore invernale.
Terrarium in contenitore di vetro

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Come realizzare la base per ospitare un terrario

Terrario in contenitore chiuso Creare un terrario è entusiasmante per chi ama il giardinaggio, perché permette di esprimere la propria creatività. I terrari, infatti, possono essere realizzati utilizzando i contenitori dalle forme più diverse, in cui sperimentare associazioni di una grande varietà di piante. Distinguiamo due tipi di terrario, quello aperto, che permette all'aria e alla luce di circolare e quello chiuso, più adatto per le piante che richiedono maggiore umidità e minore esposizione alla luce. Il contenitore deve essere di vetro trasparente e non colorato, in modo da non ostacolare la crescita delle piantine e deve avere una apertura sufficiente per infilarvi la mano. Sul fondo del contenitore andrà messa dell'argilla espansa, che servirà a drenare l'acqua e su di essa verrà sovrapposto uno strato di carbonella, che assorbirà l'umidità e infine uno strato di terriccio.

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Quali piante è meglio scegliere per i terrari

Terrario con piante tropicali Preparato il substrato di coltivazione, è possibile inserire le piante nel terreno. Ma quali piante saranno adatte per essere coltivate nei terrari ? La regola fondamentale è mettere insieme piante che si adattino alle stesse condizioni di luce e di umidità. Un terrario chiuso può ospitare piante che richiedono luce moderata e molta umidità, perché la traspirazione fogliare determinerà un ciclo completo dell'acqua che, assorbita dalle radici, ricadrà sotto forma di vapore acqueo. Dunque via libera alle piante tropicali e subtropicali come orchidee nane, violette africane, piccole felci, fittonie, peperomie, chamadoree, dracene, croton, begonie. Nei terrari aperti potremo dar vita a giardini di piante succulente come piccoli cactus, fornendole di una base di sabbia per imitare il loro ambiente naturale.


Terrari: Come prendersi cura delle piante al suo interno

Terrari di varie forme Essendo un sistema autosufficiente, il terrario avrà bisogno di pochissime cure. Una volta introdotte le nostre piantine nel terriccio e badato a sistemare il terrario lontano dalla luce diretta del sole, si procede ad una prima innaffiatura e poi, grazie al calore e alla luce, la fotosintesi farà il resto. Un terrario chiuso può non aver bisogno di irrigazioni successive per diversi mesi. Se le piante dovessero apparire secche, si interviene con una nebulizzazione di acqua. Se al contrario sulle pareti del contenitore dovesse formarsi condensa, il vaso va aperto e lasciato arieggiare. Se la vegetazione dovesse crescere troppo va potata. Per rendere più simile ad un habitat reale il terrario, possono essere aggiunti muschio, rocce o anche accessori decorativi, dando spazio alla creatività.


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